<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852</id><updated>2011-09-10T14:35:25.114+02:00</updated><category term='Documenti'/><category term='Club'/><category term='Ambiente'/><category term='News'/><category term='Tecnica'/><category term='Editoriale'/><title type='text'>Esox 2000 Pike Angling and Conservation</title><subtitle type='html'>Il sito di riferimento in Italia per la tutela e la pesca sportiva del luccio.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://esox2000.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>45</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-8143574901814331465</id><published>2010-12-13T19:10:00.021+01:00</published><updated>2010-12-14T10:07:11.884+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><title type='text'>L'amur nella provincia di Ferrara: alcune considerazioni a vent’anni dall’introduzione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TQZqQ6u9aVI/AAAAAAAAAsY/X313cvikbUU/s1600/GRASKARPFEN.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 112px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TQZqQ6u9aVI/AAAAAAAAAsY/X313cvikbUU/s200/GRASKARPFEN.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550240429657385298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In questo interessante articolo a cura del Dipartimento di Biologia ed Evoluzione dell'Università di Ferrara si analizza la storia dell'introduzione carpa erbivora, o amur al fine di limitare la crescita delle piante acquatiche nei canali di bonifica della Provincia di Ferrara, e il fortissimo impatto che questa specie ha avuto su molti ecosistemi già provati dall'azione antropica. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;L'articolo in oggetto "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La carpa erbivora nella provincia di Ferrara: alcune considerazioni a vent’anni dall’introduzione&lt;/span&gt;", di Castaldelli, Lanzoni, Mantovani e Rossi (Dipartimento di Biologia ed Evoluzione, Università degli Studi di Ferrara e Servizio Protezione Flora e Fauna, Provincia di Ferrara), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pescasport, Ed. Greentime, Bologna  2009, n.6 Dicembre 2009/Gennaio 2010&lt;/span&gt;, rappresenta una lettura a dir poco istruttiva sugli errori commessi in passato nella gestione delle acque e sulle drammatiche conseguenze a cui questi possono portare. Per questa ragione, con il permesso degli autori, lo riportiamo nel seguito nella sua interezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TQZq5tIxfjI/AAAAAAAAAsg/6vlwqqXepNg/s1600/figura%2B1.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 443px; height: 167px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TQZq5tIxfjI/AAAAAAAAAsg/6vlwqqXepNg/s320/figura%2B1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550241130382196274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Figura 1. Esemplare di carpa erbivora catturato nella provincia di Ferrara&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;"Alla fine degli anni sessanta l’eutrofizzazione iniziò a diventare un problema diffuso nelle acque italiane. In particolare, nei canali di bonifica della bassa padana era ancora presente una diversificata comunità di piante acquatiche la cui crescita, a seguito dell’aumento della disponibilità di azoto e fosforo, divenne invasiva causando problemi di gestione. Per gli appassionati di pesca furono anni memorabili perche l’aumento della produttività di questi ecosistemi determinò un relativo aumento di produzione ittica. Tutte le specie il cui ciclo vitale è legato alla presenza di vegetazione crebbero e furono anni da tinche e lucci, triotti, scardole ed alborelle; il persico trota ed il pesce gatto divennero infestanti in alcuni canali. Tornando alla gestione, per limitare la crescita delle piante acquatiche, nel 1975 la Regione Emilia Romagna istituì un Comitato Tecnico per sperimentare il diserbo biologico tramite la carpa erbivora. Le prime immissioni sperimentali furono effettuate tra il 1975 e 1985, in canali della provincia di Ferrara, sotto controllo e monitoraggio delle Università di Bologna e di Ferrara del Consorzio di Bonifica del II Circondario del Polesine S. Giorgio. Successivamente, negli anni 1987 e 1988 le Amministrazioni Provinciali di Ferrara, Bologna, Modena e Ravenna seminarono nei canali di bonifica 203 quintali di carpa erbivora, di lunghezza compresa tra i 20-30 cm. La Legge Regionale sulla pesca del 6 agosto 1979 n. 25 fu integrata con una parte in cui veniva promosso il ripopolamento ittico, ai fini di operare un diserbo biologico nelle acque interne regionali, mediante immissioni di idonee specie di fauna acquatica. Tramite una Delibera della Giunta Regionale del 1987, fu imposto un divieto di cattura e detenzione di esemplari di carpa erbivora inferiori alla lunghezza di 50 cm, limite successivamente portato ad 80 cm l’anno successivo. Attualmente nelle acque interne dell’Emilia-Romagna non è presente nessun limite di cattura per la specie carpa erbivora (Norme Inerenti L’Esercizio della Pesca Nelle Acque Interne, Regione Emilia-Romagna, anno 2005).&lt;br /&gt;Nella provincia di Ferrara la sperimentazione fu condotta dal 1976 all’1984, con le prime immissioni effettuate nei canali Campogrande e Campocieco, nelle vicinanze di Rovereto e S. Antonino, presso l’abitato di Cona, con esemplari del peso tra 200 g e poco più di un kg e densità di semina di 50 kg/ha, arrivando ad un totale di 1895 esemplari immessi per un peso di 1510 kg. Le indagini effettuate nei quattro anni successivi all’84 nel canale Campocieco e Campogrande evidenziarono la totale scomparsa di miriofillo e ceratofillo, dialettalmente dette “grata”, e della canna palustre. Gli stessi risultati furono documentati anche nel canale S. Antonino.&lt;br /&gt;Dopo le immissioni di carpa erbivora del biennio 1987-88, nei canali di bonifica di Denore, nelle fosse Bevilacqua, Martinella e Galavrona fu documentata una pressoché immediata riduzione del 50% degli interventi di diserbo meccanico.&lt;br /&gt;Le immissioni di carpa erbivora, effettuate nel periodo 1985-88 nella Fossa dei Masi, Fossa Gattola, canale Convogliatore e Fossa di Portomaggiore, le cui acque vengono recapitate direttamente nel Canale Circondariale del Mezzano, ebbero come risultato che gli esemplari immessi si spostarono quasi subito nel C. Circondariale. Sebbene solo pochi esemplari di quelli immessi fossero rimasti nei canali di immissione, negli anni immediatamente successivi si è registrata la totale scomparsa delle vegetazione acquatica sia sommersa che flottante (da “La carpa erbivora in Emilia-Romagna, aspetti biologici e gestionali”, di P. Melotti, C. Resta, A. Cavallari 1989).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TQZrG4Ge-BI/AAAAAAAAAso/AXl0JrSxH2o/s1600/figura%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 206px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TQZrG4Ge-BI/AAAAAAAAAso/AXl0JrSxH2o/s320/figura%2B2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550241356663683090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Figura 2. Particolare dell’apparato masticatore della carpa erbivora&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Note di biologia della carpa erbivora &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La carpa erbivora o Amur, il cui nome scientifico è Ctenopharyngodon idellus, appartiene all’ordine dei Cipriniformi della famiglia dei Ciprinidi, come le altre specie alloctone di carpa, sempre di provenienza asiatica, la carpa argento Hypophtalmichthys nobilis, la carpa testa grossa Aristichthys nobilis e la carpa comune Cypinus carpio. E’ un pesce di taglia grande e può superare il metro di lunghezza e i 30 kg di peso (Berg, 1932); esemplari record del peso di oltre 180 Kg sono stati pescati negli habitat originari (Lopinot, 1972). L’areale originario della carpa erbivora comprende tutto il bacino del fiume Amur (Gandolfi, 1991), e come indicato da Nikol’skii, Shirema e Smith anche tutti i grandi fiumi di pianura della Cina orientale. Specie rustica ed in grado di tollerare condizioni molto restrittive delle acque e tutt’altro che favorevoli per altre specie ittiche. Dal comportamento gregario e furtivo, risulta difficile stimarne la numerosità e le taglie in ambienti di acque torbide. La dieta completamente vegetariana la configurano come una delle specie più innocue e bonarie tra i ciprinidi di grandi dimensioni. Tuttavia, il nome del genere Ctenopharyngodon deriva dalla conformazione dell’apparato masticatore che, grazie alla presenza di forti denti faringei seghettati e disposti su due file, svolge una funzione di vera e propria triturazione del cibo, permettendo l’assunzione anche di vegetali provvisti di tessuti lignei. In particolare, nelle acque italiane tra le piante acquatiche consuma preferenzialmente il ceratofillo, la lenticchia d’acqua, la brasca, il miriofillo e, tra quelle emergenti, la tifa e la canna palustre mentre disdegna le ninfee bianche e quelle sfrangiate, più piccole e con i fiori gialli; questa è la ragione della invasività delle ninfea sfrangiata gialla in alcuni canali ferraresi dove non è presente nessuna altra pianta acquatica. Vari Autori come Opuszynski (1972) e Wattendorf e Anderson (1987) sono concordi riguardo la quantità di cibo ingerita quotidianamente allo stadio adulto, in un ambiente alla temperatura di circa 20°C e dove il cibo non sia limitante, pari al 50-60 % del peso vivo dell’animale; all’aumentare del metabolismo, in relazione all’aumento di temperatura, di pochi gradi, fino a 22-24 °C, tale percentuale raggiunge valori compresi tra 100-120 %. I canali del Ferrarese, da metà maggio a metà settembre presentano temperature superiori a 24 °C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TQZrR7pK8MI/AAAAAAAAAsw/xa7zZ2SP-Wk/s1600/figura%2B3.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 208px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TQZrR7pK8MI/AAAAAAAAAsw/xa7zZ2SP-Wk/s320/figura%2B3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550241546593038530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Figura 3. Azione della carpa erbivora su fusti adulti di cannuccia di palude&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La carpa erbivora o Amur in relazione all’ecologia delle acque&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da un punto di vista ecologico, gli effetti del sovra-pascolo, ovvero ciò che si verifica se il numero di esemplari di carpa erbivora presenti in un dato ambiente è eccessivo, sono molto gravi, più di quelli causati da un eccessivo numero di altre specie alloctone. Numerosi studi internazionali come quelli di Canfield (1988) e Earl (1992) hanno evidenziato le conseguenze dirette ed indirette della introduzione della carpa erbivora. Fin dalle prime fasi successive alla introduzione della specie, si verifica un generale intorbidimento e peggioramento della qualità delle acque, evidenziato anche dall’aumento delle concentrazioni di azoto e fosforo, rilasciati per attività di escrezione e con le feci. Ciò è strettamente dipendente dal tipo di alimentazione della carpa erbivora, che nutrendosi quasi esclusivamente di materiale vegetale, a basso valore nutritivo, ne deve assumere grandi quantità. In relazione alla bassa digeribilità di queste piante, grandi quantità di feci sono continuamente espulse, andando ad aumentare la torbidità dell’ambiente, sia direttamente, per l’emissione di un grande quantità di particelle vegetali finemente triturate, pari circa al peso dell’animale  ovvero quanto l’animale ha ingerito giornalmente, sia indirettamente, perché l’escrezione di azoto ammoniacale, soprattutto in estate quando la disponibilità di azoto in alcuni canali è molto bassa, favorisce lo sviluppo di alghe fitoplanctoniche e il conseguente ulteriore aumento della torbidità; entrambi i termini, danno all’acqua una colorazione verde-marrone, per la abbondante presenza di alghe microscopiche ma con tonalità opache, segno della presenza di particellato organico fine in decomposizione e di crescite batteriche, fattori che inoltre contribuiscono ad abbassare il contenuto di ossigeno delle acque. Si viene quindi a determinare un circolo vizioso che mantiene l’ecosistema in uno stato di elevato rischio e di grande semplificazione a tutti i livelli alimentari, e con una comunità ittica estremamente semplificata.&lt;br /&gt;Alcuni autori, come Lesile e Koblynski (1985) e Klusmann (1988) hanno ampiamente documentato fenomeni di questo tipo in numerosi laghi e fiumi dell’ex Unione Sovietica, dove a seguito della introduzione di carpa erbivora, è rapidamente scomparsa la vegetazione acquatica e con essa sono istantaneamente scomparse numerose specie di crostacei e specie ittiche, il cui ciclo vitale dipende strettamente dalla presenza di piante acquatiche sommerse, non solo per la alimentazione ma anche per la deposizione delle uova e per il rifugio e alimentazione degli stadi giovanili. Gasaway (1976) e Bettoli (1991) hanno dimostrato la relazione di causa ed effetto tra l’introduzione della carpa erbivora e la scomparsa di molte specie ittiche, indipendentemente dall’insorgere di altri fattori di disturbo, quali inquinamento di varia origine e/o l’introduzione di predatori alloctoni. L’esempio più calzante è quello descritto da Aliyev, (1976) riguardante numerosi laghi in cui a seguito di consistenti immissioni di carpa erbivora si è verificato un immediato, drastico calo di due specie ittiche strettamente associate alla vegetazione, la tinca ed il luccio.&lt;br /&gt;Come riportato nella Carta Ittica dell’Emilia-Romagna, Zona B, in Provincia di ferrara, in base a campionamenti effettuati dal 2003 al 2005, in 50 siti omogeneamente distribuiti, la comunità ittica è risultata fortemente semplificata e dominata da specie detritivore quali carpa, carassio, abramide e da predatori adattati ad acque torbide quali siluro e lucioperca, mentre sono stati catturati solo due esemplari di tinca e uno solo di luccio. Differentemente, come riportato da Cavicchioli (1976) e, più recentemente nel volume “Elementi di predisposizione della Carta Ittica regionale” (AA.VV, 1992), gli stessi canali presentavano una comunità ittica completamente differente, composta anche da ciprinidi autoctoni quali tinca, scardola, triotto, alborella e da predatori tipici di acque poco torbide, quali persico reale, persico trota e luccio. Questa comunità ittica si mantenne fino alla prima metà degli anni ottanta, per poi cambiare rapidamente nella seconda metà, proprio quando iniziarono le immissioni massicce di carpa erbivora.&lt;br /&gt;Al presente, in base ai risultati dei campionamenti del triennio 2006-08, effettuati con tecniche specifiche per la stima della carpa erbivora, la specie è risultata presente in tutti i canali maggiori della provincia di Ferrara. L’ampia distribuzione delle taglie degli individui catturati conferma la permanenza nella rete idrica degli individui introdotti a fine anni ottanta, ora di peso compreso tra dieci e venti chilogrammi. A questi si aggiungono quelli provenienti da semine successive, non rientranti comunque in piani approvati dalla Provincia, protratte fino al presente, come confermato con la cattura nel Canal Bianco, nel canale Andio e nel canale Seminiato, a fine ottobre del 2007, di individui di lunghezza media di 20 cm e peso medio di 180 g.&lt;br /&gt;In tutti i canali in cui è stata censita la presenza della carpa erbivora la vegetazione sommersa è risultata del tutto assente, tifa e canna palustre scarse mentre era presente la nifea sfrangiata che la carpa erbivora non mangia."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;AA.VV., 1989. La carpa erbivora in Emilia-Romagna aspetti biologici e gestionali. Regione Emilia Romagna, Amministrazione Provinciale di Ferrara (Assessorato Caccia, Pesca e Ambiente) Ferrara, 87 pp.&lt;br /&gt;Aliyev, D.S. 1976. The role of phytophagous fishes in the reconstructions of commercial fish fauna and the biological improvement of water. J. Ichthyology. 16 (2), 216-29.&lt;br /&gt;Berg L. S., 1932. Les poissons des eaux douces de l’U.R.S.S. et des pays limithrophes, 3e édition, revue et augmentée, partie I. Edizioni sulla gestione dei laghi e della pesca, Leningrad, 899 pp.&lt;br /&gt;Canfield D.E., Shireman J.V., Colle D.E., Haller W.T., Watkins C.E. and Maceina M.J. 1984. Prediction of chloropyll a concentration in Florida lakes: importance of aquatic macrophytes. Can. J. Fish. Aqat. Sci. 41, 497-501.&lt;br /&gt;Cavicchioli G., 1976. Fauna ittica del Ferrarese. Ferrara, Ente Ferrarese Esposizioni e Rassegne.&lt;br /&gt;Earl W., Chilton II. and Maurice I.. 1992. Biology and management of grass carp (Ctenopharyngodon idella, Cyprinidae) for vegetation control: a North America perspective. Fish Biology and Fisheries,2, 283-320.&lt;br /&gt;Gandolfi G., Zerunian S., Torricelli  P., Marconato A., 1991. I Pesci delle acque interne italiane. Ministero dell’Ambiente e Unione Zoologica Italiana, Roma, 618 pp.&lt;br /&gt;Gasaway R.D. and T.F. Drda, 1976. Effects of grass carp introduction on waterfowl habitat. North America Wildlife Natural Resources of Conference, 42: 73-85.&lt;br /&gt;Gorbach E.I., 1970. Condition and fatness of the grass carp Ctenopharyngodon idella (Val.) in the Amur Basin. J. Ichtthyology. 12(4), 616-25.&lt;br /&gt;Klusmann W.G., Noble R.L., Martyn R.D. Clark W.J., Betsill R.K., Bettoli P.W. and Campbell J.M. 1988. Controlo of acquatic macrphytes by grass carp in lake Conroe, Texas, and the effects on the reservoir ecosystem. Texas Agricoltural Experiment Station, Texas A&amp;amp;M University MP-1664. Texas 61 pp.&lt;br /&gt;Leslie A. J., Jr. and G.J. Kobylinski 1985. Benthic macroinvertebrate response to acquatic vegetation removal by grass carp in a north Florida reservoir. Florida Sience 48: 220-231.&lt;br /&gt;Lopinot, A., 1972. White amur  Ctenopharyngodon idellus. Illinois Dept Conservation, Division of Fisheries. Fish Management Mimeo No. 37. 2 pp.&lt;br /&gt;Nikol’skii G.V., 1971. Special ichthyology. Isr. Program sci. Transl. Jerusalem, 538 pp.Opuszynski K., 1972. Use of phytophagus fish to control acquatic plants. Acquaculture 1, 61-74.&lt;br /&gt;Shireman J.V., Smith C.M:, 1983. Synopsis of biological data on the grass carp, Ctenopharyngodon idella (Cuvier and Valenciennes, 1844). FAO Fish. Synop., no. 135, 86 pp.&lt;br /&gt;Wattendorf  R.J. and R.S. Anderson. 1987 Hydrilla consumption in two Florida lakes. Proceeding of the Annual Conference of the Southeastern Association of Fosh and Wildlife Agencies 38: 319-326.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-8143574901814331465?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/8143574901814331465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/8143574901814331465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2010/12/lamur-nella-provincia-di-ferrara-alcune.html' title='L&apos;amur nella provincia di Ferrara: alcune considerazioni a vent’anni dall’introduzione'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TQZqQ6u9aVI/AAAAAAAAAsY/X313cvikbUU/s72-c/GRASKARPFEN.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-5252016622877556457</id><published>2010-05-05T23:40:00.005+02:00</published><updated>2010-11-21T00:20:55.601+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><title type='text'>Campagna Libera Fiumi 2010 - Po di Primaro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TOhTEM4za7I/AAAAAAAAAqs/92guCGK59C8/s1600/Nuova%2Bimmagine.bmp"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 120px; height: 94px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TOhTEM4za7I/AAAAAAAAAqs/92guCGK59C8/s200/Nuova%2Bimmagine.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5541770673123453874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 2 maggio l'Esox 2000 assieme allo Spinning Club Italia, al Bass World Anglers, che si è fatto carico  del lavoro più pesante di coordinamento e organizzazione tramite Roberto Bergamasco, e all'Università di Ferrara tramite l'ittiologo  Mattia Lanzoni ha partecipato alla campagna Liberafiumi del WWF con  il monitoraggio del Po di Primaro nel tratto da Marrara a Ferrara.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;E'  stata una bellissima esperienza in cui si sono stretti rapporti di  collaborazione importanti avvalorando l'importante ruolo che il  pescatore a spinning (ma non solo) ha di sentinella ambientale e  collaboratore con le istituzioni coinvolte nella gestione delle acque e  della pesca filosofia in cui crede fortemente Mario Narducci presidente  dello Spinning Club Italia. Il lavoro è stato duro, ha riguardato oltre  15 km di sponde, che sono stati monitorati metro su metro con l'ausilio  di barche rilevando eventuali scarichi abusivi, sponde rettificate,  alvei alterati, bilancelle e così via. Il monitoraggio ha anche  riguardato la fauna ittica tramite azione di pesca, interviste a  pescatori, osservazione diretta e confronto con recenti campionamenti  effettuati dall'Università. I risultati sono stati raccolti in schede  molto dettagliate e trasmessi al WWF ed hanno evidenziato un corso  ancora in gran parte allo stato naturale con un basso livello di  antropizzazione, con km interi di sponda non accessibili, alberi e rami  in acqua che offrono zone di rifugio molto importanti per la fauna  ittica. Nonostante questo forte potenziale la fauna ittica risulta  fortemente alterata ed in difficoltà, con biomasse squilibrate, perdita  di biodiversità e specie autoctone ormai rarefatte a discapito  principalmente del siluro.&lt;br /&gt;All'attività è stato dato un forte risalto  in termini di stampa nazionale, qua trovate in allegato una rapida  rassegna stampa tratta dai principali quotidiani on-line&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/esox2000/RASSEGNA_STAMPA.pdf" target="_blank"&gt;RASSEGNA_STAMPA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo è il dossier preliminare della Campagna Liberafiumi del WWF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.wwf.it/UserFiles/File/WWF%20Cosa%20Facciamo/Acque/Liberafiumi_2010/Liberafiumi2010_Documento_primi_risultati_maggio_2010.pdf"&gt;Dossier WWF - Liberafiumi 2010&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed  ecco infine alcune foto della giornata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="width: 547px; height: 410px;" src="http://img146.imageshack.us/img146/5100/img5685f.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="width: 548px; height: 411px;" src="http://img687.imageshack.us/img687/9987/img5607q.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="width: 546px; height: 409px;" src="http://img594.imageshack.us/img594/9373/img5751.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-5252016622877556457?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5252016622877556457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5252016622877556457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2010/11/campagna-libera-fiumi-2010-po-di.html' title='Campagna Libera Fiumi 2010 - Po di Primaro'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/TOhTEM4za7I/AAAAAAAAAqs/92guCGK59C8/s72-c/Nuova%2Bimmagine.bmp' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-268206835464735713</id><published>2010-04-14T17:11:00.018+02:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.065+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Spin &amp; Fly Invitational 2010</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S8Xcpf84u0I/AAAAAAAAAmI/y7PVcEWrQoQ/s1600/1270120109.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 81px; height: 96px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S8Xcpf84u0I/AAAAAAAAAmI/y7PVcEWrQoQ/s200/1270120109.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460012728766217026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si è svolta domenica 11 aprile al Lago di Fimon la consueta manifestazione di pesca al luccio "Spin &amp;amp; Fly Invitational" da belly e da natante. La manifestazione ha rappresentato un momento importante di incontro tra gli appassionati della pesca al luccio ed un occasione per fare il punto della situazione sugli interventi di recupero del luccio e la situazione del Lago di Fimon.&lt;span class="fullpost"&gt; La giornata fredda e ventosa ha reso i lucci particolarmente apatici con numerosi inseguimenti ma pochissimi attacchi e diverse slamate a conferma dell'approccio poco aggressivo del pesce nei confronti dell'esca.&lt;br /&gt;Se dal punto di vista della fauna ittica il lago gode di splendida salute con popolazioni numerose di lucci, persici reali e tinche, sempre più preoccupante è la situazione collegata al proliferare delle alghe alcune delle quali di tipo nuovo rispetto alla classica &lt;a href="http://pianteacquaticheninfea.com/menuirizofite/35-myriophillum-spicatum"&gt;Myriophillum Spicatum&lt;/a&gt;, più simili ad una mucillaggine che ad un'alga tradizionale. Preoccupa anche la conseguente rarefazione del canneto. Intervistato su questo tema Carlo Preato, guardia volontaria del Bacino B, ha detto: "La riduzione costante del canneto c'è da qualche anno, gli esperti stanno ancora congetturando ma la causa non è chiara: si parla di malattie, di gamberi killer etc. Io propendo per le nutrie, che stazionando costantemente sugli isolotti e non solo mangiano i germogli, ma continuano anche tramite feci ed urine ad acidificare il sottostante (effetto pioggia acida) sballando il Ph. La mucillagine è una novità assoluta in questa stagione, anche qui non ci sono spiegazioni vista l'assenza pressochè totale di reflui nel lago. Altro mistero ed altra rogna. Tra Arpav e biologi vari speriamo che qualcuno trovi le soluzioni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si legga a tale riguardo il seguente articolo uscito sul Giornale di Vicenza a fine 2009:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/105610_il_lago_di_fimon_sta_soffocando_le_alghe_gli_tolgono_lossigeno/"&gt;Il lago di Fimon sta soffocando - Le alghe gli tolgono l'ossigeno.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-268206835464735713?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/268206835464735713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/268206835464735713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2010/04/spin-fly-invitational-2010.html' title='Spin &amp; Fly Invitational 2010'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S8Xcpf84u0I/AAAAAAAAAmI/y7PVcEWrQoQ/s72-c/1270120109.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-3424561238374409426</id><published>2010-03-19T15:04:00.007+01:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.065+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>La fauna ittica del tratto terminale del fiume Po ieri e oggi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S8xdjGD9BNI/AAAAAAAAAmg/B7FlLIhAuRA/s1600/pes0806.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 79px; height: 110px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S8xdjGD9BNI/AAAAAAAAAmg/B7FlLIhAuRA/s200/pes0806.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461843305597568210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In un recente articolo a cura del Dipartimento di Biologia ed Evoluzione dell'Università di Ferrara si è affrontato il problema della situazione della fauna ittica nel basso corso del Po evidenziando come gli interventi dell'uomo sula morfologia e la portata dei corsi d'acqua fiume abbiano causato la perdita di habitat per molte specie di pesci e conseguentemente una forte riduzione delle attività di pesca sia sportiva che di mestiere.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Molte specie di pesci si sono estinte o sono diventate estremamente rare, rendendo necessaria l’adozione di norme di protezione. Inoltre, l’accelerata introduzione di specie esotiche ha avuto ulteriori e rimarcabili effetti negativi sulla comunità ittica indigena, che non ha retto all’esplosione demografica di nuove specie alloctone competitive o predatrici.&lt;br /&gt;Le modificazioni della struttura ed abbondanza delle comunità ittiche ha messo in difficoltà sia i pescatori di professione sia quelli sportivi, che hanno dovuto affrontare il calo e la scomparsa delle specie di valore, rimpiazzate da quelle nuove, non necessariamente e immediatamente apprezzabili.&lt;br /&gt;Il monitoraggio di questa evoluzione, che è stata fatta comparando la comunità ittica attuale con quella riportata in documenti di Archivi Pubblici e biblioteche di Ferrara e provincia, è importante da un punto di vista gestionale ed è stato affrontato analizzando il tratto terminale del Po, la cui idrologia ha subito interventi antropici che si sono molto intensificati negli ultimi 40 anni. &lt;br /&gt;Si è passati da una comunità ittica dominata in biomassa fino agli anni sessanta da lasca, alborella, cavedano, pigo, anguilla, storione comune, storione ladano, e storione cobice, e nei canali da tinca, scardola, luccio, pesce gatto, anguilla e triotto alla situazione attuale in cui si è assistito ad una marcata perdita di biodiversità e ad una fauna ittica dominata in biomassa da 6 specie alloctone provenienti principalmente dall’Est Europa e dell’Asia: carpa, siluro, carassio, abramide, lucioperca e carpa erbivora costituiscono da soli il 91% della biomassa totale. Un miglior regime termico, come nel caso del siluro, la mancanza di predatori e l’assenza di prelievo sia professionale sia dilettantistico, una particolare resistenza al degrado ambientale e agli impatti antropici sono le principali cause del dominio delle specie alloctone. &lt;br /&gt;Nel caso del luccio, il declino ha seguito di pari passo alcuni fattori probabilmente sinergici, tra cui l’aumento del numero di sbarramenti sui canali (sostegni, impianti idrovori, ecc…) e l’intensificazione dell’abbassamento delle quote invernali che ne hanno impedito la migrazione riproduttiva. Inoltre, dai primi anni novanta, l’aumento della densità degli ardeidi e la contemporanea scomparsa della vegetazione sommersa e di riva hanno esposto i giovanili a una pressione predatoria non sostenibile. L’aumento della torbidità delle acque conseguente all’aumentata densità fitoplanctonica ha influenzato negativamente anche la modalità di caccia “a vista” di questo predatore a favore di altri predatori quali il siluro e il lucioperca.&lt;br /&gt;Di conseguenza si ha la necessità dell'adozione di norme specifiche di protezione della fauna autoctona e di interventi mirati alla rinaturalizzazione dei corsi d'acqua. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.pubblicitaitalia.com/cocoon/pubit/riviste/articolo.html?idArticolo=8636&amp;amp;Testata=3"&gt;Link all'articolo completo (html)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/esox2000/Relazioni/fauna_ittica_basso_PO.pdf"&gt;Scarica l'articolo in PDF&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-3424561238374409426?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3424561238374409426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3424561238374409426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2010/03/la-fauna-ittica-del-tratto-terminale.html' title='La fauna ittica del tratto terminale del fiume Po ieri e oggi'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S8xdjGD9BNI/AAAAAAAAAmg/B7FlLIhAuRA/s72-c/pes0806.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-5793885965379227487</id><published>2010-03-16T10:41:00.004+01:00</published><updated>2010-11-21T15:10:16.683+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>Il piano d'azione generale per la conservazione dei pesci di acqua dolce italiani</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S8XxTMEjHvI/AAAAAAAAAmQ/WwYWCa5taoc/s1600/dpn_copertina_qcn17.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 87px; height: 130px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S8XxTMEjHvI/AAAAAAAAAmQ/WwYWCa5taoc/s200/dpn_copertina_qcn17.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460035435216707314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il piano d'azione generale per la conservazione dei pesci di acqua dolce italiani a cura del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in collaborazione con l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica "A. Ghigi". Un testo di carattere specialistico strutturato secondo lo schema codificato dei "Piani d'Azione" (cfr. Council of Europe 1998). I Pesci d'acqua dolce sono minacciati dalle attività dell'uomo in molte regioni del pianeta: negli ultimi 50 anni è diventato sempre più tangibile il declino della maggior parte delle specie. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto si è già detto in proposito ma oggi emerge con forza la necessità di agire in due direzioni: controllare la gestione di fiumi e laghi e attuare piani d'azione particolareggiati per le specie a rischio estinzione.&lt;br /&gt;Dopo una premessa, il volume presenta una sezione sui Pesci d'acqua dolce indigeni italiani e sulla loro importanza faunistica, una sezione sulle principali minacce, una sulla "lista rossa", una sezione su distribuzione, biologia, ecologia e rapporti con l'uomo. In particolare viene evidenziato l'aumento di rischio rispetto alle precedenti analisi per alcune specie quali Lampreda di mare, Lampreda di fiume, Storione, Savetta, Luccio e Temolo. Forte preoccupazione è espressa in merito all'espansione incontrollata del siluro nell'area del bacino del Po ed al suo impatto fortemente negativo sugli attuali ecosistemi. Chiudono il volume un capitolo sulle azioni di carattere generale da intraprendere e uno sui piani d'azione particolareggiati per le specie ad alto rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?lang=&amp;amp;item=/documenti/biblioteca/biblioteca_0152_a.html"&gt;Link al volume completo in PDF&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-5793885965379227487?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5793885965379227487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5793885965379227487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2010/03/il-piano-dazione-generale-per-la.html' title='Il piano d&apos;azione generale per la conservazione dei pesci di acqua dolce italiani'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S8XxTMEjHvI/AAAAAAAAAmQ/WwYWCa5taoc/s72-c/dpn_copertina_qcn17.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-8639487241524891343</id><published>2010-02-27T15:19:00.000+01:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.066+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Convegno sul ruolo del pescatore come sentinella ambientale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S5zzesNP5nI/AAAAAAAAAmA/JmrO35DAy_c/s1600-h/1266264219.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 89px; height: 108px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S5zzesNP5nI/AAAAAAAAAmA/JmrO35DAy_c/s200/1266264219.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448497357799810674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 20 febbraio 2010, presso le sale del salone internazionale della pesca Fly Fishing e Spinning Show di Vicenza, si è tenuto il convegno intitolato "Il ruolo del pescatore e dell' associazionismo alieutico nella pesca moderna: sentinella ambientale e collaboratore attivo con l’ente pubblico". L'evento è stato organizzato dallo Spinning Club Italia, con la collaborazione di alcune società del Pike Fishing quali Esox 2000 e Lanciatori Bassa Trevigiana.&lt;span class="fullpost"&gt; La manifestazione ha visto la luce grazie all'impegno di Silvio Smania, che ha ottenuto spazi dall'organizzazione della fiera e la partecipazione di invitati eccellenti, prima tra tutti l'Assessore Regionale alla pesca del Veneto Dr.ssa Marialuisa Coppola. In sala erano presenti, tra gli altri: Silvano Folladore, Presidente FIPSAS di Vicenza; Massimo Campi, Segretario Esox2000, Arci Pesca FISA; Fabio Cester, Segretario ADS Lanciatori Bassa Trevigiana FIPSAS; Saverio Bersanetti, rappresentante dell'associazione Per il Mare e noto scrittore di pesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lavori sono stati aperti dal Dr. Mario Narducci, Presidente Nazionale dello Spinning Club Italia. Narducci , che non ha bisogno di presentazioni per chi conosce il mondo della pesca e dell'ambientalismo, ha dimostrato efficacemente come anche con risorse limitate sia possibile ristabilire la salute della fauna ittica della nostre acque e il recupero di specie minacciate di estinzione. Di grande interesse, in questo senso, è stata la relazione sul recupero della trota marmorata autoctona del bacino del fiume Adda, che grazie all'impegno di alcuni appassionati ha quadruplicato nel giro di pochi anni la sua popolazione.&lt;br /&gt;La relazione, ricca di immagini suggestive ma anche di documenti impietosi sullo stato delle acque, è poi proseguita con la denuncia dei prelievi idrici dissennati e delle fonti di inquinamento che sempre più derivano da un'agricoltura a base chimica, disattenta alla sostenibilità ecologica del proprio operato. Questi fenomeni di degrado sono spesso ignorati dagli stessi enti che sovrintendono la pesca e la tutela ambientale, Qui Narducci ha facilmente dimostrato che i primi a trovarsi di fronte a questi episodi a danno dei nostri fiumi, sono proprio i pescatori, le cui associazioni hanno il dovere di farsi carico di collaborare con l'ente pubblico, le regioni,le province e le associazioni ambientaliste, nel monitoraggio e nella soluzione delle cause del degrado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non meno incisivo è stato l'intevento successivo, a cura del Prof . Lorenzo Pareschi, Presidente Esox2000, Intervento che partiva dal tema della tutela del Luccio Autoctono come punto di partenza per illustrare l'ecocatstrofe che ha investito le acque di pianura del distretto padano veneto. Il luccio infatti, pur essendo la specie che funge da indicatore biologico per la salute delle acque del piano, é praticamente estinto proprio in quei territori che sono considerati i suoi luoghi d'origine. Tra le cause la scomparsa della vegetazione sommersa e riparia, regimentazioni idriche scellerate, mancato contenimento delle specie alloctone infestanti e pericolose, che da sole, rappresentano ormai oltre il 90% della biomassa nelle acque del bacino del Po.&lt;br /&gt;Ricca di lucidi e tabelle davvero esaustive ottenuti dal Prof. Rossi, dal Prof. Castaldelli, e dal Dr. Lanzoni, del Dipartimento di Biologia dell'Università di Ferrara, la relazione di Pareschi ha dimostrato come la reintroduzione del luccio e la sua massima tutela rappresentino uno dei primi passi da fare per ristabilire la piramide della catena alimentare originaria delle nostre acque. Risultato che richiede anche il controllo dell'espansione degli alloctoni più pericolosi, e la buona amministrazione dei regimi idrici.&lt;br /&gt;Il Prof Pareschi ha poi portato come esempio di buona amministrazione delle acque i risultati ottenuti dalla Provincia di Vicenza nel recupero del Lago di Fimon, una sorta di miracolo che ha rinaturalizzato un lago un tempo dato per morto a causa delle attività antropiche. E infine una sintesi di quanto è allo studio della provincia di Treviso, anch'essa una delle più attente alle tematiche ambientali, in tema di ricostituzione e tutela degli stock di lucci autoctoni e di monitoraggio delle acque di pianura, le più ricche di biodiversità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha infine chiuso i lavori il Dr. Paolo Turin, ittiologo illustre che collabora con l'amministrazione regionale del Veneto, che ha apprezzato le relazioni e l'impegno delle associazioni dello Spinning e del Pikefishing, e che ha sollecitato le associazioni della pesca sportiva a interfacciarsi con gli enti e le società ambientaliste nell'attività di monitoraggio delle acque.&lt;br /&gt;Turin ha anche voluto ricordare con forza come ogni attività a sostegno degli ecosistemi fluviali, per quanto meritevole, può venire vanificata da una cattiva gestione dei flussi idrici da parte di enti e consorzi, e dei trattamenti spesso ancora dannosi usati per contrastare la vegetazione acquatica. Su tutte queste cose, dice Turin, le associazioni di pesca e le amministrazioni più attente devono formare una massa critica in grado di modificare l'esistente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione il convegno è stato un successo, e soprattutto ha rappresentato il primo vero passo nella cultura del pescatore come protagonista attivo nella tutela dell'ambiente con cui interagisce. Se questo succede da tempo in alcune comunità montane e pedemontane, è ora necessaria, come hanno sottolineato tutti i relatori, una mobilitazione per le acque di pianura, che spesso sono a torto sottovalutate dalle nostre amministrazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I video delle presentazioni sono reperibili sul Canale Youtube dell'Esox 2000&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/user/esoxtwothousand"&gt;Esox 2000 Channel&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-8639487241524891343?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/8639487241524891343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/8639487241524891343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2010/03/convegno-dello-spinning-club-italia.html' title='Convegno sul ruolo del pescatore come sentinella ambientale'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S5zzesNP5nI/AAAAAAAAAmA/JmrO35DAy_c/s72-c/1266264219.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-6060456681192149166</id><published>2010-02-14T00:41:00.000+01:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.067+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>Prima Carta Ittica Fiume Po</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S4HE-rJdC9I/AAAAAAAAAlw/YeDGDWLxc4Q/s1600-h/homepage.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 134px; height: 88px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S4HE-rJdC9I/AAAAAAAAAlw/YeDGDWLxc4Q/s200/homepage.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440846405853580242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' stato reso disponibile il testo integrale della prima carta ittica mai realizzata relativa al fiume Po. Analizzando lo stato attuale e l'evoluzione storica dei pesci e dell'ambiente fluviale, ne sono valutati i diversi aspetti di criticità e sono proposte le più opportune strategie di intervento e gestione ai fini della conservazione del patrimonio ittico nativo del fiume.&lt;span class="fullpost"&gt; Tale carta ittica rappresenta un documento straordinario per la sua unicità e l'analisi minuziosa del principale corpo idrico italiano. Inutile dire che purtroppo le notizie non sono buone, sotto la pressione delle alterazioni ambientali e dell’invasione delle specie esotiche, buona parte delle specie native del Fiume Po versa attualmente in uno stato di vera e propria minaccia di scomparsa locale, i cui effetti, peraltro, potrebbero anche rivelarsi devastanti nel caso di specie endemiche. La lista rossa delle specie in pericolo comprende tra le altre il luccio, la tinca, il persico e la trota marmorata. In diversi casi, il confronto con i dati pregressi disponibili ha anche consentito di definire (seppure grossolanamente e con evidenti margini di errore) i trend demografici delle singole popolazioni, consentendo di avanzare ipotesi sulle cause più probabili del declino della singola specie e sulle possibili migliori misure di conservazione, per quelle risultate in condizioni avverse. In merito al luccio, gli autori imputano il suo grave declino nel fiume, che lo vede un pò assente ovunque, anzi presente in un tratto non naturalmente adatto ad ospitarlo, a diverse ragioni sostanzialmente di matrice antropica. Il deterioramento della qualità del Po nel tratto basso, la perdita e il degrado degli ambienti laterali (quali le lanche), i rimaneggiamenti compiuti dall'uomo, l'interposizione di barriere fisiche al libero spostamento, la lacustrizzazione di ambienti naturalmente a scorrimento veloce, ed altri fenomeni ancora di alterazione dell'ecosistema fluviale sono certamente le prime cause di declino della specie sulla quale ha verosimilmente influito anche la competizione, sia alimentare sia per il rifugio, con il siluro. Risultano prioritari per la salvaguardia della specie: un attento monitoraggio dello status del bacino; la riqualificazione morfologica del Po e dei suoi affluenti ed il contenimento del siluro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Gr3XYkebI/AAAAAAAAAh8/UgPW5_9aMlg/s1600-h/feature_check.gif"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 35px; height: 34px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Gr3XYkebI/AAAAAAAAAh8/UgPW5_9aMlg/s200/feature_check.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431811593243752882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.adbpo.it/download/CartaItticaPo2009/sommario.htm"&gt;Link testo integrale carta ittica del fiume Po&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-6060456681192149166?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/6060456681192149166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/6060456681192149166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2010/02/prima-carta-ittica-fiume-po.html' title='Prima Carta Ittica Fiume Po'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S4HE-rJdC9I/AAAAAAAAAlw/YeDGDWLxc4Q/s72-c/homepage.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-4697716071581658964</id><published>2010-01-27T09:33:00.025+01:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.067+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>2010: anno della biodiversità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2LD0u_cTZI/AAAAAAAAAiU/WYaRELvBinc/s1600-h/3043.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 110px; height: 74px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2LD0u_cTZI/AAAAAAAAAiU/WYaRELvBinc/s200/3043.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432119411296980370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’anno appena iniziato pone all’attenzione del mondo intero la questione dell’inesorabile impoverimento ambientale del pianeta a seguito della distruzione di habitat ed ecosistemi. Da tempo le nostre acque lanciano segnali oltremodo allarmanti in tale direzione.&lt;span class="fullpost"&gt; Il 2010 è stato infatti proclamato dall’ONU “Anno Internazionale della Biodiversità”, un’occasione per la diffusione anche tra noi pescatori di una nuova “coscienza verde” che prescinde dalla passione per una specie o per l'altra.La Convenzione sulla diversità biologica (&lt;a href="http://www.blogger.com/www.cbd.int"&gt;CDB&lt;/a&gt;), entrata in vigore il 29 dicembre 1993, ha tre obbiettivi principali: conservare la diversità biologica, utilizzarla in modo durevole e spartire i benefici che ne derivano in modo giusto ed equilibrato. Biodiversità è il termine che designa tutte le forme di vita sul pianeta Terra, quella di cui siamo testimoni, in quest’epoca storica, è il frutto di un’evoluzione durata miliardi di anni sotto l’egida dei processi naturali e, sempre più, sotto l’influenza degli esseri umani.&lt;br /&gt;In questa “diversità” vengono incluse le molte varietà di piante, di animali e di microrganismi, ma anche le differenze genetiche all’interno di ogni specie (es: luccio nostrano e luccio alloctono). Dalla scoperta dell’agricoltura, passando per la rivoluzione industriale e arrivando ai giorni d’oggi, abbiamo rimodellato paesaggi, animali, deciso (spesso inconsapevolmente) estinzioni di esseri viventi in modo irrimediabile, senza tenere conto di tutto ciò.&lt;br /&gt;Nonostante il nostro modo di vivere sia molto cambiato col passare del tempo, basti pensare alla nostra alimentazione, oggi condizionata dal commercio degli alimenti piuttosto che dalle stagioni o dalla natura, la diversità biologica deve essere difesa perché è il pilastro della civiltà.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2AS8j8z1RI/AAAAAAAAAg4/fE4zdCDJZ_s/s1600-h/anguilla.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 195px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2AS8j8z1RI/AAAAAAAAAg4/fE4zdCDJZ_s/s320/anguilla.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431361982260565266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2ATFJFz9lI/AAAAAAAAAhA/HbjRULkCTus/s1600-h/3_storione+cobice_simone+rossi_modificata.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 136px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2ATFJFz9lI/AAAAAAAAAhA/HbjRULkCTus/s320/3_storione+cobice_simone+rossi_modificata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431362129669387858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" class="fullpost" &gt;Anguilla e storione due specie in pericolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non ci rendiamo conto che la frammentazione e il degrado fino alla scomparsa di foreste, di zone umide, di barriere coralline e di altri ecosistemi costituiscono la più grave minaccia che possiamo procurare al pianeta ed a noi stessi. Per non menzionare il fatto che flora e fauna simboleggiano e fanno parte del nostro stesso mondo biologico. In questo senso la progressiva scomparsa dell'anguilla è ormai un problema a livello europeo, così come per le nostre acque dolci sono in pericolo molte specie autoctone quali lo storione, la marmorata, il luccio e la tinca solo per nominare quelle più note.&lt;br /&gt;Per questi motivi, nell’aprile 2002, i paesi firmatari  della Convenzione, hanno deciso entro quest'anno “una riduzione significativa dell’attuale ritmo di impoverimento della biodiversità a livello mondiale, regionale e nazionale col fine di contribuire all’attenuazione della povertà e al profitto di tutte le forme di vita sulla Terra” (&lt;a href="http://www.countdown2010.net/"&gt;Countdown 2010&lt;/a&gt;). Un “patto” inserito nel 2007, durante il Summit Mondiale per lo Sviluppo Durevole delle Nazioni Unite (tenutosi a Rio de Janeiro) tra gli obbiettivi dello sviluppo del Millennio.&lt;br /&gt;La sempre crescente attenzione di organi sopranazionali verso queste tematiche, ha forse toccato il suo punto più alto nella giornata del 20 dicembre 2006, quando l’Assemblea Generale dell’ONU ha proclamato il 2010 “Anno Internazionale della Biodiversità” e ha designato il segretariato della Convenzione sulla Diversità Biologica come focal point dell’anno. Invitando inoltre il segretariato a collaborare con le agenzie delle Nazioni Unite interessate, le organizzazioni internazionali e gli altri attori che si occupano di ambiente, per sensibilizzare l’opinione pubblica e stimolare i governi ad un maggiore impegno a livello globale e locale, nella speranza che il tempo perduto non risulti incolmabile.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Gr3XYkebI/AAAAAAAAAh8/UgPW5_9aMlg/s1600-h/feature_check.gif"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 35px; height: 34px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Gr3XYkebI/AAAAAAAAAh8/UgPW5_9aMlg/s200/feature_check.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431811593243752882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://esox2000.blogspot.com/2008/03/giornata-mondiale-dellacqua-dossier-wwf.html"&gt;Link dossier VWF stato ittiofauna autoctona 2008&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-4697716071581658964?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/4697716071581658964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/4697716071581658964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2010/01/2010-anno-della-biodiversita.html' title='2010: anno della biodiversità'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2LD0u_cTZI/AAAAAAAAAiU/WYaRELvBinc/s72-c/3043.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-1155681972207323904</id><published>2010-01-25T18:26:00.010+01:00</published><updated>2010-04-30T10:11:15.308+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>Autoctoni e alloctoni le verità scomode</title><content type='html'>Il poblema del contenimento della diffusione delle specie alloctone è considerato tra le priorità della comunità europea come indicato dalla direttiva Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE. Identificando come acque in elevato e buono stato ecologico quelle in cui le specie ittiche corrispondono quasi totalmente a condizioni inalterate, ossia autoctone, e non hanno difficoltà a riprodursi. Molta confusione riguardo la presenza di alloctoni nelle nostre acque viene fatta ancora oggi ed ogni tanto ci si affida a concetti quali evoluzione delle acque o nuovi equilibri.  &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;A questo riguardo è opportuno fare un pò di chiarezza sulla terminologia e sulle reali problematiche in discussione, senza la pretesa di addentrarci in uno studio dettagliato delle cause e delle possibili soluzioni ma al fine di evitare prese di posizione prive di ogni fondatezza scientifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Evoluzione delle acque e perdita di biodiversità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non c'è stata infatti nessuna evoluzione nelle nostre acque (in pochi anni è inoltre quantomeno improprio l'uso del termine evoluzione) e men che meno nuovi equilibri biologici formati visto che questi sono quasi sempre impossibili quando si parla di specie alloctone. E l'argomentazione è cosi semplice che è in grado di comprenderla anche un bambino. Una specie, qualunque essa sia, occupa una nicchia ecologica in equilibrio nell'ecosistema in cui si è evoluta. La costruzione di tale equilibrio caratterizzato dalla presenza di diverse forme viventi, geneticamente dissimili costituisce la biodiversità relativa a quell'ecosistema ed ha richiesto migliaia, a volte anche milioni, di anni. Non è un equilibrio indissolubile, anzi prima o poi è destinato a cambiare ma per le nostre scale di riferimento è più che indissolubile. La scomparsa di una specie, libera una nicchia ecologica a discapito di un'altra specie e fa saltare immediatamente gli equilibri. Ancora peggio è lo spostamento di una specie da un ecosistema ad un altro e che per questo è chiamata alloctona. Entrambi questi fenomeni per le nostre scale temporali hanno origini antropiche e portano ad una perdita di biodiversità.&lt;br /&gt;Per questo dopo anni di ragionamenti mirati alle singole specie oggi la comunità scientifica si è concentrata sull'importanza di preservare la biodiversità, non una particolare specie, in quanto solo se conserviamo la biodiversità in toto potremo avere successo nel preservare le specie a maggiore rischio e trasmettere ai nostri figli un ambiente con un futuro. Non a caso il 2010 è l'anno internazionale della biodiversità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lo stato delle acque e l'impatto delle specie alloctone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ora veniamo al caso delle nostre acque che versano chi più chi meno in condizioni sicuramente difficili. A questo riguardo il &lt;a href="http://www.iucn.it/membri/piergiorgiobianco.htm"&gt;Prof. Pier Giorgio Bianco&lt;/a&gt; del Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università Federico II di Napoli scrive "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La complessiva azione di degrado ambientale e della qualità delle acque interne, sono solo in minima parte responsabili dell'attuale degrado cui versa tutta la ittiofauna autoctona del nostro paese. L'introduzione di specie esotiche d'oltralpe o extraeuropee, le semine fatte con miscellanee di specie spesso sconosciute, i movimenti di intere componenti locali trasferite da un bacino all'altro, hanno confuso con l'andare del tempo, tutta la situazione ittiofaunistica originale. Gli alieni sono spesso comparsi e si sono diffusi in maniera occulta. In recenti studi (Bianco, 1998) sono state evidenziate le fasi salienti, periodiche di queste manipolazioni ittiche. Le introduzioni sono state effettuate probabilmente da che l’uomo allevatore ha iniziato a coltivare specie ittiche per uso alimentare&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque l'introduzione degli alloctoni causata da una serie di considerazioni e iniziative più o meno folli della generazione che ci ha preceduto ha messo in seria crisi moltissimi ecosistemi acquatici. Ecosistemi in cui alcune specie già erano in difficoltà a causa dell'inquinamento e di altre azioni antropiche. Attenzione che non tutti gli alloctoni hanno lo stesso impatto. Ad esempio, il luccio continentale (detto anche verdone), che peraltro è scorretto definire alloctono essendo esattamente la stessa specie, occupa esclusivamente la nicchia ecologica del luccio nostrano. Il che è un problema per il luccio nostrano ed infatti la tutela di questo procede parallelemanete al recupero della specie luccio, ma non è un grosso problema per l'equilibrio e lo è relativamente per la biodiversità. Al contrario, una carpa erbivora o amur in un ambiente ricco di vegetazione avrà un impatto molto marcato e comporterà oltre alla scomparsa della vegetazione la scomparsa di tutte le specie che basavano sulla presenza di vegetazione la loro sopravvivenza. Lo si è visto bene nelle acque di bonifica del ferrarese dove l'introduzione irresponsabile di quantitativi massicci di amur al fine di evitare il costo economico del diserbo che annulamente veniva effettuato ha portato alla scomparsa di ogni forma di vegetazione. Con conseguente scomparsa delle zone di frega del luccio, dei ripari e del cibo della tinca e di altri piccoli ciprinidi autoctoni. Non solo, venendo a mancare la fitodepurazione le acque hanno raggiunto livelli di torbidità mai conosciuti in precedenza che hanno avantaggiato notevolmente predatori quali il siluro a discapito di altri. Quest'ultimo fatto sicuramente non solo a causa dell'assenza di vegetazione ma anche di altre forme di inquinamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il siluro d'europa si è inserito in questo contesto e si è trovato di fronte un ecosistema compromesso in cui ha potuto occupare ogni nicchia ecologica relativa ai predatori ma con vantaggi evolutivi e richieste ambientali in termini alimentari enormemente superiori. Oggi i dati parlano chiaro, nelle acque di pianura sono presenti solo siluri, carpe, abramidi, amur e altri alloctoni tutti di dimensioni particolarmente rilevanti con una fortissima perdita di biodiversità visto che su 36 specie solo 10 sono effettivamente rappresentate in termini di biomassa. Tutti volenti o nolenti ittiofagi, non essendoci altre risorse se si esclude il gambero della Louisiana, e con percentuali di biomassa innaturali con siluro e carpa che da soli rasentano il 70% del totale e una piramide ecologica semplificata e invertita . Tant'è che il siluro in alcune zone è in leggera regressione in quanto non trova più sostentamento alimentare. La sovradensità di singole specie porta inoltre alla potenziale diffusione di parassiti e batteri tramite contatto nocivi per tutta la fauna ittica.&lt;br /&gt;Tutto questo, che biologicamente potrebbe definirsi un "ecomostro", è un esempio dei rischi che si corrono in un contesto fortemente artificializzato dall'intervento umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Responsabilità e futuro della pesca sportiva&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La pesca sportiva non è certo esente da responsabilità. Dalle esperienze sul campo è possibile notare che molti pescatori sono del tutto privi delle conoscenze di base dell’ecologia e della biologia delle specie oggetto di pesca. Dietro la politica oggi molto diffusa del catch &amp;amp; release, che rappresenta un importante punto di partenza nella formazione di un etica della pesca sportiva, si nasconde l'illusione di un comportamento ambientalista spesso però lacunoso (rispetto delle normative, divieti di pesca, ecc..) che porta ad atteggimenti mirati alla salvaguardia della sola specie di interesse piuttosto che non alla salvaguardia e alla tutela dell'intero ambiente e dell'ecosistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul ruolo della pesca sportiva l'ittiologo &lt;a href="http://www.editorialescienza.it/libri.do?action=autori&amp;amp;id=29"&gt;Sergio Zerunian&lt;/a&gt; scrive "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le immissioni intenzionali di specie estranee nei corsi d'acqua italiani ha segnato profondamente la qualità degli ecosistemi fluviali, e la responsabilità dei garisti è indubbia. Il bussines della pesca sportiva ha prodotto in tempi relativamente brevi dei danni difficilmente quantificabili, e ha condannato all’estinzione molte delle specie autoctone italiane. L’immissione di specie alloctone è la seconda causa, dopo l’inquinamento, di alterazione degli ecosistemi di acqua dolce. Il problema interessa praticamente tutte le entità tassonomiche, e le specie ittiche a rischio sono numericamente rilevanti. Quando viene introdotta una nuova specie, essa deve disporre di una nicchia ecologica vuota da poter occupare, oppure scalzare dalla stessa nicchia una specie esistente, altrimenti l’introduzione non avrà successo. Nel caso in cui la specie neointrodotta ha successo, si hanno alterazioni spesso drammatiche nella struttura comunitaria preesistente. In Italia il mercato della pesca amatoriale è pure instabile e segue le mode del momento, e tutto questo comporta degli squilibri ecologici che tendono a favorire i Ciprinidi, meno sensibili al decadimento qualitativo degli ambienti fluviali e lacustri e meno soggetti al prelievo, a discapito dei Salmonidi, molto più sensibili e oggetto di pesca assidua&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi dunque ci troviamo di fronte ad una situazione di forte degrado, non solo nel delta del Po e nei canali della bassa ferrarese ma anche in molte altre zone di pianura più fragili rispetto ad altre vista la facile disponibilità di nicchie ecologiche.&lt;br /&gt;Forte degrado che avrà impatti sempre più rilevanti anche sul futuro della pesca sportiva, non solo su tecniche ormai già in forte difficoltà quali lo spinning, ma l'assenza pressochè totale di novellame di carpa in molte acque con forte presenza di siluro, vista la difficoltà a raggiungere la taglia rifugio, e l'esplosione degli abramidi apre l'incognita del futuro stesso del carpfishing una volta che gli esemplari di grossa taglia di carpa saranno scomparsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il futuro che ci aspetta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Alcuni oggi dicono "salviamo il salvabile" oppure ancora peggio "lasciamo che la natura faccia il suo corso". Un atteggiamento del genere significa essere sconfitti in partenza, significa rinunciare ad assumersi le proprie responsabilità, significa rinunciare a lottare e a capire il perchè dell'attuale stato delle cose, significa dimenticare la nostra storia. La biodiversità fa parte della nostra cultura, il luccio, la tinca, l'anguilla, la marmorata sono i monumenti delle nostre acque interne. Non solo, va ricordato come su 48 specie autoctone, ben 22 sono endemiche(vivono cioè solo nel nostro Paese e in nessun’altra parte del mondo!).&lt;br /&gt;Di fronte ad un terremoto che distrugge un monumento e lascia spazio ad una tendopoli, noi ci prodighiamo per cercare investitori e ricostruire il monumento come era in origine non facciamo delle lotte per tutelare la tendopoli.&lt;br /&gt;L'idea che gli alloctoni attualmente presenti possando trovare un equilibrio, oltre alla perdità totale di biodiversità, è in contrasto con tutto quanto detto sopra, e con ogni nozione elementare di biologia. Se anche si prendessero tutti i pesci del Volga e fossero trasferiti in Po questi non troverebbero mai un equilibrio come magari avevano nell'ecosistema originario perchè il Po non è il Volga, la temperatura dell'acqua è diversa, la vegetazione è diversa, tutto è diverso. In sostanza sono due biotopi diversi. E dunque l'equilibrio che si era creato in migliaia di anni salta ed evolve verso un nuovo "equlibrio" che in qualche migliaio di anni se va bene verrà trovato. L'unico equilibrio che oggi il fiume Po ammette è quello che si era creato con l'evoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'argomento che viene spesso usato a questo punto è l'impossibilità del ripristino della fauna ittica originaria e dunque della necessità di valorizzare quella attuale. Argomento che è sensato per alcuni grossi corsi d'acqua ma che è comunque non corretto da un punto di vista prettamente scientifico. Infatti se è vera la prima affermazione è inevitabile concordare con la seconda. Ma non è così, i pesci hanno capacità riproduttive incredibili non confrontabili con altre forme di vita quali i mammiferi o gli uccelli ad esempio. Ed è anche per questo che una specie ittica alloctona se favorita nella fase riproduttiva si diffonde e colonizza una zona in tempi così rapidi.&lt;br /&gt;Ripopolare un corso d'acqua sano porta a risultati incredibili nel giro di pochissimi anni e con investimenti contenuti. Un caso esemplare in questa direzione è rappresentato dal Lago di Fimon in Italia. Ma guardiamo a USA e Canada come esempi. Hanno letteralmente "resettato" (uccidendo con il Rotenone, un insetticida acaricida naturale molto tossico per i pesci ma poco tossico per gli altri animali, quasi tutta la fauna ittica) alcuni bacini e fiumi riportandoli in pochi anni a situazioni prossime a quelle originali. Attenzione non si stanno di certo auspicando soluzioni estreme all'americana che in Italia oltretutto sono vietate dalla legge, ma facendo il quadro della situazione per capire meglio il problema e i diversi approcci. In quest'ottica la comunità europea ha emanato la direttiva di cui abbiamo parlato inizialmente e che prevede che laghi e fiumi debbano essere popolati in maggioranza da fauna autoctona e in grado di riprodursi. Questo proprio in virtù della biodiversità di cui sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo detto tutto questo soprattutto per sfatare una serie di convinzioni errate, che nascondono una verità scomoda, e che spesso ci portano a dei ragionamenti errati, non di certo per proporre soluzioni o scatenare campagne a favore o contro un certo pesce. E' l'ecosistema nella sua interezza che va ripristinato, non solo la fauna ittica, ed oggi in molti casi vista la riduzione dell'inquinamento delle acque e lo sviluppo di nuove tecniche di rinaturalizzazione degli habitat questo è teoricamente e tecnicamente possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ambiente e il futuro dei nostri figli devono avere la precedenza sugli interessi di qualunque associazione di pescatori, inclusa ovviamente la nostra. Se noi pescatori non abbiamo solide basi scientifiche come punto di partenza ci getteremo sempre in un vicolo cieco e di pesce ce ne sarà sempre meno per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Referenze&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-Bianco P.G. (1998) Freshwater fish transfers in Italy: history, local modification of fish composition, and a prediction on the future of native populations. In: J. Cowx Ed., "Stocking and Introductions of Fishes" Fishing New Book, Blackwell Science, Oxford.&lt;br /&gt;-Bianco P.G., Santoro E. (2005), &lt;a href="http://www.monteranoriserva.com/archivio/02file0108_Pesci-Decapodi.pdf"&gt;I pesci e i decapodi d’acqua dolce della Riserva Naturale Regionale Monterano: alterazioni prodotte, status degli autoctoni e indicazioni gestionali&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;- Zerunian S. (2001), &lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/condannati-estinzione-biodiversita-biologia-minacce/libro/9788850647781"&gt;Condannati all'estinzione? Biodiversità, biologia, minacce e strategie di conservazione dei pesci d'acqua dolce indigeni in Italia&lt;/a&gt;, Edagricole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.gruppo183.org/acqua/legislazione/direttiva.pdf"&gt;Link alla direttiva quadro acque della comunita europea (2000/60)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-1155681972207323904?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/1155681972207323904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/1155681972207323904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2009/04/autoctoni-alloctoni-ed-ecosistemi.html' title='Autoctoni e alloctoni le verità scomode'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-896139561911545708</id><published>2010-01-16T10:52:00.026+01:00</published><updated>2011-03-17T18:27:43.540+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Ripopolamenti e tutela del luccio nella provincia di Ferrara</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2LC1v4JX1I/AAAAAAAAAiM/6o7blswD_nI/s1600-h/009.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432118329203056466" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2LC1v4JX1I/AAAAAAAAAiM/6o7blswD_nI/s200/009.JPG" style="cursor: pointer; float: left; height: 87px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 65px;" /&gt;&lt;/a&gt;Il principale scopo dell'Esox 2000 è quello di tutelare e preservare il luccio e gli ecosistemi fluviali e di diffondere una nuova mentalità nell'ambito della pesca sportiva al luccio in cui la pratica del catch &amp;amp; release rappresenta solo il punto di partenza e non il punto di arrivo. Il luccio, infatti, è un importante indicatore biologico ed ha una rilevanza ecologica notevole.&lt;span class="fullpost"&gt; Questo sia per la posizione di vertice nella struttura alimentare di un sistema di acque dolci, sia per le proprie esigenze biologiche legate alla riproduzione, spesso in contrasto con l'attuale condizione ambientale di molti fiumi e canali. Dunque per pochi altri pesci come per il luccio parlare di tutela significa parlare di ambiente.&lt;br /&gt;In questa direzione molti di noi si sono impegnati e si impegnano insieme ad altri club e associazioni in Emilia-Romagna e Veneto con lo scopo di introdurre nuove normative di pesca che tutelino il luccio ove questo è presente e gradualmente di reintrodurlo nelle zone dove originariamente era presente ed oggi, per diversi motivi, è quasi scomparso. Il ferrarese da questo punto di vista è un esempio drammatico. Infatti, l'area di origine in Italia del luccio, secondo molti autori, è proprio nel distretto Padano-Veneto fino ad includere le zone della Provincia di Ferrara. Tali zone, si pensi ad esempio alle aree di bonifica, hanno sempre rappresentato un ambiente ideale per il luccio e fino a qualche decennio fa la sua popolazione era una tra le più numerose di tutta Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S17OxoK6EAI/AAAAAAAAAfk/qTfqRViIJhM/s1600-h/008.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431005552647475202" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S17OxoK6EAI/AAAAAAAAAfk/qTfqRViIJhM/s320/008.JPG" style="cursor: pointer; display: block; height: 240px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Esemplari utilizzati per le immissioni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La situazione di partenza del ferrarese sul fronte luccio (e autoctoni in generale) era ed è drammatica, le cause della scomparsa sono molteplici ed è difficile classificarle per importanza. Inquinamento a diversi livelli, gestione sconsiderata dei livelli idrici e presenza di alcuni alloctoni (amur e siluro) sono i principali responsabili, ma la questione è lunga e spinosa e non credo sia opportuno affrontarla superficialmente in queste poche righe. Solo alcuni dati relativi al periodo 2007-2008. Sono dati inediti, che saranno presentati dagli ittiologi dell'Università di Ferrara nei prossimi mesi.&lt;br /&gt;Nei canali di bonifica la biomassa alloctona è pari al 98% (63% carpa e siluro), nel Po è pari all'86% (58% carpa e siluro). La percentuale minore del Po è dovuta alla proliferazione del muggine (13%) a cui si è assistito negli ultimi anni. Storione, luccio, tinca e persico reale possono essere considerati quasi estinti. La biodiversità è quasi sparita del tutto e la piramide ecologica (piante acquatiche-erbivori-carnivori partendo dalla base) è invertita, ossia non c'è più vegetazione acquatica e i pesci, ciprinidi inclusi, hanno ormai una dieta prevalentemente ittiofaga. I dati si commentano da soli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S17Pjbtq1II/AAAAAAAAAf0/y7HAXfr0zEQ/s1600-h/024.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431006408297075842" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S17Pjbtq1II/AAAAAAAAAf0/y7HAXfr0zEQ/s320/024.JPG" style="height: 320px; margin: 0px auto 10px; width: 240px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S17PuAeTpfI/AAAAAAAAAf8/KY7pi7Wd_4c/s1600-h/004.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431006589963445746" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S17PuAeTpfI/AAAAAAAAAf8/KY7pi7Wd_4c/s320/004.JPG" style="height: 320px; margin: 0px auto 10px; width: 240px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Alcune zone scelte per i ripopolamenti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le zone individuate per i ripopolamenti, con il supporto degli ittiologi dell'Università di Ferrara, sono state scelte sulla base del contesto ambientale e del potenziale in termini riproduttivi del posto (ridotta presenza di alloctoni, livelli idrici stabili e buona presenza di vegetazione). Da quanto detto sopra è evidente che le zone che rispondono a queste caratteristiche non sono molte e a maggior ragione dunque vanno tutelate ie preservate. Queste zone, salvo imprevisti, dovrebbero diventare da questa primavera le prime zone no-kill per il luccio di tutta la provincia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S17O4Z_7x_I/AAAAAAAAAfs/M3Is-lXMwnM/s1600-h/007b.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431005669102438386" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S17O4Z_7x_I/AAAAAAAAAfs/M3Is-lXMwnM/s320/007b.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 240px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Enrico impegnato con Mattia biologo dell'Università di Ferrara&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Diversi tentativi negli anni passati erano stati fatti, ripopolando con avannotti di luccio. Gli esiti sono stati nulli, la presenza numerosa di grossi siluri e uccelli ittiofagi fa si che questi vengano predati immediatamente. La strategia dunque è stata quella di massimizzare il potenziale di sopravvivenza del luccio usando esemplari già adulti e quindi difficilmente predabili. La speranza è che questi primi ripopolamenti abbiano successo e ci aiutino a capire in quale direzione muoverci, aiutando nel futuro gli ittiologi e le iniziative di recupero ambientale quantomeno di piccoli corsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini a corredo sono relative alle azioni di ripopolamento effettuate nel 2009 in future zone no-kill della Provincia di Ferrara con la collaborazione della Provincia di Ferrara, dell'ARCI Pesca, della FIPSAS e dell'Università di Ferrara.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-896139561911545708?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/896139561911545708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/896139561911545708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2010/01/tutela-e-ripopolamenti.html' title='Ripopolamenti e tutela del luccio nella provincia di Ferrara'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2LC1v4JX1I/AAAAAAAAAiM/6o7blswD_nI/s72-c/009.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-5501159140576418150</id><published>2010-01-11T18:09:00.011+01:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.069+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>L'aspio nel territorio ferrarese</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2LJgs9ZhCI/AAAAAAAAAic/VSqZ2jM67Do/s1600-h/toutain_small.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 123px; height: 83px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2LJgs9ZhCI/AAAAAAAAAic/VSqZ2jM67Do/s200/toutain_small.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432125664223921186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Iniziamo con questo la pubblicazione di una serie di articoli scientifici e/o divulgativi inerenti le origini, la diffusione e l'impatto di diverse specie ittiche alloctone nel territorio ferrarese, a cura del Dipartimento di Biologia dell'Università di Ferrara. In questo primo articolo del 2003 si analizzano le origini e la potenziale diffusione dell'aspio sul territorio. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:80%;"&gt;Prima segnalazione di aspio, Aspius aspius (Linnaeus, 1758) e blicca, - Abramis bjoerkna (Linnaeus, 1758), Osteichthyes, Cypriniformes, nelle acque interne della provincia di Ferrara&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Castaldelli (1), Elena Rizzati (1), Raffaele Barbirati (2), Remigio Rossi (1)&lt;br /&gt;(1) &lt;i&gt;Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Ferrara&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;(2) &lt;i&gt;Provincia di Ferrara, Servizio Protezione Flora e Fauna&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Abstract&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Si segnala la presenza di due nuove specie alloctone, l’aspio, Aspius aspius (Linnaeus, 1758) e la blicca, Abramis bjoerkna (Linnaeus, 1758) nelle acque interne della provincia di Ferrara. Il reticolo idrografico (4000 km) della provincia di Ferrara (2630 km2) è compartimentato in più sottobacini, tutti più o meno direttamente riferiti all’asta principale del Burana-Navigabile che, attraversando l’intera provincia da ovest ad est, assolve sia alla funzione irrigua sia a quella di scolo. In particolare, i sottobacini principali, detti Canale Burana, Po di Volano, Po Morto di Primaro, Canal Bianco, Canale Navigabile, Canale Circondariale, sono stati considerati in questo studio. Il riconoscimento specifico è stato supportato dalla rilevazione dei parametri morfo-meristici, che rientrano negli ambiti di variabilità descritti per le due specie. Inoltre, i dati biometrici di alcuni esemplari di blicca presentano alcune discordanze dai valori di riferimento, indicandone la probabile appartenenza ad ibridi tra Blicca bjoerkna ed Abramis brama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S180Zr59XNI/AAAAAAAAAgg/kbN43jJHfGU/s1600-h/aspius_aspius.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S180Zr59XNI/AAAAAAAAAgg/kbN43jJHfGU/s400/aspius_aspius.jpg" width="400" border="0" height="182" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Aspius aspius (&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aspius_aspius"&gt;link wikipedia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Introduzione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Questo studio si inserisce nel quadro più ampio delle problematiche relative alle condizioni attuali della fauna ittica del bacino del fiume Po. I popolamenti ittici del bacino padano hanno subito, in un breve arco temporale, drastiche modificazioni dovute a molteplici cause, derivanti generalmente dalle alterazioni ambientali e dagli effetti delle attività antropiche. Uno dei maggiori fattori di disturbo delle comunità ittiche è oggi rappresentato dall’introduzione di un numero sempre crescente di specie alloctone nelle acque del reticolo idrografico regionale e nazionale. L’immissione e l’acclimatazione di nuove specie hanno ripercussioni negative sugli equilibri biologici interspecifici e possono portare ad una diminuzione delle specie maggiormente esigenti in termini ecologici.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il quadro relativo alle specie ittiche alloctone presenti nelle acque interne della provincia di Ferrara, è stata accertata la presenza di 10 specie: acerina, carassio, carpa, carpa erbivora, gambusia, lucioperca, persico sole, pesce gatto, pseudorasbora, siluro. A queste si aggiungono le due specie oggetto di questa segnalazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Discussione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Sebbene i campionamenti della fauna ittica della provincia di Ferrara nell’anno 2003 abbiano riguardato numerosi e diversificati canali della vasta rete della bonifica ferrarese, le due specie alloctone sono state catturate sempre in poche stazioni, aventi caratteristiche idrauliche del tutto particolari. Si tratta, infatti, delle più importanti prese d’acqua dal fiume Po e dei canali ad esse direttamente riferiti. Ad esempio, l’impianto delle Pilastresi, sito nel territorio del Comune di Bondeno, nell’estremo lembo nord-occidentale della provincia, il breve canale omonimo di collegamento con il Canale Burana, e buona parte dell’asta Burana-Volano che ne veicola l’acqua, rappresentano la principale arteria di irrorazione del complesso sistema idraulico ferrarese e, di conseguenza, sono anche la via elettiva di colonizzazione dell’intera rete di canali da parte delle specie alloctone provenienti dal Po.&lt;br /&gt;Per la blicca, il numero più esiguo e la distribuzione delle catture, al presente non permettono di esprimersi con certezza riguardo l’origine. Tuttavia, si può ugualmente osservare che i canali minori in cui la blicca è stata catturata derivano acqua per gravità, tramite sifoni, dal Po di Volano, a monte del Sostegno di Tieni (Codigoro) e dal Canale Navigabile Migliarino-Porto Garibaldi. Di fat-to, le due aste sono collegate direttamente, in quanto il Canale Navigabile, nell’attuale gestione idraulica, rappresenta il proseguimento del Po di Volano, ricevendone più del 90% della portata, senza presenza di sbarramenti o altri impedimenti alla libera movimentazione della fauna ittica (SPINELLI et al., 1996). Anche il Po di Primaro, altro sito di cattura della blicca, è direttamente collegato al Po di Volano. Non risulta quindi azzardato affermare che anche questa specie alloctona sia di provenienza dal Po e che, entrando nell’asta Burana-Volano dal Canale delle Pilastresi, abbia trovato nel Po di Volano la via elettiva per la diffusione e colonizzazione dell’intera rete di canali di bonifica del ferrarese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S18odJbMRCI/AAAAAAAAAgY/_mpSXinjzSw/s1600-h/reader_icon_special.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img style="width: 72px; height: 59px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S18odJbMRCI/AAAAAAAAAgY/_mpSXinjzSw/s320/reader_icon_special.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://digidownload.libero.it/esox2000/articoli/Castaldelli_aspio.pdf"&gt;Download full PDF version&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Referenza:&lt;/b&gt; Castaldelli et. al., Ann. Mus. civ. St. nat. Ferrara, Vol.6, 2003, pp.65-72, ISSN 1127-4476.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-5501159140576418150?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5501159140576418150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5501159140576418150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2005/01/laspio-nel-territorio-ferrarese.html' title='L&apos;aspio nel territorio ferrarese'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2LJgs9ZhCI/AAAAAAAAAic/VSqZ2jM67Do/s72-c/toutain_small.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-5675241593430107298</id><published>2009-11-20T17:35:00.016+01:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.069+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Progetto per la tutela del luccio nostrano nella regione Veneto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2RlQd3AygI/AAAAAAAAAkM/UtW0hg0V8Tg/s1600-h/carlo2.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 76px; height: 95px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2RlQd3AygI/AAAAAAAAAkM/UtW0hg0V8Tg/s200/carlo2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432578384083339778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Forse pochi sanno, che la regione Veneto ha avviato una serie di studi in tutte le province venete per studiare i vari fenotipi di luccio provincia per provincia, nell'ottica della conservazione del ceppo o dei ceppi originari. In pratica si tratta di prelevare lucci, togliergli unadue scaglie, un pezzettino piccolo di caudale da mettere in soluzione conservante, misurare e pesare, fotografare la livrea da ambo i lati. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto è seguito dall'Università di Perugia che effettuerà una serie di test sul Dna dei campioni prelevati.&lt;br /&gt;Da qualche giorno, dopo Treviso, Padova e Venezia, stanno studiando le acque vicentine. Oggi si andava a raccogliere esemplari di risorgiva dove non sono mai stati fatti campionamenti, e dove si suppone che il ceppo nostrano rappresenti la totalità degli esocidi.&lt;br /&gt;Ovviamente il re del martin ed il vostro lupone non potevano mancare, per cui, storditore in spalla e guadino in mano, abbiamo fatto una trentina di lucci dai quali poi "sul campo" sono stati prelevati i campioni.&lt;br /&gt;Premesso che in posti come a Fimon sono stati trovati almeno otto diverse livree... dove siamo stati oggi i pesci erano assolutamente omogenei e, secondo il biologo, assolutamente di ceppo locale doc.&lt;br /&gt;Se ho postato correttamente le immagini, qui sotto vedete il momento del prelievo delle scaglie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2RhAaxxjAI/AAAAAAAAAjc/1rEIv-OOXp8/s1600-h/1258732101.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2RhAaxxjAI/AAAAAAAAAjc/1rEIv-OOXp8/s400/1258732101.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432573710331644930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui alcune giovani speranze...da notare l'omogeneità delle livree&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2RguaK1PJI/AAAAAAAAAjU/u7ablbUotH4/s1600-h/1258732275.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2RguaK1PJI/AAAAAAAAAjU/u7ablbUotH4/s400/1258732275.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432573400930663570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grande attenzione nella manipolazione dei luccetti: leggero sedativo nell'acqua delle tinozze e disinfettati con Germozero in sede di prelievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2RhS5TXi1I/AAAAAAAAAjk/Y3zWSsmbKTc/s1600-h/1258732424.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2RhS5TXi1I/AAAAAAAAAjk/Y3zWSsmbKTc/s400/1258732424.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432574027763256146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo studio di vasta portata, prevede nella tarda primavera prossima la presentazione dei dati, con l'obiettivo di identificare con certezza quali sono i nostrani e gli alloctoni, non sempre è così facile come sembra: stamane si è discusso un bel pò tra me, il re, e lo studioso, alquanto in disaccordo su alcune livree. Proprio per questo ed altri motivi, credo che la presentazione dei risultati dello studio, potrebbe interessare ai soci e non solo. Volendo, si può anche partecipare personalmente allo studio dando il nostro contributo(assai gradito). Si tratta di fotografare, misurare pesare, e fin qui tutto facile, poi bisognerebbe prelevare una squama, un piccolo pezzo di caudale e stòccare adeguatamente i reperti. Non è difficile come sembra: con un bisturino od anche un cutter piccolo si allenta la squama, con una pinzetta la si toglie e la si mette con qualche millimetro quadro in alcool 70%.&lt;br /&gt;Ideale sarebbe compilare il foglio qui sotto, che ho ridotto pixel, ma che posso inviare anche "originale" a chi fosse interessato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Rhtgeu5KI/AAAAAAAAAjs/HfhWX4aHIrQ/s1600-h/1258735076.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 251px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Rhtgeu5KI/AAAAAAAAAjs/HfhWX4aHIrQ/s400/1258735076.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432574484956505250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il retro, con vari tipi di livrea:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Rh52Hjn2I/AAAAAAAAAj0/5CLB21kzIvw/s1600-h/1258735409.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 254px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Rh52Hjn2I/AAAAAAAAAj0/5CLB21kzIvw/s400/1258735409.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432574696923307874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, è una rottura di palle, ma se a qualcuno interessano anche gli aspetti scientifici dei nostri amici, questa è un'ottima occasione per far qualcosa.&lt;br /&gt;Già che ci sono aggiungo la foto di Roberto con un nostrano e del re con un danubiano 100%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2RimuMyvpI/AAAAAAAAAj8/SnOct_pytbw/s1600-h/1258735792.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2RimuMyvpI/AAAAAAAAAj8/SnOct_pytbw/s400/1258735792.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432575467891900050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Ri3r_CS-I/AAAAAAAAAkE/6iV4uiefFcM/s1600-h/1258735928.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 302px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Ri3r_CS-I/AAAAAAAAAkE/6iV4uiefFcM/s400/1258735928.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432575759355104226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon weekend a tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo (lupodifiume)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-5675241593430107298?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5675241593430107298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5675241593430107298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2009/11/progetto-per-la-tutela-del-luccio.html' title='Progetto per la tutela del luccio nostrano nella regione Veneto'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2RlQd3AygI/AAAAAAAAAkM/UtW0hg0V8Tg/s72-c/carlo2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-5136482071574215852</id><published>2009-11-15T20:45:00.007+01:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.070+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Luccio day 5</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2P3RpRI7XI/AAAAAAAAAjE/CMK79t9UqqM/s1600-h/Fimon-207.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 92px; height: 69px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2P3RpRI7XI/AAAAAAAAAjE/CMK79t9UqqM/s200/Fimon-207.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432457458046528882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Anche quest'anno a Fimon si è tenuto il consueto appuntamento autunnale di pesca al luccio da belly e natante. Giunta alla quarta edizione la manifestazione rappresenta ormai un appuntamento obbligato per gli appassionati del luccio. Rispetto agli altri anni la data è stata spostata in avanti di un paio di settimane.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qua sotto potete vedere la locandina dell'evento con l'ormai classico programma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S146pnRdbZI/AAAAAAAAAeU/aUwbkwQHQpk/s1600-h/post-906064-1255602472.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 370px; height: 261px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S146pnRdbZI/AAAAAAAAAeU/aUwbkwQHQpk/s320/post-906064-1255602472.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430842687246658962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Grande successo di partecipanti come sempre, e si è visto anche qualche bel pesce come testimonia il bellissimo 110 qui sotto uscito in zona Cesarini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S148C1mb_cI/AAAAAAAAAec/LbgtfKRgXoE/s1600-h/post-906064-1258446709.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 305px; height: 384px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S148C1mb_cI/AAAAAAAAAec/LbgtfKRgXoE/s320/post-906064-1258446709.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430844220101098946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I nostri equipaggi si sono distinti come al solito nel tradizionale ritrovo a centro lago. Quasi tutti a segno con almeno un pesce. Il big di giornata è stato del maestro accompagnato dal figlio che non è stato con le mani in mano...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S149JyAZ0WI/AAAAAAAAAek/ODqT7aW55v0/s1600-h/post-906064-1258319086.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 319px; height: 425px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S149JyAZ0WI/AAAAAAAAAek/ODqT7aW55v0/s320/post-906064-1258319086.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430845438906978658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S149bmJ8uWI/AAAAAAAAAes/0LEObLlGiRQ/s1600-h/post-906064-1258319051.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 388px; height: 290px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S149bmJ8uWI/AAAAAAAAAes/0LEObLlGiRQ/s320/post-906064-1258319051.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430845744963434850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-5136482071574215852?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5136482071574215852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5136482071574215852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2009/11/anche-questanno-fimon-si-e-tenuto-il.html' title='Luccio day 5'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2P3RpRI7XI/AAAAAAAAAjE/CMK79t9UqqM/s72-c/Fimon-207.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-2531448472853622372</id><published>2009-10-07T23:55:00.000+02:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.070+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnica'/><title type='text'>Over the topwater. Parte II: Esche e tecniche di recupero.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14VdBjx2KI/AAAAAAAAAbE/GQkfwhWglVc/s1600-h/stefano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 74px; height: 101px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14VdBjx2KI/AAAAAAAAAbE/GQkfwhWglVc/s200/stefano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430801789034289314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;di Stefano Vallongo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seconda parte del nostro viaggio nella pesca a topwater in compagnia di Stefano del team Pikepride. Dall'approccio generale passiamo ad analizzare in dettaglio le esche, il loro recupero e le modifiche necessarie per poterle utilizzare in ambienti molto difficili.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Imitazioni di anfibi o roditori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono esche di varia natura, che per comodità chiameremo “swimming frog”. Le swimming frog producono perlopiù scie morbide e nuoti naturali, che tendono a imitare rane e topi intenti a nuotare sul pelo dell’ acqua. Esistono sia in gomma , che in plastica o legno.&lt;br /&gt;Le mie preferite sono le Evergreen Froggy Daddy, Mann’s super frog, Snaag proof Frogzilla e Spro Dean Rojas. In linea di massima sono da preferire le misure più abbondanti, sia perché sono le più stabili con l’uso del cavetto, sia perché risultano più adatte per attrarre lucci di taglia. Sono esche dall’incredibile capacità antialga che con estrema facilità passano tra erbai e ninfee senza sporcarsi. Prima del battesimo in acqua di queste esche, risultano importanti modifiche alle rane con 2 ami e aggiunta di un trailer in coda a quelle che già presentano un amo. Per aggiungere un trailer utilizzate un pezzo di elastico per fionda attorno all’ occhiello dell’ amo. Nel caso di molte mangiate e conseguenti tagli, la swimming frog può riempirsi d’ acqua e affondare, in questo caso dovrete sigillarla e potrete ripararla con qualche goccia di attack&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14sWb40m1I/AAAAAAAAAeE/RH-B5LA_UAU/s1600-h/swimming_frog_.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14sWb40m1I/AAAAAAAAAeE/RH-B5LA_UAU/s320/swimming_frog_.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430826964610227026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14jsP0spJI/AAAAAAAAAcE/oGuP2xgJHIs/s1600-h/swimmin_frog_trailer.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14jsP0spJI/AAAAAAAAAcE/oGuP2xgJHIs/s320/swimmin_frog_trailer.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430817443724174482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Diversi modelli, studiati per la pesca al black bass, se utilizzati per insidiare i lucci senza averle modificate si andrà quasi sicuramente incontro a tanti pesci persi e slamate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei modelli a due ami come le Spro o le Mann’s, provvedete da subito a queste modifiche:&lt;br /&gt;• Sgusciate la rana e sfilate l’ amo doppio dall’occhiello&lt;br /&gt;• Rimpiazzatelo con un amo singolo di appropriata lunghezza, aggiungendo uno split ring&lt;br /&gt;• Aggiungete infine sia sulle rane modificate che su quelle già mono amo, un amo trailer da 1/0 o 2/0 utilizzando appositi ami con occhiello e tubetti per trailer&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14k21muqRI/AAAAAAAAAcs/xJjs3jE9z4c/s1600-h/modifica_2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14k21muqRI/AAAAAAAAAcs/xJjs3jE9z4c/s320/modifica_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430818725176453394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14kuz7HUmI/AAAAAAAAAck/YaVtNmiF17Q/s1600-h/modifica_1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14kuz7HUmI/AAAAAAAAAck/YaVtNmiF17Q/s320/modifica_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430818587286131298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14lojU5GlI/AAAAAAAAAc8/PDlkLHu2uWs/s1600-h/modifica_4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14lojU5GlI/AAAAAAAAAc8/PDlkLHu2uWs/s320/modifica_4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430819579263261266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14lfk0yQ4I/AAAAAAAAAc0/98-Ew9P6WeU/s1600-h/modifica_3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14lfk0yQ4I/AAAAAAAAAc0/98-Ew9P6WeU/s320/modifica_3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430819425046643586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso in cui vi accorgiate che i pesci che state affrontando hanno l’ abitudine di attaccare la&lt;br /&gt;vostra esca in testa, potete aggiungere una piccola ancoretta direttamente sull’ occhiello, prestando attenzione a non sbilanciare troppo l’ esca in avanti per non farla inabissare. E’ indubbio che la vostra rana così facendo perderà parte delle sue capacità antialga; a voi spetterà la scelta tra essere più “ antiluccio” o più “antialga” .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14mGna9EmI/AAAAAAAAAdE/7q4FAZs2xbI/s1600-h/modifica_ancoretta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14mGna9EmI/AAAAAAAAAdE/7q4FAZs2xbI/s320/modifica_ancoretta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430820095758504546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Queste esche vanno perlopiù recuperate con un richiamo lineare. Durante il recupero è possibile anche alternare rapidi tremori alla punta della canna o usarle tipo popper con brevi colpi di cimino e successivi richiami del filo in eccesso. Tuttavia è proprio la naturalità del suo nuoto regolare che spesso porta i lucci ad attaccarle. Anche se non è una regola, è una delle esche topwater che i lucci attaccano con meno fragore e aggressività e mi è capitato più volte che anche grossi esemplari “bollassero” fuoriuscendo tranquillamente dall’ acqua solo con il becco, vedendo sparire la malcapitata imitazione in un grosso gorgo.&lt;br /&gt;Dopo la mangiata soprattutto con i modelli in gomma è più che obbligatorio aspettare diversi secondi, almeno tre, prima di andare in contatto con l’esca recuperando il filo e ferrare forte.&lt;br /&gt;I secondi di attesa dopo una mangiata a topwater risultano lunghissimi e non dovete preoccuparvi dei momenti in cui resterete fuori contatto con l’esca. Il più delle volte il luccio trattiene la rana in gomma e se la rigira in bocca per ingoiarle. Fate ben attenzione durante l’ attacco che il luccio abbia veramente centrato al preda senza mancarla e di aspettare il tempo giusto prima di ferrare. Imparare a rimanere calmi aspettando il momento giusto di ferrata; sarà molto difficile le prime volte e dovrete combattere con i vostri nervi, ma l’utilizzo di queste esche vi sarà sicuramente d’aiuto per imparare a ritardare la ferrata. Questa tecnica vi sarà anche utile in certe situazioni e con esche artificiali che necessitano di essere lasciate ingoiare prima di ferrare.&lt;br /&gt;Veramente catturanti sono i Deps Basirisky da 70mm un ibrido tra una rana imitativa e un crawler dalle incredibili capacità anti alga e alti ostacolo, che grazie al guscio morbido e agli ottimi ami possiamo provare ad usare senza l’ aggiunta di amo a trailer. Piccole esche topwater come questo ibrido tra swiimin frog e crawler possono regalare anche catture di lucci enormi come questo 116 cm catturato luglio scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14m0EiSEEI/AAAAAAAAAdM/RlZkKoP54QA/s1600-h/116_cm_con_basirisky_.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 374px; height: 280px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14m0EiSEEI/AAAAAAAAAdM/RlZkKoP54QA/s320/116_cm_con_basirisky_.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430820876667981890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo le prime mangiate cominciate a cercare di capire come viene attaccata la vostra esca e in che punto. Queste prime indicazioni vi saranno utili per scegliere le esche migliori, il tipo di amo trailer da applicarci e se e quanto ritardare la ferrata.&lt;br /&gt;Le mitiche renosky natural frog, anche se meno studiate e tecnologiche delle giapponesi, sono sicuramente catturanti ed usabili anche leggermente piombate per azioni sub-surface.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14oBemM5jI/AAAAAAAAAdU/EJSwJTL4mn4/s1600-h/foto_catture_swimming_frog.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14oBemM5jI/AAAAAAAAAdU/EJSwJTL4mn4/s320/foto_catture_swimming_frog.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430822206513669682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14oZuNc7II/AAAAAAAAAdc/HNZkGyodGX4/s1600-h/foto_walking_.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14oZuNc7II/AAAAAAAAAdc/HNZkGyodGX4/s320/foto_walking_.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430822623021689986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Insieme alle swimming frog in gomma sono le mie esche preferite per la esca a topwater.&lt;br /&gt;I walking the dog per il luccio sono un ‘esca altamente catturate che deve essere sempre presente in almeno un paio di misure e colori nelle cassette si tutti i cacciatori di esocidi.&lt;br /&gt;Il w.t.d. non è altro che un jerkbait da superficie e il suo movimento dovrà essere proprio simile all’ azione di un jerk side to side. Per utilizzare un w.t.d. nel modo corretto, dopo il lancio recuperiamo il filo in eccesso in acqua in modo che sia perfettamente dritto tra noi e l‘ esca e non faccia alcuna “pancia”. Con rapidi colpi di cimino e successi richiami del fino in eccesso con il mulinello il w.t.d. comincerà a zigzagare a destra e sinistra. Le prime volte effettuate i movimenti molto lentamente in modo da sincronizzare correttamente il ritmo delle “jerkate” e la coordinazione tra i colpetti di canna e la velocità di recupero del mulinello. La risultante dovrà essere un movimento perfettamente simmetrico da entrambe le parti, che una volta ottenuto ci eserciteremo ad effettuare alle velocità più svariate, da molto lento a molto veloce; entrambe tecniche che possono risultare molto catturanti.&lt;br /&gt;Solitamente preferisco scegliere una velocità e mantenerla piuttosto costante con la tecnica del w.t.d. piuttosto che alternare stop e pause, ma non è una regola valida ovunque. E’ opportuno comprendere come variare la veemenza dei colpi di canna: con movimenti rapidi e secchi otterremo un’ azione più angolata e rumorosa, con movimenti più dolci un’ azione più soffice e naturale.&lt;br /&gt;I tipici movimenti a zig zag di questa incredibile esca artificiale potranno essere usati a nostro favore per fare stretti slalom tra ostacoli, alberi e ninfee, passando molto vicino alla sfera di attacco dei predatori. Negli spot dove avete avuto mangiate a jerkbait o su esche similari provate anche a pescare con i w.t.d. provando colori e dimensioni differenti sia tra gli ostacoli che nei pressi di scalini e drop off non troppo profondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14pAxA-xrI/AAAAAAAAAdk/yIBSt_51EIs/s1600-h/foto_6.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 372px; height: 278px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14pAxA-xrI/AAAAAAAAAdk/yIBSt_51EIs/s320/foto_6.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430823293789587122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alcuni w.t.d. presenti in commercio presentano problemi di movimento e sono piu difficili da muovere di altri. E’ consigliabile provare a cambiare peso e dimensione sostituendo le ancorette originali con altre ancorette o con ami singoli. Alleggerendo o appesantendo l’ ancoretta di coda varierà il bilanciamento e il movimento della nostra esca. Solitamente appesantendo la parte posteriore si ottiene un movimento side to side più marcato, al contrario invece alleggerendo dietro e appesantendo davanti si può ottenere un walking che coni colp i di canna si immerge lievemente ritornando poi a galla, diventando un diver jerkbait e potendo mescolare le 2 azioni a nostro piacimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Popper / popper frog&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I popper sono artificiali che stimolano l’ aggressività dei predatori che rispondono a forti stimoli e sollecitazioni. Si possono recuperare alle più svariate velocità, sia con movimenti continui che alternando pause. Manovrata intelligentemente è un esca che può simulare un movimento naturale ma anche stimolare l’ aggressività per reazione.&lt;br /&gt;Per ottenere un movimento naturale lo recupereremo molto lento con pause, facendolo guizzare leggermente con lievi colpetti del cimino.&lt;br /&gt;Per stimolare l’ aggressività possiamo recuperare anche a discreta velocità, con progressioni e secchi e rapidi colpi di cimino, per muovere acqua e attrarre i pesci in superficie.&lt;br /&gt;Alcuni popper cambiano completamente movimento e muovono acqua differentemente variando la posizione della canna in alto e in basso. Anche un così semplice accorgimento potrà far la differenza nella ricerca del movimento che desideriamo e nelle catture. Sono da preferire i popper da almeno 4-5 pollici ed esche come le popper frog che aggiungono al richiamo classico del popper l azione adescante di code in gomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jitterbug e crawler&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono esche caratterizzate da un movimento scodinzolante che producono sia scie che vibrazioni sul pelo dell’ acqua. Vanno prevalentemente recuperate con un recupero lineare provando ad alternare diverse velocità di recupero. Essendo esche perlopiù costruite in balsa o con materiali plastici bisogna ferrare appena si sente il pesce in canna, senza aspettare ma evitando sempre di ferrare anticipatamente non facendosi ingannare dai movimenti d’acqua e dagli attacchi del luccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Duck and goopher&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In commercio su siti statunitensi si possono trovare imitazioni di anatroccoli e gallinelle d’acqua principalmente rivolte ad insidiare gli enormi muskie del nordamerica. Molte di queste esche, sono progettate per essere recuperate ad alta velocità simulando la corsa di anatroccoli o altri piccoli acquatici del quale gli esocidi possono nutrirsi. In condizioni europee non è semplice attuare una cattura con queste esche, ma nulla toglie che possiamo provarci ugualmente, soprattutto in posti dove nidificano uccelli acquatici e si narrano leggende più o meno veritiere di attacchi su volatili. E’ possibile che anche i lucci possano attaccarle e provare non costa nulla perchè sicuramente una cattura con una di queste esche non verrà dimenticata nella vostra vita di pescatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Musky topwater&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono artificiali in legno o plastica forniti di pale girevoli in metallo. Producono un forte rumore e turbinii in acqua che aumentano con l’ aumentare della velocità di recupero. Ne esistono di tutte le dimensioni, sia monopezzo sia jointed con una o più pale. La loro efficacia è provata in differenti luoghi e possono attirare all’ attacco anche grossi bass.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14tr-R98yI/AAAAAAAAAeM/VLXP9HWgEBE/s1600-h/muskie_topwater_propeller.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14tr-R98yI/AAAAAAAAAeM/VLXP9HWgEBE/s320/muskie_topwater_propeller.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430828434131383074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14qh8Sq4hI/AAAAAAAAAds/wuUw-cROv_U/s1600-h/foto_suick_fins_s_shad.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14qh8Sq4hI/AAAAAAAAAds/wuUw-cROv_U/s320/foto_suick_fins_s_shad.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430824963263881746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Suick Thriller&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il suick Thriller è un jerkbait tra i più vecchi che siano mai stati inventati. Fa parte della famiglia dei diver, che in inglese significa tuffatore. Sono jerkait che presentano movimenti discendenti e ascendenti che si dice cerchino di simulare un pesce con problemi la vescica natatoria. Sicuramente è un esca che stimola i lucci ad alzarsi ed attaccarla per i movimenti scoordinati e le vibrazioni che emette sotto il pelo dell’acqua. Queste esche sono dotate di una paletta posteriore in metallo. Piegando questa paletta noterete che l’ artificiale si immergerà più o meno rispetto all’inclinazione che la paletta avrà rispetto all’acqua. Ne esistono 2 versioni una galleggiante ( unweighted ) e una lievemente galleggiante ( weighted ). Tarando appositamente la versione unweighted, recuperando lentamente, intervallando colpi del cimino a pause anche molto lunghe si possono avere ottimi risultati con attacchi mozzafiato e fragorose esplosioni. Potrete usare il suick anche recuperato a galla ultra lento facendolo di tanto in tanto vibrare e guizzare lievemente.&lt;br /&gt;Il suick thriller è un esca veramente incredibile e catturante in tante situazioni, provare per credere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Imitazioni di pesce in gomma spiombata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Diverse ditte producono i soft jerk shad in dimensioni anche da luccio, Lunkes city Fin’s , Cora Z fireblade, jerk shad berkely, che innescati tipo texas con ami spiombati o con piccoli piombini usati per bilanciarli, sono utilizzabili tipo walking the dog sia a topwater che sub surface, con un’ azione allegra e rapidi colpetti di punta di canna. E’ consigliabile aspettare diversi secondi dopo la mangiata prima di ferrare, per essere più sicuri che il luccio abbia ben in bocca l esca. Tali esche sono utili in presenza di ostacoli difficilmente affrontabili con altre tipologie. Si possono innescare tipo Texas, ma per il luccio è meglio farlo con la punta dell‘ amo completamente fuori dalla gomma. In diverse zone i lucci, dopo la mangiata, trattengono l’ esca in punta di becco e senza uno o più ami scoperti risulta molto difficile che l’ amo fuoriesca dalla gomma e riesca a bucare il pesce nella placca dentale superiore. A volte anche usando gomme estremamente morbide o fragili capita di perdere pesci soprattutto se non si è aspettato abbastanza prima di ferrare. Se state usando soft jerk shad di gradi dimensioni costruite con cavetto termosaldabile o monowire un braccetto con un ancoretta da puntare o sul fianco o sulla pancia del pesce. Diverse di queste esche se usate in maniera convenzionale ( alternando strappi e pause) non sono esche topwater, ma velocizzando la vostra azione ricaverete un’ azione simile a quella dei walking the dog o più erratica e a vostro piacimento potete anche inserire nella gomma del pesce stick galleggianti in balsa, polistirolo od espanso per rendere galleggiante o supending la vostra esca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Topwater con crank e minnow shallow&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nella pesca come in altre arti e discipline sono spesso i casi strani e gli errori che aiutano a far nascere nuove idee, metodi e tecniche. Diversi anni fa praticavamo traina con motore a scoppio in fiume su profondità tra 4 e 6 metri d’ acqua. Utilizzando super shad rap galleggianti e grossi minnow ci capitò di ricevere una mangiata calando la traina con artificiale fermo a galla mentre “davamo” filo.&lt;br /&gt;Attribuimmo i fatti alla stranezza del luccio e catalogammo il tutto come uno dei tanti “casi strani” che ogni tanto gli esocidi ci donano per complicarci la vita. Il caso si è ripetuto in futuro più di una volta e così cominciai a pensare cosa, di quell’ azione poteva essere attrattiva per i lucci. Recuperando un minnow a galla molto lentamente e con la canna alta si ottiene un’ azione veramante interessante. Fate in modo che il minnow cominci a muovere ma che rimanga anche solo parzialmente in superficie. Attuerete un’ azione topwater veramente interessante da utilizzare sia sopra le strutture che in prossimità di scalini. Un super shad rap esca, classica della rapala, può essere usato a topwater con grande successo, recuperato a galla lentamente produce vibrazioni e scie che possono portare un luccio ad attaccarlo in superficie anche da più di 4 metri di profondità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Consigli utili&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ricordatevi che è di vitale importanza usare sempre un cavetto in acciaio da almeno 40 cm ogni volta che si pesca in un ambiente dove è presente il luccio. Un cavetto lungo e da almeno 50 libbre accoppiato con fili trecciati di uguale o superiore tenuta ed ottimi moschettoni vi proteggeranno da spiacevoli sorprese e dal provocare danni al luccio.&lt;br /&gt;Non sarà certo il trecciato o il cavetto in acciaio che vi priveranno di catture di grossi black bass come questa capitata all’ amico Cristiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14rD8oQ7nI/AAAAAAAAAd0/1POnnEQl0Wo/s1600-h/foto_bass_.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 281px; height: 374px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14rD8oQ7nI/AAAAAAAAAd0/1POnnEQl0Wo/s320/foto_bass_.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430825547470007922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’uso del trecciato da almeno 50 libbre di tenuta vi permetterà di lanciare vicino e sopra strutture ed erbai senza paura di perdere gli artificiali, ed è proprio in questi ambienti dove riceverete il maggior numero di attacchi. Attacchi e catture topwater sono episodi che difficilmente scorderete.&lt;br /&gt;Ogni verità nella pesca era precaria fino a ieri, è stata confutata oggi e sarà rivalutata domani.&lt;br /&gt;La verità è nei pesci. Cercala andando a pesca.&lt;br /&gt;Se nelle vostre esperienze di pesca vi imbattete sia in esperienze simili che totalmente opposte a quelle che vi ho descritto, potete scrivermi a info@pikepride.com per arricchire sia il mio che il vostro bagaglio di esperienza alieutica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14renLDPXI/AAAAAAAAAd8/9jVLH3EX12M/s1600-h/foto_fine.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 395px; height: 296px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14renLDPXI/AAAAAAAAAd8/9jVLH3EX12M/s320/foto_fine.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430826005566799218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-2531448472853622372?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/2531448472853622372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/2531448472853622372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2010/01/over-topwater-parte-ii-esche-e-tecniche.html' title='Over the topwater. Parte II: Esche e tecniche di recupero.'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14VdBjx2KI/AAAAAAAAAbE/GQkfwhWglVc/s72-c/stefano.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-9121841900884195588</id><published>2009-09-25T22:47:00.000+02:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.071+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnica'/><title type='text'>Over the topwater. Parte I.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14VdBjx2KI/AAAAAAAAAbE/GQkfwhWglVc/s1600-h/stefano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 74px; height: 101px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14VdBjx2KI/AAAAAAAAAbE/GQkfwhWglVc/s200/stefano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430801789034289314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;di Stefano Vallongo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pesca a topwater è una delle tecniche più emozionanti per catturare il nostro rivale di sempre. Viaggio in due parti tra esche e tecniche in compagnia di una delle più esperte guide di pesca al luccio, Stefano del team Pikepride. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Approccio filosofia e spot&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il topwater è considerato da molti lanciatori la disciplina più emozionante e spettacolare della pesca con gli artificiali. Per topwater si intende la pesca effettuata con esche artificiali manovrate a vista sopra la superficie dell’ acqua. Tale disciplina soprattutto quando è rivolta a insidiare il luccio è spesso avvolta da una sorta di alone magico e anche se decantata come il non plus ultra, risulta poco praticata e giudicata meno catturante di altre.&lt;br /&gt;Gli artificiali di superficie vengono usati dai lanciatori in giornate poco fruttuose o avare di catture, un pò per tentare il “ colpaccio” e un po’ come piacevole diversivo, prima di ritornare a pescare con esche apparentemente più proficue.&lt;br /&gt;In verità sia in condizioni di buona attività che di apparente “ferma”, la pesca a topwater può risolvere in positivo il nostro bilancio catture. In certe condizioni risulta addirittura più catturante di tante altre tecniche ben più note e praticate.&lt;br /&gt;Pescare a top water riserva spesso forti emozioni, grandi soddisfazioni e belle catture, ma come per le altre tecniche, è necessario approcciare questa entusiasmante tecnica nel modo più corretto possibile, cominciando ad utilizzare le esche nel modo più adescante possibile, a capire i luoghi di pesca, le stagioni e i momenti della giornata più adatti per praticarla.&lt;br /&gt;Le tecniche di superficie vengono troppo spesso relegate ad un ruolo marginale, vedremo come renderle attuali e praticabili ogni giorno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14aWZhX2hI/AAAAAAAAAbc/I56qWgap71M/s1600-h/foto_1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 383px; height: 286px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14aWZhX2hI/AAAAAAAAAbc/I56qWgap71M/s320/foto_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430807172765702674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’approccio alle tecniche di superficie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fin dai primi passi che ho compiuto nella pesca con gli artificiali, durante lunghi anni passati a pescare da riva o in barca tra fiumi e laghi, mi sono chiesto molte volte se potesse esser plausibile e spiegabile con senso logico, il “sentire” l’ attività dei pesci predatori, ovvero la sensazione (che alcuni pescatori dicono di avere) di inizio attività o della presenza di un predatore “in caccia” nella zona dove stiamo lanciando.&lt;br /&gt;Al pescatore di spinning che privilegia una pesca più col cuore che con la tecnica, può succedere di percepire l’inizio dell’attività predatoria o la presenza di un determinato ambiente di un luccio in caccia. Questo anche se non spiegabile, è sicuramente l’approccio più giusto nella pesca con gli artificiali ed a volte proprio quello che ci regala le catture più belle e memorabili.&lt;br /&gt;Nonostante tutto mi è impossibile ricavare una regola logica o minimamente scientifico/alieutica partendosi da una sensazione o da una condizione psicologica e anche se può sembrare inspiegabile o assurdo, non sono il solo a ritenere che sia innegabile l’ esistenza di un legame tra la convinzione nelle proprie azioni di pesca, psicologia del pescatore ed umore al momento, con il verificarsi di una o più catture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14cDJW-N0I/AAAAAAAAAbk/foDMi5E0XLI/s1600-h/foto_2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 385px; height: 255px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14cDJW-N0I/AAAAAAAAAbk/foDMi5E0XLI/s320/foto_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430809041032853314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nella pesca topwater la convinzione e la consapevolezza aiuta ancor più che in altre tecniche. La mangiata, avviene a vista, con il luccio che durante l’ attacco può uscire parzialmente o totalmente dal suo elemento, mostrandoci il momento spettacolare per eccellenza della pesca a spinning. L’apparire del luccio presso la nostra esca di superficie e la sua conseguente mangiata va ricercata con concentrazione, pienezza di sè e convinzione delle proprie azioni di pesca.&lt;br /&gt;Un approccio positivo e consapevole è importante nella pratica di tutte le diverse tecniche dello spinning ma risulta fondamentale soprattutto nel topwater, disciplina da praticare con fiducia, entusiasmo ed accorgimenti tecnici che tratteremo in seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La tensione superficiale dell’acqua&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Risulta importante capire come, quando e perché un luccio è spinto ad attaccare una preda che si muove in superficie. Il luccio ha spiccate e naturali facoltà di percepire la tensione superficiale dell’acqua e riconoscere ciò che vi nuota sulla superficie.&lt;br /&gt;Un roditore o un piccolo anfibio che nuotano in superficie così come un pesce morente che esala gli ultimi respiri a galla producono vibrazioni intense capaci di “ svegliare” i predatori mettendoli in attività sia per fame che per curiosità.&lt;br /&gt;In assenza di vento o comunque in condizioni di calma ( periodo che in certi ambienti corrisponde con il cessare dell’attività predatoria ) un elemento naturale che provoca gorghi, scie e vibrazioni a galla produce uno stimolo molto “forte”. Stimoli di questi tipo possono diventare irresistibili anche per pesci in apparente inattività.&lt;br /&gt;Le trote, in periodo di schiuse, sono abili ricercatrici di insetti che si posano sulla superficie di laghi e fiumi, ma può capitare di assistere anche alle bollate di altri pesci quali cavedani, scardole, persici etc. Il luccio non è da meno e sia nelle mezze stagioni che in estate non disdegna cercare ed attaccare una preda che si muove a galla.&lt;br /&gt;Cercare di comprendere le abitudini e il ciclo di vita di un luccio e i suoi bizzarri comportamenti, non è mai cosa facile, poiché la vita dei lucci è governata da precise regole ma ricche di tante eccezioni, che variano con il variare delle stagioni, dall’ambiente dove vive, con l’ età del pesce e di luccio in luccio.&lt;br /&gt;In linea di massima il luccio preferisce risparmiare le forze e si muove per inseguire o attaccare prede naturali lente, a breve portata e facili da catturare. Per contro succede spesso che l’unica cosa che lo fa scattare all’attacco è la presentazione di un “ forte” stimolo provocato da una macchia di colore, dall’alta velocità, dal rumore o dalle rilevanti vibrazioni provocate da un esca artificiale di abbondanti dimensioni.&lt;br /&gt;Un pesce sia predatore che non, dalla schiusa delle sue uova fino all’età adulta, sa sia per istinto che per esperienze di vita vissuta, che dovrà guardarsi e proteggersi dai predatori più grandi di lui.&lt;br /&gt;Una preda naturale che nuota in superficie risulta meno prudente ed esperta a proteggersi dai predatori acquatici rispetto ad un pesce. Una rana, un piccolo topo vivono parte della loro vita fuori dall’acqua, dove devono proteggersi da altri predatori ben diversi dal luccio. Una preda di questo tipo in acqua è meno veloce e risulta più impacciata di un pesce e spesso non può neanche contare sul branco come arma di difesa.&lt;br /&gt;Nel mondo animale ad orchestrare la vita dei pesci, sono principalmente recettori di odori e vibrazioni, ma non è da sottovalutare, ad esempio, che gli occhi di un roditore che nuota in superficie, restano fuori dall’acqua, rendendolo comunque meno attento agli attacchi che possono provenire da sott’acqua, fatto di cui un luccio può essere ben consapevole.&lt;br /&gt;La dieta dei lucci oltre ad essere ittiofaga può essere composta da anfibi, serpenti d’acqua, piccoli mammiferi, roditori e piccoli uccelli acquatici, tutte prede che cercheremo di riprodurre nelle nostre azioni di pesca a topwater.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una pesca propedeutica ed istruttiva&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le pesche di superficie sono utili da praticare non solo per la spettacolarità e l’ alta componente di divertimento, ma anche per quello che possono insegnaci mentre le pratichiamo. Gli attacchi a vista (sia quelli che vanno a buon fine che quelli mancati) e gli inseguimenti a galla sono istruttivi e propedeutici per capire come un esocide segue ed attacca l’ esca perché ci palesano ciò che nella pesca con artificiali convenzionali avviene sott’acqua e che difficilmente potremmo vedere non pescando in superficie.&lt;br /&gt;Sarà sicuramente utile vedere e capire nei propri spot come attaccano i lucci, anche per progredire con le altre tecniche ed aumentare il proprio bagaglio alieutico. È molto importante vedere da che lato attaccano l’esca, a che velocità lo fanno, come si percepisce in canna la mangiata e per quanto tempo tratterranno quel tipo di esca in bocca.&lt;br /&gt;E’ probabile che le prime mangiate che riceverete vengano ferrate troppo in anticipo, ma serviranno comunque a farvi imparare nozioni nuove ed aumentare il vostro bagaglio di esperienze.&lt;br /&gt;Fate molta attenzione a come si comportano i lucci dopo la mangiata, alcuni rimarranno fermi sull’ esca, provocando un appesantimento sulla vostra canna, alcuni continueranno a seguire la direzione del vostro lancio con l’ esca in bocca facendovi perdere contatto con l’ esca, altri si gireranno di scatto ritornando velocemente da dove erano venuti, “strappandovi” improvvisamente la canna di mano.&lt;br /&gt;Tutte queste informazioni vi permetteranno di vedere e capire cose che utilizzando esche sommerse difficilmente avreste potuto imparare e con l’ esperienza assocerete una “starata” ad un luccio che vi viene incontro e un appesantimento ad una mangiata sicura, ed un “tocco” di becco vi consiglierà di continuare a recuperare, restare calmi ed aspettare una mangiata sicura prima di ferrare.&lt;br /&gt;Nella vostre esperienze con le tecniche di superficie potrete incorrere in timide inseguimenti dei lucci, lunghe anche molti metri, con il pesce che si ferma prima di attaccare, o che rallenta per poi rinunciare e fermarsi. Se vi capita di vedere un pesce che segue, pescando con esche di superficie avrete la possibilità di individuare la sua posizione e potrete poi insidiarlo con altre esche artificiali.&lt;br /&gt;Le mangiate e le seguite che riceverete saranno divertimento non solo per il pescatore che le riceve ma anche per i compagni di barca, aumentando fiducia ed esperienza comune e infondendo fiducia nel gruppo, diventando quasi una pesca di squadra.&lt;br /&gt;Praticare topwater quindi non è solo produttivo per le spettacolari catture che può regalarci ma anche per aumentare il proprio bagaglio alieutico, la fiducia in noi stessi e nelle esche che utilizziamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dove praticarla&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per aumentare le possibilità di catture dobbiamo necessariamente avvicinare il più possibile la nostra esca ai punti dove stazionano i predatori. Per praticare con successo le pesche di superficie dobbiamo metterci alla ricerca di erbai sommersi o affioranti, ninfee e altri ostacoli quali alberi in acqua, piante acquatiche, canneti e ostacoli quali grandi rocce e relitti.&lt;br /&gt;Diverse esche topwater come le swimming frog hanno capacità antialga molto superiori a tutte le altre esche esistenti e vi permetteranno di pescare in posti che fino ad oggi ritenevate impossibile da poter raggiungere con un esca artificiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14cmYYn4hI/AAAAAAAAAbs/Msnv0Da3m-Q/s1600-h/foto_3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 291px; height: 388px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14cmYYn4hI/AAAAAAAAAbs/Msnv0Da3m-Q/s320/foto_3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430809646361731602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Proprio le capacità antialga possono fare la differenza in luoghi pieni di ostacoli, ampliandovi il raggio di pesca e le possibilità di lanciare proprio dove sono in agguato i predatori, altrimenti non raggiungibili con altre esche artificiali. Con esche topwater è anche possibile effettuare pause e brevi movimenti tra alberi e piante acquatiche affioranti, dando il tempo di attaccare anche ai lucci più smaliziati e svogliati. Può capitare di avere successo con tecniche topwater anche su secche a centro lago, dove in caso di erbai alti o affioranti, diventa più una necessità che una scelta.&lt;br /&gt;In linea di massima è meglio lanciare vicino a riva, agli sbocchi di affluenti e tra gli ostacoli, ma non dobbiamo pensare che la pesca a topwater debba essere attuata per forza solo tra strutture ed erbai. Pescando in acque tra 1 e 3 metri e sui bordi degli scalini è possibile alzare pesci anche da medie profondità. Il tutto sta nel riuscire a trovare lo stimolo giusto per spingerli all’attacco. Ho potuto verificare molte situazioni di pesca, anche molto diverse tra loro, che un esca di superficie era più catturante di un esca che una che nuotasse profonda nei pressi dei predatori.&lt;br /&gt;Ciò che non dobbiamo mai dimenticare è che le abitudini ed i comportamenti di un luccio non sono sempre quelli che a noi sembrano più logici. E’ consigliabile provare le tecniche di superficie in diversi ambienti e condizioni per sperimentarne gli effetti. Provate a lanciarle in spot molto battuti con esche tradizionali dove un “nuovo” e forte stimolo superficiale può fare veramente la differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14dOPvVMqI/AAAAAAAAAb0/qxtnZO7VvWk/s1600-h/foto_4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 380px; height: 285px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14dOPvVMqI/AAAAAAAAAb0/qxtnZO7VvWk/s320/foto_4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430810331235824290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il meteo e le condizioni migliori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le condizioni meteo più favorevoli per la pesca a topwater posso variare anche radicalmente variando l’ ambiente dove le si sta praticando.&lt;br /&gt;Di sicuro ciò che va tenuto maggiormente in considerazione è la temperatura dell’acqua. Con acque molto fredde (al di sotto di 8 gradi) i lucci diventano apatici e preferiscono esche lente e acque profonde, rendendo inutile approcci alle tecniche di superficie.&lt;br /&gt;Il range nel quale è più possibile avere successo con azioni topwater può essere compreso tra i 12 e 22 gradi centigradi, quindi su acque piuttosto calde, tra primavera e l’inizio dell’autunno.&lt;br /&gt;Pescare il luccio in acque al di sopra di 24 gradi è assolutamente da sconsigliare poiché molti esocidi, possono avere problemi di anossia (mancanza di ossigeno) e eccessivo accumulo di acido lattico che può portarli alla morte. Durante estati calde e prive di piogge è meglio sospendere la pesca al luccio a qualsiasi profondità la si stia praticando, perchè soprattutto gli esemplari adulti possono subire ingenti danni.&lt;br /&gt;Parlando di luccio e di pesca in acque dolci non è semplice dettare regole tra rapporti di attività predatoria rispetto a pressione, meteo e condizioni atmosferiche. Il luccio è condizionato da moltissimi fattori che spesso risulta difficile capire perché, quando e per quanto tempo comincerà ad alimentarsi. Il variare della pressione, della luce, del vento e della temperatura sono fattori sicuramente importanti, ma rimane comunque il fatto che i pescatori sia dilettanti che professionisti vanno a pescare quando ne hanno il tempo, la possibilità e la voglia di farlo. L’ importante resta sempre e comunque andare a pesca, con gioia, spirito sportivo e nella massima sicurezza, soprattutto quando si va in barca. L’ attività dei lucci di un certo ambiente, ad una certa profondità e la risposta ad un certo stimolo sarà sicuramente più facile da rilevare andando a pesca piuttosto che cercare di formulare a tavolino la condizione ideale.&lt;br /&gt;E’ possibile pescare in “spot” dove il cessare del vento corrisponde al cessare dell’ attività subacquea dei lucci ma dove in tali condizioni vengono privilegiati le azioni topwater. Questo, forse, succede perché in assenza di vento l’esca in superficie produce scie e vibrazioni che si trasmettono facilmente per diversi metri, “infrangendo” la calma superficiale e attivando i predatori. In altri luoghi una pioggia leggera che “vela” la superficie dà inizio all’attività superficiale, in altri casi la pioggia forte confondendo il pesce spinge i lucci a sferrare gli attacchi. All’ alba e al calar del sole soprattutto nelle giornate estive si possono avere buoni risultati, ma è meglio non farne una regola precisa, per non precluderci le emozionanti pescate a topwater nelle ore più calde.&lt;br /&gt;Nei luoghi dove pesco solitamente ho notato che il vento forte e la poca luce in caso di temporali inibiscono l’attività topwater del luccio, ma ci sono notizie di lucci presi a topwater anche dopo l’ imbrunire. Quindi non vi resta che andare sui vostri spot e provare con convinzione e fiducia, lanciando un artificiale da topwater ogni volta che il vostro istinto ve lo consiglierà.&lt;br /&gt;Sarete ripagati con mangiate spettacolari e scene da cardiopalma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14duCOxoPI/AAAAAAAAAb8/fBhS_XamsKY/s1600-h/foto_5.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 296px; height: 395px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14duCOxoPI/AAAAAAAAAb8/fBhS_XamsKY/s320/foto_5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430810877365428466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-9121841900884195588?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/9121841900884195588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/9121841900884195588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2010/01/over-topwater-parte-i.html' title='Over the topwater. Parte I.'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S14VdBjx2KI/AAAAAAAAAbE/GQkfwhWglVc/s72-c/stefano.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-3824841288261064412</id><published>2009-08-26T10:16:00.000+02:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.071+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Abbigliamento 2009</title><content type='html'>Finalmente pronte le nuove giacche in Gore-Tex tanto attese dai soci con logo ESOX 2000 Pike Anglers e sponsorizzazione H2O di Modena. Ecco in anetprima alcune foto del materiale 2009. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Cominciamo con la giacca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S16zWP8Wk2I/AAAAAAAAAfU/Mzuw-l0arWU/s1600-h/1224951795.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S16zWP8Wk2I/AAAAAAAAAfU/Mzuw-l0arWU/s320/1224951795.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430975395473560418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per poi passare ai cappellini invernali che affiancano i tradizionali cappellini estivi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S164-IiZh-I/AAAAAAAAAfc/B4OuFBTKJ-4/s1600-h/3e73b14181487556b81180f03ae8b717.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S164-IiZh-I/AAAAAAAAAfc/B4OuFBTKJ-4/s320/3e73b14181487556b81180f03ae8b717.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430981578238560226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-3824841288261064412?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3824841288261064412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3824841288261064412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2009/09/abbigliamento-2009.html' title='Abbigliamento 2009'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S16zWP8Wk2I/AAAAAAAAAfU/Mzuw-l0arWU/s72-c/1224951795.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-5560215041650218657</id><published>2009-04-22T14:40:00.001+02:00</published><updated>2010-04-28T16:55:31.697+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Ecosistema, habitat, nicchia, catene alimentari,  equilibri biologici</title><content type='html'>Capita spesso oggi di addentrarci in discussioni relative allo stato delle nostre acque e come pescatori ci troviamo ad affrontare e parlare di problemi spesso più grandi di noi. L'origine dell'inquinamento, le dinamiche riproduttive dei pesci, i rapporti preda-predatore, la distinzione pesce autoctono e pesce alloctono, ecc.. Fondamentale dunque, al fine di potere articolare un'opinione senza essere strumentalizzati, è avere una conoscenza di base sui concetti e la terminologia coinvolti in questo tipo di problematiche.  &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ecosistema&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'ecosistema  è  il  risultato  di una  compenetrazione  tra  una  parte inorganica  (biotopo)  ed  una  parte organica  (biocenosi).&lt;br /&gt;La  prima componente è data da acqua, terreno, atmosfera, nel senso che questi tre componenti variano  a seconda degli  ambiente ed influenzano  la seconda componente,  la parte  organica che  è costituita  da animali,  piante e microrganismi. La parte  organica,  a sua  volta,  influenza la  parte inorganica trasformandola. Nell'ambito  della biocenosi  esistono relazioni  molto strette  fra gli organismi, che determinano quelle che sono  note con il nome di "catene alimentari". Ad esempio, nell'ecosistema lago l’acqua ad una certa temperatura, i sali disciolti in essa, il terreno dell’invaso, ecc. rappresentano il biotopo mentre gli organismi vegetali ed animali la biocenosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ecosistemi sono gli oceani, i mari, i fiumi, i laghi, gli stagni, le praterie, i boschi, le foreste, le montagne, i deserti, ecc., cioè tutte quelle porzioni di territorio che si trovano sulla Terra, caratterizzate da particolari condizioni climatiche e geografiche, nei quali vivono le più svariate specie di esseri viventi.&lt;br /&gt;La parola ecologia deriva dal greco oikos che significa “casa” o “posto per vivere” e logos che significa “discorso”. Letteralmente l’ecologia è il discorso sulla “casa”, casa intesa non come luogo di abitazione ma in senso più generale come “ambiente di vita”. L’ecologia studia l’interazione tra organismi ed ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Habitat, nicchia ecologica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'habitat è il luogo dove vive una popolazione di organismi, la nicchia ecologica è il ruolo che la popolazione svolge. La nicchia ecologica equivale allo stile di vita di una specie.&lt;br /&gt;In un ecosistema organismi gli occupano nicchie diverse, altrimenti entrano in competizione.&lt;br /&gt;Se individui di specie diverse si cibano degli stessi vegetali o se vivono nello stesso territorio hanno la stessa nicchia.&lt;br /&gt;Per questo motivo specie con nicchie identiche o simili saranno in competizione per aggiudicarsi la stessa cosa. Se la competizione è intensa, può avvenire che una delle specie sia eliminata completamente o respinta in un’altra nicchia o localizzazione geografica; oppure che le specie in questione siano capaci di convivere a una densità ridotta suddividendosi le risorse disponibili  raggiungendo così una sorta di equilibrio.&lt;br /&gt;La nicchia ecologica rappresenta l’insieme dei rapporti che una determinata specie stabilisce con le altre e rappresenta il “ruolo” che svolge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il meccanismo di competizione coinvolge dunque tutte le specie e le dinamiche predatorie non solo il fatto che una specie sia un predatore o meno.&lt;br /&gt;La volpe e il tasso, entrambi carnivori, si possono nutrire di piccoli roditori e piccoli uccelli, ma anche di insetti e altri invertebrati. Tuttavia, mentre la volpe caccia di giorno, il tasso agisce di notte, pertanto le prede della volpe sono animali diurni, le prede del tasso animali notturni. La volpe e il tasso non occupano la stessa nicchia ecologica e non sono in competizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La nicchia ecologia e la competizione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le specie animali o vegetali possono definirsi autoctone o alloctone, termine di cui oggi sentiamo spesso parlare nell'ambito della fauna ittica. Le specie autoctone sono originarie del luogo dove si trovano, la nazione secifica ma anche la regione o comunque un area localizzata che ha sviluppato delle sue specificità, le specie alloctone sono state introdotte nel luogo dove si trovano e non ne sono originarie.&lt;br /&gt;Si sono verificate spiacevoli esperienze di competizione tra una specie alloctona ed una autoctona con le introduzioni di animali esotici a fini ornamentali o per disattenzione. I casi di competizione più evidenti che hanno portato a gravi danni per i nostri ecosistemi sono quelli tra lo scoiattolo europeo e lo scoiattolo grigio, tra la testuggine d’acqua e la tartaruga dalle orecchie rosse e tra il gambero d'acqua dolce e il gambero della Louisiana. In alcuni casi poi l'introduzione di una specie alloctona ha portato a conseguenze anche più evidenti, non solo nei confronti di una specie ma nei confronti di numerose specie e a volte di un intero ecosistema. Questo avviene quando la specie introdotta occupa più nicchie ecologiche ed ha caratteristiche nuove non presenti nelle specie originarie che ne avvantaggiano enormemente la diffusione a svantaggio di molte altre specie. Due casi molto noti e discussi sono quello della nutria per il suo impatto sulla vegetazione riparia e del siluro per la mole e l'abilità a predare in acque ad elevata torbidità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il rapporto preda-predatore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’animale che fa l’azione di catturare si chiama predatore. L’animale che viene catturato si chiama preda. La predazione è l’azione che fa un animale quando cattura (prende e mangia) un altro animale. Il leone è un predatore perché rincorre, cattura e mangia la gazzella; la gazzella, che viene mangiata, è la preda. Il passero è un predatore perché si nutre di una larva; la larva è la preda. La coccinella che si nutre degli afidi (i pidocchi delle piante) è il predatore; gli afidi sono la preda.&lt;br /&gt;Molti animali in natura sono sia prede che predatori, il passero è infatti preda di piccoli felini e rapaci, così come la coccinella è preda per diversi uccelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In natura, fra preda e predatore, c’è un equilibrio. Questo equilibrio serve a non far aumentare troppo il numero delle prede e dei predatori: quando ci sono tante prede ci sono anche tanti predatori che le mangiano, quando ci sono poche prede ci sono anche pochi predatori perché non trovano cibo e muoiono.&lt;br /&gt;Le popolazioni di predatori e di prede subiscono una serie di fluttuazioni nelle densità. In altre parole, se il numero delle prede aumenta, dopo un certo lasso di tempo, anche il numero dei predatori aumenterà. Ma molti predatori finiscono automaticamente per ridimensionare il numero delle prede che tenderà a ridursi portando, dopo un certo intervallo, a un conseguente declino della popolazione dei predatori, e così via.&lt;br /&gt;E’ un meccanismo di regolazione che impedisce alle popolazioni delle prede di accrescersi troppo e inoltre favorisce la selezione naturale eliminando le prede più deboli e i predatori meno abili, quindi i soggetti geneticamente meno adatti.&lt;br /&gt;L’ equilibrio dinamico tra preda e predatore impedisce alle popolazioni delle prede di accrescersi a dismisura e favorisce la selezione naturale&lt;br /&gt;La rottura degli equilibri ha diverse cause, tutte causate dall'uomo, le principali sono l'inquinamento, la distruzione degli habitat e l'immissione di animali alloctoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link utili:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.distef.unict.it/dispense/documenti/20123330276.Ecologia.pdf"&gt;Dispense di ecologia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-5560215041650218657?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5560215041650218657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5560215041650218657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2009/04/ecosistema-habitat-nicchia-catene.html' title='Ecosistema, habitat, nicchia, catene alimentari,  equilibri biologici'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-3740019309876545756</id><published>2009-04-02T08:08:00.006+02:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.072+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Spin &amp; Fly. Fimon Invitational</title><content type='html'>Eccovi la locandina della bella manifestazione che mi ha appena mandato Riccardo dalla Costa per l'evento di primavera a Fimon, che si terrà il 5 Aprile.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S15BZGE-LkI/AAAAAAAAAe0/Y3JPZ9cUQsU/s1600-h/1236243701.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430850100039396930" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S15BZGE-LkI/AAAAAAAAAe0/Y3JPZ9cUQsU/s320/1236243701.jpg" style="display: block; height: 260px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 170px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci si iscrive a equipaggi di due persone, chi non ha la barca la può affittare da Nerino, come ESOX siamo sempre stati numerosi, vuoi perchè ci può saltar fuori un bel luccio, vuoi per sostenere le tante cose belle che stanno facendo in quel bacino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corrado&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-3740019309876545756?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3740019309876545756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3740019309876545756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2009/04/eccovi-la-locandina-della-bella.html' title='Spin &amp; Fly. Fimon Invitational'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S15BZGE-LkI/AAAAAAAAAe0/Y3JPZ9cUQsU/s72-c/1236243701.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-501068907650726829</id><published>2009-01-21T10:47:00.000+01:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.072+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Iscrizioni 2009</title><content type='html'>Iniziato il tesseramento soci per l'anno 2009.  &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver parlato con il Presidente, che ha partecipato alla riunione di fine anno con diversi soci per definire la questione, i prezzi per i tesseramenti 2009 sono così fissati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- SOCIO ORDINARIO .......................................... euro 20&lt;br /&gt;(tessera Esox2000)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- SOCIO STRAORDINARIO .................................. euro 40&lt;br /&gt;(tessera Esox2000 + tessera ARCI PESCA + cappello Esox2000* (Esox Winter x vecchi soci))&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* a disposizione di tutti i soci il cappellino Esox2000 (euro 10 ad esaurimento scorte) più tutti gli altri capi d'abbigliamento griffati Esox2000 (prezzi da concordare)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che la tessera Esox 2000 da diritto allo sconto del 10% in diversi negozi di pesca convenzionati (a presto l'elenco) e che i soci potranno usufruire di altri vantaggi e agevolazioni che verranno loro esposti in occasione del tesseramento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La campagna tesseramenti parte il 12/02/2009 in occasione del primo ritrovo ufficiale del Club c/o "La Trattoria" in Viale Po a Ferrara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il Segretario&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-501068907650726829?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/501068907650726829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/501068907650726829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2009/01/iscrizioni-2009.html' title='Iscrizioni 2009'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-3648048346555721333</id><published>2008-11-02T09:45:00.006+01:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.073+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Luccio day 4</title><content type='html'>Come ogni anno puntuale a metà autunno si è tenuta la manifestazione del Luccio Day giunta alla 4ta edizione. Grande successo di partecipanti, pesci non grossi ma abbastanza numerosi a testimonianza di un invaso e di un progetto di recupero che gode di ottima salute.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S16tq_0aB1I/AAAAAAAAAe8/18NiBLQB8nM/s1600-h/1224050064.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 226px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S16tq_0aB1I/AAAAAAAAAe8/18NiBLQB8nM/s320/1224050064.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430969154852751186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Alcune catture della giornata. Nessun big fish, ma diversi pesci sugli 80. Partiamo dal big un bell'85 grasso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S16uXyfYL9I/AAAAAAAAAfE/SYPfgFbMTqI/s1600-h/post-906064-1225785491.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 241px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S16uXyfYL9I/AAAAAAAAAfE/SYPfgFbMTqI/s320/post-906064-1225785491.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430969924369002450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;per poi passare al nostro amico muskymax che ha tenuto alto l'onore del club&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S16u-kbeTFI/AAAAAAAAAfM/xsgiyTCO3O4/s1600-h/post-906064-1225660147.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 241px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S16u-kbeTFI/AAAAAAAAAfM/xsgiyTCO3O4/s320/post-906064-1225660147.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430970590609427538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-3648048346555721333?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3648048346555721333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3648048346555721333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/11/luccio-day-4.html' title='Luccio day 4'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S16tq_0aB1I/AAAAAAAAAe8/18NiBLQB8nM/s72-c/1224050064.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-2670038916973545414</id><published>2008-07-25T11:17:00.036+02:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.074+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnica'/><title type='text'>Sistema  ABEC e sostituzione dei cuscinetti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIm4HGPXzTI/AAAAAAAAAT0/8G-DUDcXl0c/s1600-h/books.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIm4HGPXzTI/AAAAAAAAAT0/8G-DUDcXl0c/s400/books.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226911274613853490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Lorenzo Pareschi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno sguardo al mondo dei cuscinetti a sfera e descrizione dell'operazione di sostituzione dei due cuscinetti della bobina sugli ABU serie 4000-5000-6000 (4601, 5501, 5601, 6501, ecc.) facilmente applicabile anche ad altri modelli. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza dilungarci troppo sulle motivazioni diciamo che un upgrade con cuscinetti ABEC 5 o ABEC 7 su mulini con cuscinetti standard (solitamente ABEC 1) o con boccole può portare a miglioramenti minimi del 10-20% sulla distanza di lancio con esche leggere ed ingenerale ad una sensazione di maggiore fluidità del mulino.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cuscinetti a sfere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il cuscinetto a sfere è costituito da una coppia di anelli concentrici, in acciaio temprato e rettificato, tra i quali sono interposti delle sfere quasi sempre in acciaio, oppure nei modelli più sofisticati in ceramica. Le sfere sono mantenute distanziate, di norma, da adatte gabbie, che possono essere di metallo oppure di materiale plastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SImyR51FKiI/AAAAAAAAATk/d1JmvPjITX0/s1600-h/imgbearings101c.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 250px; height: 186px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SImyR51FKiI/AAAAAAAAATk/d1JmvPjITX0/s400/imgbearings101c.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226904863191149090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SImyOqtUthI/AAAAAAAAATc/XUB-dBGBgWY/s1600-h/imgbearings101b.jpg"&gt; &lt;img style="cursor: pointer; width: 253px; height: 187px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SImyOqtUthI/AAAAAAAAATc/XUB-dBGBgWY/s400/imgbearings101b.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226904807592474130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il cuscinetto può essere aperto oppure dotato di schermi, questi possono essere essenzialmente di due tipi:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;tipo RS o schermo stagno (in teoria), composto da un anello di gomma armata fissato mediante pressione all’anello esterno del cuscinetto, dotato di un labbro appoggiato (con più o meno attrito) all’anello interno.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;tipo Z, composti da un anello in lamiera sagomata montato solidale con l’anello esterno (a pressione), che va a sfiorare l’anello interno.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;La gabbia dei cuscinetti a sfere può essere in materiale metallico oppure plastico, si ritiene che la gabbia in poliammide sia la più veloce, anche se la differenza è infinitesimale. Sicuramente la gabbia non metallica non si ossida (ruggine) e trattiene più lubrificante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli schermi migliori sono quelli stagni (RS) , garantiscono una più lunga durata del cuscinetto.&lt;br /&gt;Gli schermi Z provocano meno attriti (poiché non hanno il labbro strisciante) ma lasciano entrare più polvere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il sistema ABEC&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La scala ABEC è un sistema per classificare la tolleranza di costruzione dei cuscinetti di precisione. Il sistema è stato sviluppato dall'organizzazione statunitense che ne dà il nome (Anular Bearing Engineering Committee – Comitato Ingegneristico per i Cuscinetti Anulari) e facente parte dell'American Bearing Manufacturers Association (Associazione dei Costruttori di Cuscinetti Americani).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cuscinetti classificati con il sistema ABEC sono solitamente chiamati "cuscinetti di precisione", e sono contrassegnati con un numero dispari da 1 a 9 con il numero più alto assegnato ai cuscinetti costruiti secondo un migliore standard di precisione (numero più alto = tolleranza minore = cuscinetti più costosi). Vale la pena osservare che si trovano in giro cuscinetti economici dichiarati ABEC 5 o 7, meglio diffidare ci sono numerosi frodi ed è impossibile per l'utente verificare l'effettivo gradi di precisione del cuscinetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cuscinetti esistono poi di diverse misure generalmente indicate come IDxODxWDmm dove ID è il diamtro interno, OD quello esterno e WD la profondità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SImyVzHx9RI/AAAAAAAAATs/0WOdWRTIt04/s1600-h/imgbearings101a.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SImyVzHx9RI/AAAAAAAAATs/0WOdWRTIt04/s400/imgbearings101a.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226904930110010642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le misure che a noi tipicamente interessano (oltre al classico 90x60x90...:)) sono 3x10x4mm (Shimano e ABU con cuscinetti non sulla bobina) e 4x10x4mm (ABU con cuscinetti sulla bobina).&lt;br /&gt;Un ultima osservazione la merita la lubrificazione. L'olio rende più fluido il mulino, ma produce attriti riducendo i backslash ma anche le prestazioni con esche ultralight. In genere comunque anche oliando un pò troppo il mulino, con l'uso l'eccesso viene eliminato, ma senza esagerare perchè olio significa polvere e la polvere può danneggiare i cuscinetti sopratutto quelli aperti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sostituzione dei cuscinetti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando è necessario sostituire i cuscinetti su un mulinello? Esistono due situazioni tipiche:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Quando un cuscinetto è danneggiato, e lo avvertiamo dalla perdita di fluidità del mulino e da un fastidioso rumorino di sottofondo nel recupero.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Quando vogliamo upgradare il mulinello.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;In questo secondo caso avrà senso operare solo sui due cuscinetti che operano sull'albero della bobina. Dobbiamo però distinguere due situazioni. Possiamo semplicemente aumentare la qualità di un cuscinetto esistente usandone uno con numero ABEC superiore ed a seconda dei casi potremmo avere qualche miglioramento nel lancio, sopratutto con esche leggere. Fondamentale sarà però usare cuscinetti in ceramica che grazie alla riduzione di peso porteranno effettivamente ad un miglioramento, altrimenti non aspettatevi differenze di rilievo. Quindi bisogna prepararsi a spendere qualche soldo, altrimenti l'operazione di upgrade non porterà a nessun beneficio evidente. Al contrario in alcuni modelli potremo rimpiazzare boccole utilizzate al posto dei cuscinetti con veri e propri cuscinetti portando in questo modo ad un deciso miglioramento delle prestazioni del mulinello (che diventa spesso uguale al modello di fascia superiore). Saranno sufficienti cuscinetti standard in acciaio in questo caso ed i vantaggi saranno davvero molto evidenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti in alcuni modelli poi tipo il vecchio ABU Royal 5501 e similari, oppure lo Shimano Citica 201 vecchia serie, al posto dei due cuscinetti sull'alberino della bobina ci sono delle semplici boccole in plastica o materiale metallico. In questo caso il guadagno è evidente dato che diventano rispettivamente dei C3 e dei Curado. L'operazione di sotituzione è in ogni caso facilissima ed è rapidamente descritta qui sotto nel caso dell'ABU 5501 C3 e similari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sostituzione cuscinetti ABU&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto il necessario, oltre al mulino, due cuscinetti ABEC5 o superiori, un astina con un piccolo gancetto ricavata ad esempio dall'AFW usato per i cavetti ed un pò di olio per mulini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img119.imageshack.us/img119/7538/img7097tv2.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Smontiamo la guancia sx del mulino tramite le tre viti in modo da liberare la bobina. Entrambi i cuscinetti si trovano sulla bobina essendo gli ABU tutti superfree da una vita, termine oggi di moda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img164.imageshack.us/img164/1974/img7098uu3.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il cuscinetto della bobina dal lato del freno centrifugo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img64.imageshack.us/img64/3416/img7100na6.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;basta togliere l'anello metallico che blocca il dispositivo frenante (attenzione che può saltare via) e poi tramite l'astina con gancetto sfilare il cuscinetto dall'interno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img467.imageshack.us/img467/9238/img7104qn5.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto lo sostituite con quello nuovo dopo averci messo una (una sola) goccia di olio e richiudete il tutto. La sotituzione dell'altro è banale, basta togliere il meccanismo di plastica bianco sopra la bobina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img106.imageshack.us/img106/6407/img7102to0.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-2670038916973545414?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/2670038916973545414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/2670038916973545414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/07/sistema-abec-e-sostituzione-dei.html' title='Sistema  ABEC e sostituzione dei cuscinetti'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIm4HGPXzTI/AAAAAAAAAT0/8G-DUDcXl0c/s72-c/books.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-3691682115292831079</id><published>2008-05-20T17:49:00.000+02:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.074+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnica'/><title type='text'>ABC della pesca al luccio</title><content type='html'>&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/muskyo.jpg" width="75" align="left" border="0" height="99" /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;di Massimo Campi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un breve dizionario tra il serio e il faceto passa in rassegna alcuni degli aspetti chiave nella pesca al nostro amico esocide.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;A come Ancoretta&lt;/span&gt;. Quelle originariamente attaccate ai nostri artificiali spesso non sono di qualità eccelsa e tendono a raddrizzarsi sotto sforzo. Proviamo a forzarle un po’ manualmente e se vediamo che son troppo “tenere”, sostituiamole con un prodotto di prima qualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;B come Boga.&lt;/span&gt; Viene usato per afferrare saldamente  il luccio dalla punta della mandibola inferiore, ma può provocare lacerazioni e seri danni per l’esocide. Meglio lasciarlo a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;C come Casting.&lt;/span&gt; Senz’altro il miglior sistema di pesca per il luccio. La potenza nel recupero e la possibilità di gestire con disinvoltura trecce di grosso libbraggio e il lancio di artificiali di grandi dimensioni non trova infatti riscontro nello spinning tradizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;D come Drakovic.&lt;/span&gt; L’innovatore del mort manie noto soprattutto per il particolare tipo di montatura che porta il suo nome. Ma a noi puristi dell’artificiale non piace sporcarci le mani con pesciazzi morti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E come Esocide.&lt;/span&gt; La famiglia a cui appartiene il luccio e di cui, sul patrio suolo, è l’unico rapresentante nelle due varianti di luccio italico o nostrano e luccio europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;F come Figure 8.&lt;/span&gt; Ovvero la figura dell’otto, da far compiere all’artificiale sotto alla barca per indurre all’attacco il luccio in seguita. Sicuramente efficace per i Musky Nordamericani e per esocidi di altre latitudini, vedi Svezia o Irlanda, nel nostro paese non ha dimostrato ancora la sua validità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;G come Guadino.&lt;/span&gt; Molto ampio e a maglia finissima, modello carp-fishing per intenderci, per evitare al luccio di rimanervi impigliato per le pinne o per l’apparato opercolare, cosa che può provocargli davvero seri danni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;H come Hot spots.&lt;/span&gt; Chi ce li ha (beato lui) se li tien cari non li rivelandoli a nessuno (e fa bene).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I come Irlanda.&lt;/span&gt; Il paradiso del luccio! Chi non sogna di immergere i propri artificiali nelle limpide acque della terra di elfi e folletti (ma soprattutto di grossi esocidi) scagli la prima pietra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;J come Jerk.&lt;/span&gt; Un grande classico made in U.S.A., dove però sono impiegati principalmente per tutt’altro tipo di esocidi, i Musky. Nel Nord Europa hanno ottenuto un grande successo anche con il luccio ma nel nostro paese procedono ancora a risultati alterni. Da provare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;K come Kit di artificiali per il luccio.&lt;/span&gt; Devo consigliare il mio kit ideale di esche per l’esocide? Allora sceglierei: un rotante (martin 20 o 28), un ondulante (EIRA da 18gr), uno spinnerbait (3/4 oz., grande pala willow), un jerk (salmo slider da 12cm), un cranck (jointed x-rap) ed un esca in gomma (bull dawg regular).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L come Luccio.&lt;/span&gt; E cos’altro sennò ?!? Il più grande predone nostrano d’acqua dolce è oggi messo in seria difficoltà dall’inquinamento, dal degrado idro-geologico e dall’arrivo di predatori stranieri che hanno oramai invaso tutti gli ecosistemi della nostra penisola. Chi lo ama come noi ha il dovere di difendelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;M come Martin.&lt;/span&gt; L’artificiale italiano per eccellenza. Un mito! Chi l’ha deriso e abbandonato, abbagliato dalle lusinghe dei nuovi super-artificiali d’oltreoceano, è andato spesso incontro ad una serie di cappotti spaventosi. Nelle grammature da 20 o 28 grammi rimane, a mio avviso, uno dei migliori artificiali per il luccio, almeno alle nostre latitudini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;N come No-Kill.&lt;/span&gt; Per i motivi esposti alla lettera L, è quanto mai doveroso da parte nostra praticarlo senza eccezioni, cercando di divulgare il più possibile questa fondamentale filosofia; da sola, siamo d’accordo, non può bastare a salvare il luccio nel nostro Paese, ma un buon contributo lo può dare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;O come Ondulante.&lt;/span&gt; Una delle classiche esche per il luccio, una volta considerato l’esca da esocide per eccellenza. Capostipite i mitici “Occhio liscio” (ne ignoro il vero nome) e sopprattutto l’EIRA, oggi fuori produzione, che nelle grammature da 30 e 18 ha mietuto forse più “vittime” di qualsiasi altro artificiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;P come Presa. &lt;/span&gt;Opercolare nella fattispecie. Per chi non la conoscesse, questa tecnica consiste nell’afferrare il luccio dalla  parte interna della mascella destra con la mano destra (o sinistra con la mano sinistra), appena al di sopra dell’apparato branchiale, per poi innalzarlo supportandone il peso del corpo con l'altra mano ed evitando la posizione verticale.&lt;br /&gt;Una volta che abbiamo imparato ad esercitare questo tipo di presa con la dovuta maestria, potremo anche sostituirla direttamente all’uso del guadino, ma solo quando la nostra pratica diverrà tale da renderla totalmente sicura sia per noi che per il pesce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Q come Quando?&lt;/span&gt; Nel senso, quando è il momento migliore per pescare i grossi lucci? Generalmente il tardo autunno (Novembre – Dicembre) dopo che il freddo si è già fatto sentire “inchiodando” la minutaglia, o a primavera (Aprile - Maggio perché in Marzo la pesca è chiusa quasi ovunque) nel periodo successivo alla frega. Ma le eccezioni son sempre in agguato…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;R come Recupero.&lt;/span&gt; Generalmente è consigliato lento per il luccio, ma nuove tendendeze tendono a smontare questo preconcetto. Pare infatti che usando grossi artificiali muniti di pala, come ad esempio gli spinnerbait o gli spinshad, una delle tecniche più redditizie per smuovere i grossi lucci sia quella di farglieli frullare sotto il naso a grandissime velocità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;S come Spinnerbait.&lt;/span&gt; Un’altra grande esca per il luccio! L’amo singolo posizionato dietro al corpetto gli permette di lavorare correttamente anche in presenza di erbai o di ramaglie sommerse. E’ l’esca principe del periodo primaverile o di inizio autunno, prima che il grande freddo cancelli le praterie sommerse in bacini e corsi d’acqua vari. Il suo miglior pregio, la capacità di incagliarsi raramente, rappresenta anche il suo maggior difetto: mai come con questo artificiale, infatti, si perderenno parte delle “mangiate”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;T come Trecciato.&lt;/span&gt; Da preferire largamente al monofilo per la pesca al luccio per la sua migliore resistenza a parità di diametro e soprattutto per la mancanza di elasticità che favorisce la ferrata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;U come Utili.&lt;/span&gt; Anzi indispensabili! Parlo del cavetto metallico come terminale e di un buon paio di pinze per la slamatura. Mai rinunciarvi in nessun caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;V come Vivo.&lt;/span&gt; Uno dei metodi tradizionalmente più usati per la pesca al luccio. In mani inesperte può però provocare gravi danni al nostro predone preferito. Meglio lasciar perdere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;W come  Wave Worms  tiki - shadick.&lt;/span&gt; Nella versione da 9” è una delle esche in gomma più efficaci per il luccio, insieme ai Fin’s Fish, ai Bull Dawgs e ai grossi grub di vario tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;X come X-rap.&lt;/span&gt; La versione jointed grande è per me il miglior crank per il luccio in circolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Y come Yamamoto.&lt;/span&gt; Ovvero l’inventore dei micidiali Senko! Cosa c’entra con il luccio? Non molto, per la verità anche se con la misura da 7'...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Z come Zone no-kill&lt;/span&gt;. Sulla spinta di movimenti come il nostro stanno spuntando sempre più numerose, specie nel nord-est della nostra penisola. Inutile sottolineare la loro grande importanza nella difesa di questa specie oramai più che in pericolo. Rispettatele e fatele rispettare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-3691682115292831079?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3691682115292831079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3691682115292831079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/07/abc-della-pesca-al-luccio.html' title='ABC della pesca al luccio'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-4353615783414270958</id><published>2008-04-25T18:44:00.007+02:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.075+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Insieme per il luccio</title><content type='html'>Il giorno 25 aprile 2008 si terrà presso il lago di Fimon la manifestazione di pesca da natante "Insieme per il luccio" organizzata dal nostro club in collaborazione con l'Esox di Vicenza.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIS9jO9vceI/AAAAAAAAAKw/3DRxkwGgAKY/s1600-h/esox___esox_definitivo_small.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIS9jO9vceI/AAAAAAAAAKw/3DRxkwGgAKY/s320/esox___esox_definitivo_small.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225509880666747362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--emo&amp;:woot:--&gt; Il numero di posti è limitato (25 barche) quindi è opportuno iscriversi per tempo. La luna non è male, se le temperature non salgono troppo magari qualche bel pesce si fa anche vedere. Tutti i dettagli sono sulla locandina inclusi gli indirizzi e-mail da contattare per l'iscrizione. Colgo l'occasione per ringraziare Roberto dell'ESOX Vicenza che ha reso possibile questo gemellaggio in nome di una causa comune. Mi auguro che questo sia solo l'inizio di un futuro in cui le diverse associazioni che hanno la tutela del luccio come obiettivo principale uniscano le forze.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-4353615783414270958?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/4353615783414270958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/4353615783414270958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/04/insieme-per-il-luccio.html' title='Insieme per il luccio'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIS9jO9vceI/AAAAAAAAAKw/3DRxkwGgAKY/s72-c/esox___esox_definitivo_small.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-4540727757227771872</id><published>2008-04-21T00:18:00.005+02:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.075+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Spring Pike Challenge</title><content type='html'>Ancora lago di Fimon, si è svolta ieri la nostra manifestazione sociale di cui riportiamo la locandina e un breve resoconto.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIWj8SGBrGI/AAAAAAAAAMo/1jSGQbXez9A/s1600-h/spring_pike_challenge.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIWj8SGBrGI/AAAAAAAAAMo/1jSGQbXez9A/s320/spring_pike_challenge.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225763198677920866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La manifestazione è riuscita benissimo, erano presenti una dozzina di equipaggi, purtroppo i lucci, causa alta pressione sole allo zenith si son fatti desiderare e si son visti quasi solo piccoli esemplari, un paio di pesci grossi purtroppo slamati non ci hanno permesso nemmeno di fare una foto decorosa al pescato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--emo&amp;:D--&gt;Ognuno ha dato il meglio di se, chi si è legato al palo in mezzo al lago e chi si è mangiato tre piatti di bigoli. L'occasione ci ha dato modo di rinsaldare il nostro sodalizio con l'Esox di Vicenza e con l'assessorato provinciale. Sempre splendidi Ricky e Folladore nell'aiuto all'organizzazione. &lt;!--endemo--&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--emo&amp;;)--&gt;Alla manifestazione ha partecipato anche Giorgio Montagna, che non necessita di presentazioni, con lo scopo di redigere un report sul nostro club e un articolo sulla gestione modello del lago. Pur avendo sempre tenuta viva la nostra amicizia, non pescavo insieme a Giorgio da una quindicina d'anni e devo dire che per quel che vale il mio giudizio dopo una giornata insieme in barca, è davvero uno di quelli che ha i titoli per scrivere di pesca, capace e modesto, e anche uno dei pochi ieri a scapottare. &lt;!--endemo--&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che per una serie di ragioni ci si ritrova al lago di Fimon anche venerdì 25 Aprile, le iscrizioni sono aperte e i bass cominciano a essere numerosi a ridosso dei canneti, il raduno è aperto a chiunque voglia partecipare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corrado Forlani&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-4540727757227771872?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/4540727757227771872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/4540727757227771872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/04/spring-pike-challenge.html' title='Spring Pike Challenge'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIWj8SGBrGI/AAAAAAAAAMo/1jSGQbXez9A/s72-c/spring_pike_challenge.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-5073728147704888460</id><published>2008-04-06T18:41:00.006+02:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.076+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Fimon Invitational</title><content type='html'>Breve resoconto della manifestazione tenutasi a Fimon questa domenica.  Mattinata decisamente fredda e cielo coperto, con un vento teso abbastanza fastidioso. Alla partenza circa 20 equipaggi più 7-8 belly quasi tutti moschisti. &lt;span class="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIS9-L20UpI/AAAAAAAAAK4/W2JcZZM-BKg/s1600-h/Spin%26Fly+Regolamento.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIS9-L20UpI/AAAAAAAAAK4/W2JcZZM-BKg/s320/Spin%26Fly+Regolamento.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225510343688868498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lago molto bello con acqua cristallina e vegetazione sulla quasi totalità della sua superficie il che limitava le presentazioni agli strati superficiali oppure con montature antialga. Le catture sono state decisamente numerose visti gli avari precedenti di Fimon. Alla fine si sono contati quasi 50 lucci tra cui un 110 (pare nostrano) preso a mosca e altri due pesci da metro, i restanti pesci tutti tra i 50 e gli 80.&lt;br /&gt;L'Esox 2000 ha portato 5 barche di cui due miste (Lorenzo/Pego e Bookie/Taroni) e tutte hanno scappottato . Eccellente la performance di Anglerpike e Jack che hanno portato in barca ben 5 pesci tutti di buona taglia tra i 70 e gli 80 cm. Buona anche la prova del Maestro che con Sandrino ha portato in barca 4 pesci con un big "slamato" (per usare un eufemismo...). Pesci di taglia minore per i nostri restanti equipaggi tra cui si segnala il big bass da 2kg fatto da Boschetto e Claudio.&lt;br /&gt;Per il resto splendida manifestazione con una segnalazione finale per gli ottimi bigoli.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-5073728147704888460?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5073728147704888460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5073728147704888460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/04/fimon-invitational.html' title='Fimon Invitational'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIS9-L20UpI/AAAAAAAAAK4/W2JcZZM-BKg/s72-c/Spin%26Fly+Regolamento.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-9140568737908896727</id><published>2008-03-22T17:18:00.016+01:00</published><updated>2010-11-05T19:28:25.076+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>Giornata mondiale dell'acqua. Dossier WWF acque dolci.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Lo6kO_a8I/AAAAAAAAAis/SThNzPzICcw/s1600-h/copertina+2008_Acque_in_Italia+%28leggera%29.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 67px; height: 95px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Lo6kO_a8I/AAAAAAAAAis/SThNzPzICcw/s200/copertina+2008_Acque_in_Italia+%28leggera%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432160193418849218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Delle circa 50 specie autoctone di pesci che vivono nei nostri fiumi, laghi e lagune,  3 si sono già estinte e 22 sono, a diverso grado, in pericolo di estinzione. Sono questi i dati allarmanti rivelati nel nuovo dossier WWF  “2008. Acque in Italia. L’emergenza continua: a rischio molte specie di pesci”, presentato alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo. &lt;span class="fullpost"&gt; La salvaguardia dei pesci d’acqua dolce rappresenta una sostanziale priorità di conservazione degli ambienti italiani: i pesci non solo sono importanti indicatori di qualità ambientale, ma rappresentano soprattutto gli elementi fondamentali di quella ricchezza di specie, biodiversità, che rischia di ridursi sempre più velocemente.&lt;br /&gt;Nel bacino del Po si trovano molte delle specie endemiche in pericolo. l’Anguilla, una delle specie più importanti per la pesca e per l’acquacoltura, in grado di vivere in una straordinaria varietà di ambienti, dalle acque oceaniche e marine costiere fino ai laghi e corsi d’acqua; la Lampreda padana, anch’essa  in forte riduzione per l’impoverimento dell’habitat. lo Storione cobice, nel bacino del Po e in alcuni fiumi del Veneto,  una specie che migra tra gli estuari dei fiumi per poi risalire nel periodo di riproduzione i grandi fiumi, oggetto soprattutto della pesca professionale, la Trota marmorata, presente in alcuni corsi d’acqua dell’Italia  settentrionale, tra le prede più ambite dei pescatori sportivi ma minacciata soprattutto da tutti gli interventi sui corsi d’acqua come la costruzione di argini artificiali,  sbancamenti, prelievi di ghiaia, ma anche prelievi eccessivi di ghiaia, variazioni di portata dei fiumi per sfruttamento di energia elettrica, nei periodi di riproduzione. Il luccio un tempo numeroso nei canali di bonifica di veneto ed emilia oggi in grave difficoltà a causa di prelievi idrici sconsiderati e dell'introduzione di specie alloctone. Il Carpione del Garda, vive solo nel Lago di Garda, anch’esso presente solo in acque pulitissime, ad alto rischio sia per la pesca eccessiva che per l’inquinamento delle acque del lago il Panzarolo, tipico delle risorgive e endemico della regione padana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Bur0f--kI/AAAAAAAAAhQ/fHO5EoEX1Gs/s1600-h/2008_Acque_in_Italia+copia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 520px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Bur0f--kI/AAAAAAAAAhQ/fHO5EoEX1Gs/s400/2008_Acque_in_Italia+copia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431462849715042882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tabella riassuntiva ittiofauna di acqua dolce in pericolo e cause principali (clicca per ingrandire).&lt;br /&gt;Legenda: &lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A2 artificializzazione degli alvei fluviali e costruzione di sbarramenti fluviali lungo i corsi d’acqua,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A3 Inquinamento delle acque,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;B5 Inquinamento genetico,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;B6 Pesca eccessiva,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;B7 Pesca illegale,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;B8 Competizione o predazione da parte di specie alloctone,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;C1 Cause naturali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel resto d’Italia segnaliamo  il Ghiozzo di ruscello, un endemismo italiano capace di vivere solo in acque limpide e ben ossigenate ancora nei presenti in pochi fiumi dell’Italia centrale, il Carpione di Fibreno, che vive unicamente in questo piccolo lago dell’Italia centrale, la Trota macrostigma, delle regioni peninsulari tirreniche, Corsica, Sardegna e Sicilia, colpita da numerosi estinzioni ‘locali’, la Lampreda di ruscello, tipica delle aree peninsulari tirreniche in forte riduzione per il degrado degli habitat.&lt;br /&gt;Delle 50 specie di pesci che vivono nelle nostre acque dolci l’unica fuori pericolo è il Cavedano, un pesce molto resistente agli inquinamenti e capace di nuotare persino in acque cosiddette eutrofiche a causa di scarichi industriali.  Anche questa specie peraltro in alcune zone come il Delta del Po appare in forte rarefazione a causa della recente introduzione dell'aspio, pesce simile ma di taglia maggiore, che ne occupa la stessa nicchia ecologica.&lt;br /&gt;Le cause di questa situazione sono riconducibili in gran parte alla gestione inefficiente della rete idrografica superficiale e alle distruzioni degli habitat naturali (canalizzazioni, dighe, traverse, escavazioni in alveo, inquinamento delle acque, introduzione di specie alloctone), favorite da una grande confusione normativa, dalla frammentazione di competenze e risorse e dalla tardiva o mancata applicazione di direttive internazionali, in particolare la Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE, e la Direttiva habitat 92/43/CE, per cui l’Italia è stata già più volte richiamata o condannata dall’Unione Europea. La rarefazione della fauna ittica italiana è sintomo della gravità della situazione delle acque interne, un degrado generalizzato della rete idrografica superficiale. La corretta tutela degli ecosistemi acquatici dovrebbe tener conto dei processi ecologici che ne garantiscono la funzionalità, ma dovrebbe tenere in adeguata considerazione anche i valori naturalistici che la stessa Unione Europea ha evidenziato nella Direttiva Habitat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2BwUx0sQqI/AAAAAAAAAhY/8mlRs8c2YOc/s1600-h/reader_icon_special.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 63px; height: 52px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2BwUx0sQqI/AAAAAAAAAhY/8mlRs8c2YOc/s200/reader_icon_special.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431464652882854562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://digidownload.libero.it/esox2000/2008_Acque_in_Italia.pdf"&gt;Scarica il dossier "Acque in Italia" completo (pdf)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-9140568737908896727?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/9140568737908896727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/9140568737908896727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/03/giornata-mondiale-dellacqua-dossier-wwf.html' title='Giornata mondiale dell&apos;acqua. Dossier WWF acque dolci.'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2Lo6kO_a8I/AAAAAAAAAis/SThNzPzICcw/s72-c/copertina+2008_Acque_in_Italia+%28leggera%29.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-429625109785082457</id><published>2008-03-01T19:39:00.000+01:00</published><updated>2008-11-13T03:47:31.303+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><title type='text'>Iscrizioni 2008</title><content type='html'>Sono aperte le iscrizioni all'ESOX 2000 per l'anno 2008. Nel seguito trovate tutti i dettagli. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;TESSERAMENTO SOCI ESOX 2000 – ANNO 2008&lt;br /&gt;LA QUOTA ASSOCIATIVA ANNUALE PER IL 2008 E’ FISSATA IN € 40.00 (inclusa tessera ARCI)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa ricevono i tesserati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Tessera ESOX 2000 valida a tutto il 2008&lt;br /&gt;- Tessera ARCIPESCA valida a tutto il 2008&lt;br /&gt;- Nuovo Cappellino Sociale con logo ESOX 2000&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cappellino è disponibile nel colore nero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdxlvo3nZI/AAAAAAAAARM/nac1OsKr4Z4/s1600-h/IMG_9138.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdxlvo3nZI/AAAAAAAAARM/nac1OsKr4Z4/s400/IMG_9138.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226270785843731858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oppure vinaccia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdw2AjygSI/AAAAAAAAARE/1U0oqNjs_aI/s1600-h/IMG_9135.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdw2AjygSI/AAAAAAAAARE/1U0oqNjs_aI/s400/IMG_9135.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226269965752107298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che il Club è impegnato in importanti iniziative per la tutela e la salvaguardia del luccio nella Provincia di Ferrara e che il nostro Presidente è membro del Consiglio Direttivo ArciPesca. Nell’anno 2006 abbiamo presentato in Provincia il “Progetto Luccio”, che già quest’anno dovrebbe dare i primi frutti con la semina di un discreto quantitativo di esocidi in diversi corsi del Comprensorio Provinciale e la creazione di zone NO-KILL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il segretario,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massimo Campi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-429625109785082457?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/429625109785082457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/429625109785082457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/01/iscrizioni-2008.html' title='Iscrizioni 2008'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdxlvo3nZI/AAAAAAAAARM/nac1OsKr4Z4/s72-c/IMG_9138.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-1522266391277706010</id><published>2008-01-18T11:02:00.017+01:00</published><updated>2010-11-05T19:29:31.048+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>Luccio una specie in estinzione in Italia. Noi cosa possiamo fare?</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E' triste constatare come purtroppo in molti    luoghi il nostro amico se la passa decisamente male, in alcuni è addirittura in via di estinzione, e la tendenza è al    peggioramento. Forse per un momento dovremmo smettere di chiederci "cosa    fa il luccio?", "con che esca è meglio pescarlo?","con quale    attrezzatura?" ed in modo kennediano dovremmo chiederci "noi cosa    possiamo fare per il luccio?".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Non pretendo di dare risposte esaurienti a riguardo, ma va da se che per prima    cosa, dobbiamo cercare di inquadrare i problemi e poi individuare le    migliori strategie per affrontarli. In quest'ottica riporto una sintesi,    con alcune considerazioni personali, della &lt;a href="http://www.ittiofauna.org/attivita/associazione/relazioni/relatori/cesare_puzzi.htm"&gt;relazione del Dr. Cesare Puzzi della  GRAIA srl&lt;/a&gt; tenuta al    recente convegno di Ittiologia relativo alle acque dolci Italiane "Ia Giornata di Ittiologia e Gestione Ittiofaunistica ad Arezzo".&lt;br /&gt;Si parla dei problemi in generale dei pesci autoctoni, in particolare    delle specie cosiddette pregiate e che rappresentano potenziali    indicatori biologici (trota, luccio, tinca ad esempio). La lucidità    dell'analisi è esemplare ed invita a riflettere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"....(omissis)... &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   Il primo problema è la &lt;b&gt;frammentazione dell'habitat&lt;/b&gt;.    Quando si costruisce una soglia, una traversa, si costruisce una diga,    si interrompe il corridoio fluviale e questo è un problema grossissimo    dal punto di vista della percorribilità del corso d'acqua, perchè si    introduce una frammentazione dell'habitat. Gli effetti principali sulla    fauna ittica sono questi tre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Impossibilità per le specie migratrici di raggiungere i siti     riproduttivi o di accrescimento a monte&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Impossibilità di dispersione, che è una strategia di conservazione     della specie&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Suddivisione in più popopolazioni di pochi individui&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Poi    c'è il problema della &lt;b&gt;distruzione dell'habitat&lt;/b&gt;, che significa per    esempio artificializzare un corso d'acqua, rendendone la sezione    omogenea, significa artificializzarne le rive, significa sottrarre    l'acqua perchè serve per uso idroelettrico o irriguo, quindi si toglie    l'acqua, si toglie l'habitat.&lt;br /&gt;Gli effetti: oltre alla ridotta disponibilità trofica, mancano i siti    riproduttivi, si osserva, quando si riduce molto l'acqua, una    sovrapposizione di nicchie tra le varie specie, si riducono, anche di    dimensione, le specie ittiche, producendo un effetto tossico diretto. In    questo contesto metto anche il problema degli scarichi. E' vero che i    piani di risanamento provinciali e regionali vanno avanti, gli impianti    di depurazione si fanno, ma ancora si osservano scarichi con tossicità    diretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo problema &lt;b&gt;la deriva genetica&lt;/b&gt;, legato ai primi due. La    variabilità genetica rappresenta quell'insieme di differenze fra    individui della stessa o diverse popolazioni codificate nel nostro    menoma.... Quali sono quindi gli effetti della perdita di variabilità    genetica? Anzitutto aumento l'embreeding ossia l'accoppiamento tra    consanguinei. Ciò ha un effetto negativo sulla sensibilità alle    malattie, sulla fertilità sulla resistenza neo-natale. In conseguenza si    ha una deriva genetica, che consiste nella fissazione casuale di geni    non adattativi e la perdita casuale di geni adattativi, producendosi    quell'effetto cosiddetto a collo di bottiglia, per cui i pesci hanno una    difficoltà molto maggiore ad adattarsi al variare delle condizioni    ambientali. Quindi tutto un insieme di caratteri diversi    (frammentazione, riduzione dell'habitat, elementi di disturbo) si    concentra in pochi esemplari che danno luogo ad una progenie molto    simile, tutta fatta da consanguinei che non è in grado di adattarsi e    questo è un effetto che già incomincia a vedersi in molti casi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/pseudorasbora_parva02-500.jpg" style="" width="200" border="0" height="130" /&gt;    &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/siluro2.jpg" style="" width="200" border="0" height="127" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fig. I Pseudorasbora (sx) e Siluro (dx)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Altro problema sono &lt;b&gt;le specie esotiche&lt;/b&gt;. Ad esempio la    Pseudorasbora (pesce alloctono che ha sostituito l'alborella in molte    zone n.d.r.), che costituisce veramente un grosso problema, ma pensate    al Siluro. Su questo pesce abbiamo fatto un approfondimento sul fiume    Ticino che ci ha mostrato come vada temuto, perchè è un pesce che,    contrariamente al suo aspetto di pesce di fondo, si dimostra invece    molto abile nel nuoto. E' un pesce che, lungo il fiume Ticino, abbiamo    trovato anche nelle rapide, in prismata, con velocità in corrente molto    sostenuta, e tutte le tane che si pensava abitate o da trota Mormorata o    da Lucci in realtà erano abitate da Siluri....omissis....il Siluro    diventa ittiofago fra il 2° e 3° anno di età quindi intorno al mezzo    chilo di peso e rimane ittiofago stretto fino a tutta la sua vita    arrivando fino a oltre i 100/150 chili. Quindi, ricapitolando, abbiamo,    oramai saldamente insediato nei nostri ecosistemi acquatici, un pesce    avvantaggiato dalle sue caratteristiche di autoecologia. di grandissime    dimensioni, con predazione notturna, capacità di utilizzo di tutti i    rifugi disponibili, adattabile a tutti i tipi di meso-habitat che può    tovare, dalla lanca, al fiume, al lago, al corso d'acqua veloce, a    quello lento. E' un pesce quindi che dobbiamo temere e contenere in    tutti i modi, infatti impossibile eradicarlo perchè ha anche una    fecondità relativa altissima, riproducendosi in tutti gli ambienti,    potendo deporre le uova in qualsiasi condizione...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo elenco considereremo marginale il &lt;b&gt;prelievo di pesca&lt;/b&gt;,    questo alla fine senz'altro può decidere sulla qualità della fauna    ittica se fatta secondo criteri sbagliati, può dare fastidio, ma messo    in confronto con i vari problemi elencati ben ultimo come ordine di    grandezza. Chiaramente diventa però un fattore di minaccia quando non    rispetta più la rinnovabilità delle risorse, lo stock, pensiamo al    bracconaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;....(omissis)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;V&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ediamo adesso se è possibile    agire su queste cause negative, se è &lt;u&gt;possibile fare qualche cosa&lt;/u&gt;.    Azioni di recupero possono essere applicate direttamente sulla specie,    ma prima ancora occorre tentare di intraprendere tutte quelle azioni di    contrasto alle singole fonti di minaccia; prima si interviene sulla    minaccia e solo dopo sulla specie. Qualche esempio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per la &lt;b&gt;frammentazione    dell'habitat &lt;/b&gt;esistono le tecniche per poter superare il problema    semplicemente costruendo un passaggio artificiale per i pesci laddove    esiste una soglia, una briglia, una traversa. Il momento giusto per    andare a mettere un passaggio artificiale è quando ci sono dei lavori    straordinari dimensionandolo per una certa portata. Molto spesso i    passaggi sono fatti a caso e quindi non funzionano proprio perchè non è    progettato in funzione di una certa portata il sistema di risalita.    Vista la complessità ittica di un fiume in buona salute, che può    comprendere anche una cinquantina di specie, serve un passaggio    artificiale valido per tutti. Non ci sono solo pesci che saltano, ma    anche quelli che nuotano sul fondo, pesci piccoli, grandi e allora il    sistema di passaggio più indicato risulta quello di una rapida    artificiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;...(omissis)...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="center"&gt;   &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/CB012_gorizia.jpg" style="" width="200" border="0" height="136" /&gt;     &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Z2274_codigoro.jpg" style="" width="200" border="0" height="136" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fig. II Sponde naturali (Gorizia,    sx) e cementificate (Codigoro, dx)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Riduzione dell'habitat&lt;/b&gt;    disponibile. Anche qui ci viene in aiuto l'ingegneria naturalistica con    tantissime tecniche. Molto spesso l'ingegneria naturalistica è fatta per    soddisfare esigenze di bellezza del paesaggio, non c'è ovviamente solo    questo aspetto, ma si tratta, per quanto riguarda i pesci, di lavorare    sugli alvei di magra. Non si parla di grandi opere, come ad esempio    realizzare opere in calcestruzzo, ma di utilizzare semplice pietrame e    legname per ridare un minimo di forma al corso d'acqua, si tratta cioè    di agevolare il fiume a riprendere quell'andamento tipico a meandri, che    comunque il fiume riprenderebbe da solo magari in 100 anni, si cerca    cioè di velocizzare questo processo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Specie esotiche&lt;/b&gt;, cosa si    può fare? Innanzitutto è necessario avere precisa conoscenza del    fenomeno, a volte mancano proprio le nozioni di base. Arriva, ad    esempio, la Pseudorasbora, esplode e sostituisce l'Alborella, specie    piccola ma estremamente importante. Della Pseudorasbora non si sa    niente, cosa mangia, quanto cresce, che preferenze ambientali ha, quanto    si riproduce che fecondità relativa ha. Senza queste nozioni non la si    può combattere. Anche per quanto riguarda il contenimento, non si può    eradicare una specie così invasiva come il Siluro e la Pseudorasbora,    usando azioni d'elettropesca o di pesca specifica sulla specie. Altro    punto chiave, la sensibilizzazione. Tutti i pescatori devono essere    consapevoli dei rischi che si corrono ad immettere un pesce nuovo in un    corso d'acqua. La legge è ovviamente un altro strumento e sostegno delle    specie autoctone. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Viste le minacce e visto ciò    che è possibile fare per contrastare tali minacce, adesso si può    affrontare il discorso delle &lt;u&gt;azioni di conservazione e recupero della    specie&lt;/u&gt;, avendo cura di calibrare bene questo aspetto con tutti gli    altri, nel senso che va ribadito che il presupposto la rimozione delle    minacce e loro mitigazione, dopodichè può seguire un minimo di    progettazione. Quindi: indagine storica, valutazione degli effetti     sull'ecosistema acquatico di qualsiasi ripopolamento, valutazione del quadro     socio-economico e da ultimo, progettazione,     realizzazione, verifica e divulgazione dei risultati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli strumenti gestionali. Ci    sono gli interventi diretti come la reintroduzione e il ripopolamento,    gli incubatoi ittici, il controllo delle specie esotiche ed interventi    indiretti, ovvero gli strumenti legislativi, la carta ittica ed    interventi sull'habitat tra cui alcuni esempi sono la rinaturalizzazione,    la manutenzione del canneto, i passaggi per pesci, i substrati    artificiali per la frega. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In chiusura i problemi, le    minacce ci sono e sono tanti, racchiusi essenzialmente in quei cinque    gruppi di problemi, ma credo anche che esistano strumenti, possibilità    per contrastarli, operando di concerto con i pescatori ed opinione    pubblica. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2B6R0LWz7I/AAAAAAAAAhw/Qu2Or2kjkPk/s1600-h/feature_check.gif"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 35px; height: 34px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2B6R0LWz7I/AAAAAAAAAhw/Qu2Or2kjkPk/s200/feature_check.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431475597091458994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.ittiofauna.org/attivita/incontri/gestione%20della%20fauna%20ittica%20-%20Cesare%20Puzzi.ppt"&gt; Link ai lucidi della relazione completa (powerpoint)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-1522266391277706010?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/1522266391277706010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/1522266391277706010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/07/noi-cosa-possiamo-fare.html' title='Luccio una specie in estinzione in Italia. Noi cosa possiamo fare?'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/S2B6R0LWz7I/AAAAAAAAAhw/Qu2Or2kjkPk/s72-c/feature_check.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-7774099103004333103</id><published>2007-11-04T17:02:00.004+01:00</published><updated>2008-07-23T17:46:39.113+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>Luccio day 3</title><content type='html'>La manifestazione del pike day 2007 al lago di fimon si è tenuta domenica 4 novembre con ritrovo alle ore 6.30 e pesca fino alle 15. &lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Lago ancora pieno di erbe e ninfee, catture poco numerose e di piccola taglia hanno confermato la fama di Fimon di lago decisamente difficile. Molti equipaggi hanno preso cappotto, da segnalare un bell'esemplare sui 5kg preso da Piero Ometto. &lt;br /&gt;Un ringraziamento a Giorgio Magnani, all'Esox di Vicenza, ad Acquaprogram e alle autorità del bacino B di Vicenza.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-7774099103004333103?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/7774099103004333103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/7774099103004333103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2007/11/pike-day-2.html' title='Luccio day 3'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-7926923701419778918</id><published>2007-04-01T11:45:00.010+02:00</published><updated>2008-07-25T13:38:22.323+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnica'/><title type='text'>Pike: slow, very slow</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/dish2.JPG" align="left" border="0" width="75" height="100" /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;di Marco Fiorini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ero fermo su una strada in terra celtica, bloccato dall’ennesimo    peregrinare di vacche guidate da agilissimi Border Collie, quando il mio    sguardo cadde sull’asfalto ancora umido dalla pioggia appena scrosciata.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; Verniciata in caratteri maiuscoli una scritta “slow” imperava sulla    carreggiata circostante, più avanti un’altra ne ribadiva l’importanza    “very slow”. So che la cosa non aveva relazione ma da subito la mia    mente malata mi fece pensare alla passione (o malattia , come mia madre    la definisce) per lo Spinning al Luccio. LENTO, anzi LENTISSIMO, queste    poche parole sintetizzavano un’intera vita passata nel tentativo di    affinare una tecnica “vincente” nei confronti del mio avversario “    pinnuto”. Non so come e quando ebbe inizio la passione per questo pesce,    ricordo solamente che non fu semplice come pensavo. Ero abituato a    pescare trote, pesci voraci e molto aggressivi che raramente rifiutano    un attacco su artificiali extra veloci animati con destrezza e pensavo    che l’esperienza fatta mi avrebbe facilitato il compito. Presto cambiai    idea. I continui “cappotti” e le poche catture non mi aiutavano a    determinare quali esche e metodi fossero più idonei per “incannare”    abitualmente esocidi. Il loro numero ridotto, dovuto all’ inquinamento    ambientale e al prelievo indiscriminato di numero e taglie, tanto per    giustificare il costo della licenza governativa, non facilitavano le    cose. Inoltre le continue novità nel settore “esche artificiali” più o    meno valide, contribuivano ad aumentare la confusione che ormai regnava    nella mia mente. Fu per caso che durante una giornata apparentemente    perfetta, la classica giornata che alla sveglia gustando una buona moka    ti fa esclamare “oggi e’ tempo da lucci“, che arrivai alla conclusione    che cambiò definitivamente la mia teoria sulla specie. Pescai tutta la    giornata con svariate esche e nel migliore dei modi senza accusare    nessuna “botta sul cimino”, poi ormai guasto e deluso mi preparai a fare    il classico “ultimo lancio” (dopodichè c’è solo la canna del gas). Il    lancio non fu nulla di speciale e il recupero qualcosa d’inguardabile,    affranto ed annoiato mi guardavo attorno ormai privo di concentrazione,    senza rendermi conto che l’artificiale rimaneva fermo alla deriva    lontano anni luce da quel movimento naturale proprio di un pesce vivo.    Fu durante una di queste pause che una “martellata sulla canna“ mi    risvegliò dal sonno in cui stavo piombando. Mi capitò sempre più spesso    e ad ogni successo il mio recupero rallentava di conseguenza sempre più    distante da come avevo cominciato. Ora, che ormai il Luccio e’ diventato    la “star” della mia fotocamera, ho imparato a selezionare gli    artificiali o meglio ad usare le esche cui riesco imprimere una pausa    tale da rimare per qualche secondo nel campo visivo del pesce. In questo    modo l’esocide ha il tempo di calcolare distanza e velocità quindi se    vale la pena spendere energie per caricare l’attacco.&lt;br /&gt;E’ ovvio che molti artificiali si prestano a tale recupero (è il    “manico“ a fare la differenza) ma alcuni sono più funzionali di altri.    Io personalmente ho i miei preferiti che non lascio mai a casa.       &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rotanti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;MARTIN 20 con fiocco di lana, ideale per “acque pulite ed usate”    recuperato a contatto col fondale alternando rotazioni ampie con pause    di recupero a canna alta imprimendo cadute verso il basso con rotazioni    sul proprio asse molto accattivanti. MARTIN 28, stesse caratteristiche    del precedente ma la paletta generosa richiede meno accelerazione e    durante la discesa “sfarfalla “ simile ad un ondulante senza controllo.    Per diminuire ulteriormente la velocità, consiglio di aggiungere un    bucktail, inoltre tale accorgimento tiene sollevata dal fondo    l’ancoretta per qualche frazione di secondo sufficiente a riprendere il    recupero prima di agganciare il fondale. LUSOX 3 MEPPS, molto simile    come recupero al Martin 20 con la differenza che, se usato senza    zavorra, può essere impiegato in acque meno profonde facendolo roteare    sopra gli erbai semisommersi rilasciandolo ad ogni buca. In alternativa    Ondex N.6, unico svantaggio la difficile reperibilità.         &lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/art_smartinlana.jpg" border="0" width="120" height="122" /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Ondex.gif" border="0" width="95" height="137" /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/EiraCC.gif" border="0" width="102" height="134" /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;Martin, Ondex e Eira classici per tutte le stagioni&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ondulanti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tra la miriade d’ondulanti presenti sul territorio nazionale e oltre    ho deciso di selezionarne uno solo :&lt;br /&gt;EIRA 18 grande, se dovessi scegliere una sola esca da portarmi in    paradiso (ammesso che sia certa la presenza del Luccio) la mia cernita    cadrebbe su questo ondulante. Non esiste nessun’altra esca (ed e’ un mio    modesto parere) che interpreti quanto descritto prima. Il peso ridotto    ma voluminoso e la sua forma concava leggermente allargata, lo rendono    perfettamente equilibrato. Ha sbandamenti laterali non troppo marcati e    in fase di caduta “svolazza “ dolcemente e “very slow” fino a toccare il    fondale. E’ sufficiente un colpo di vettino per farlo decollare per poi    ricominciare il recupero a “scalino”, alla ricerca dell’esocide più    apatico del lago. E’ perfetto per molte situazioni l’unico “gap“ è il    fiume profondo e con molta corrente. Purtroppo la reperibilità è ancora    più limitata di quella dell'Ondex (entrambi sono prodotti dalla Rublex,    si veda www.dam-fishing.com). Una cosa importantissima e’ quella    di togliere il doppio amo che ha in testa; primo per evitare che anche    l’erba più “affamata“, sembri una mangiata secondo per salvaguardare la    salute del nostro antagonista che potrebbe ferirsi gli occhi con gli    ami eccedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Silicone:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi decenni, grazie all’evoluzione della pesca al black    bass, alcune case hanno investito sulla creazione di esche “big” in    gomma perfette per la pesca dell’esocide. “Grubboni “ da 8 pollici, twin    tail extra large, swimbait fino a 10 pollici ecc. opportunamente    piombati hanno permesso di pescare “antialga” sondando porzioni d’acqua    proibitive ad altre esche. Tali artificiali aumentano notevolmente le    botte sul vettino rendendo meno amaro il “cappottino” sulle spalle ma    spesso l’antialga è sinonimo d’antipesce. Molto più redditizio se usati    con ancoretta, su buche profonde e prive di vegetazione. Tra gli    esistenti in commercio menziono kalins, mogambo, action plastics e super    sandra.       &lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/small8SGM.jpg" border="0" width="165" height="149" /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/390.jpg" border="0" width="167" height="128" /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;Action Plastics 8"    grubs e Super Sandra&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="fullpost"&gt;Spinnerbait:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Un’altra esca nata per il “boccalone” e che ha riscosso notevoli    consensi da parte dei “lucciofili” è lo spinnerbait. Le vibrazioni    emesse dalla paletta, lo skirt pulsante e il sistema antialga rendono    quest’artificiale versatile e adatto ad ogni situazione. Recuperato    costantemente incurio-sisce il più annoiato dei predatori mentre le sue    planate verso il basso lo inducono alla carica. Alcuni aggiungono un    secondo amo per aumentarne l’efficacia (io non lo uso e in ogni caso    consiglio di togliere almeno l’ardiglione all'amo trailer).    Personalmente preferisco spinnerbait con paletta colorado ma a volte le    sostituisco con quelle del lusox 3 ancora piu lente e vibranti. &lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;   &lt;p align="center"&gt;   &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/spinner2.jpg" border="0" width="180" height="125" /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/ls3663.jpg" border="0" width="156" height="120" /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;Spinnerbaits: Grim    Reaper e Fox Laser&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jerkbait:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;E’ un’esca nata per i grandi Musky nord americani ma che grazie alla    passione di pescatori italici si sta “riproducendo” anche nelle nostre    cassette degli artificiali. La parola stessa “jerk“ ovvero strattone ne    illustra il recupero. Ed è proprio tra uno strattone e l’altro (quando    l’esca rallenta “slow”) che il predatore l’aggredisce e la rende    micidiale anche sul territorio italiano. Spesso la pressione di pesca e    la qualità delle acque rendono apatico il luccio di casa nostra,    preferendo quindi jerk medio piccoli da 6-8 pollici. Al contrario nei    grandi laghi nord americani e nel nord Europa si aumenta la taglia    arrivando a veri e propri colossi da 12 a 14 pollici, questo anche per    selezionare pesci di taglia e non di forare ogni cosa. &lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;   &lt;p align="center"&gt;   &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/slider.jpg" border="0" width="182" height="97" /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/fox-mini-runt.jpg" border="0" width="140" height="140" /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;Jerkbaits: Salmo    Slider e Fox Mini Runt&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Esistono, inoltre, esche    ibride, che contengono in pratica più qualità, proprie ad altri    artificiali. Un esempio è il bulldawg che appartiene alla categoria delle “soft plastic lure”, e    personalmente sono gli artificiali che preferisco usare per insidiare i    grossi Lucci. Il loro corpo fatto di silicone ha un movimento molto    armonico e rallentato anche durante l’affondamento, inoltre l’anima    appesantita che ha all’interno permette di sondare diversi strati    d’acqua cosa che il jerk “puro “non e’ in grado di fare. Possono essere    lavorati in diversi modi: come jig sfruttando il peso che hanno in testa    e saltellando sul fondale come crankbait lasciandoli affondare e    recuperandoli lentamente fino alla superficie oppure come jerkbait a    tutte le profondità . &lt;/p&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;   &lt;p align="center"&gt;   &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/RVNX0101.jpg" border="0" width="157" height="119" /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/bulldwg1.jpg" border="0" width="173" height="132" /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;DLT "the jackall”    e Musky Innovation “bulldawg”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;Come vi sarete accorti ho    trascurato tanti altri artificiali, dai minnow ai crank senza    considerare le “quintalate di ferro” che appesantiscono le nostre    cassette, non perchè ritenute inefficaci ma semplicemente perché a me    piacciono meno. Lascio quindi a voi il piacere di scoprile in tutta la    loro efficacia nel fargli il bagno ed animarli con tutta la fantasia che    avete in mente uscendo dagli schemi ordinari della pesca che solo lo    spinning permette. Ma occhio, ricordatevi di recuperarle LENTE, ANZI...    LENTISSIME.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-7926923701419778918?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/7926923701419778918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/7926923701419778918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2007/04/pike-slow-very-slow.html' title='Pike: slow, very slow'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-4573424209325212653</id><published>2007-03-02T11:02:00.003+01:00</published><updated>2010-04-28T17:00:13.287+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>Lucci, pesi e lunghezze</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;U&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;no degli aspetti che più ci interessa    nella pratica del catch &amp;amp; release è quello relativo alle dimensioni del    pesce che abbiamo pescato. Tipicamente sono due le misure che    utilizziamo, il peso e/o la lunghezza del pesce. Le operazioni di    pesatura, sopratutto con esemplari di grossa taglia, risultano più    delicate se non si dispone di strumenti adeguati per cui sovente si    ricorre ad una semplice misura della lunghezza del pesce operazione più    semplice in particolare se supportati da un compagno che eviti di    appoggiare il pesce su una superficie inadeguata.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Va inltre aggiunto    come la lunghezza di un pesce possa essere considerata un parametro    caratteristico dell'esemplare che abbiamo pescato (ossia non soggetto a    variazioni se non qulle legate alla crescita) mentre il peso può avere    forti oscillazioni in pochi mesi anche dell'ordine di un terzo del peso    totale. Infine la misura è spesso determinabile da una foto avendo un    riferimento noto nella stessa prospettiva mentre il peso è sovente    oggetto di alterazioni più o meno volontarie specie da parte dei    pescatori. In ogni caso non voglio parlarvi di come pesare e/o misurare    il pesce ma di come si possano correlare queste due quantità, in    particolare nel luccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono due tecniche in linea    di principio che possono essere adottate, una si basa su un semplice "fitting"    della curva sperimentale che lega il peso medio con la lunghezza degli    esemplari. Tale curva ovviamente dipenderà strettamente dall'ambiente e    dal periodo dell'anno in cui vengono eseguiti i rilevamenti ed in    generale la zona identificata da tutte le curve ottenute monitorando    diversi ambienti caratterizzerà una regione del piano lunghezza/peso.&lt;br /&gt;La formula generale comunemente usata per tutti i pesci è&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;W = a x L&lt;sup&gt;b&lt;/sup&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;dove W è il peso e L la    lunghezza. I parametri a e b vanno determinati in modo che la curva    approssimi al meglio i dati sperimentali.&lt;br /&gt;In forma logaritmica l'equazione sopra diventa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;log(W) = log(a) + b x log(L).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E' interessante osservare come    b sia circa 3 indipendentemente dal tipo di pesce e dall'ambiente    considerati. Il luccio chiaramente non fa eccezione (diverse analisi    sperimentali hanno determinato valori di b tra 3.06 e 3.14). Per il    valore di a invece gli intervalli di variazione sono più ampi a seconda    del pesce e dell'ambiente considerato. Nel caso del luccio fissando b=3,    utilizzando misure in kg per il peso e in cm per la lunghezza si ha che    la media di a si attesta attorno al valore 1/110000. Questo misurando la    lunghezza del pesce dall'estremità del muso al punto di mezzo della coda    (non l'estremo). Abbiamo dunque la formula di riferimento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;W=L3/130000 o in unità    anglosassoni libbre/pollici W=L3/3600.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tale formula descrive bene il    valore medio della relazione peso-lunghezza in esemplari di taglia    (sopra i 90cm). A titolo esemplificativo riportiamo in figura un    confronto tra un campione di circa 800 lucci presi in diverse zone degli    USA e l'equazione sopra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;img alt="image" src="http://img222.imageshack.us/img222/3969/luccinb5.jpg" style="border: 0pt none;" width="420" height="315" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'equazione appena vista è    utile per caratterizzare un valore medio di riferimento ma se usata per    stimare il peso di un particolare pesce può comportare errori    considerevoli attorno al 20% dato che non tiene in alcun conto delle    caratteristiche morfologiche del pesce in oggetto. Inoltre la formula    nel caso si esemplari di dimensioni ridotte richiede una modifica dei    valori, tipicamente "a" deve essere scelto in funzione della dimensione del pesce se non si vuole    sotto/sovrastimare il peso del pesce (ad esempio a=1/160000 sotto i 50cm).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;img alt="image" src="http://img151.imageshack.us/img151/4214/cilindromi5.gif" style="border: 0pt none;" /&gt;   &lt;img alt="image" src="http://img222.imageshack.us/img222/4011/ellissoide0016lr7.jpg" style="border: 0pt none;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se si vuole stimare con    maggiore accuratezza il peso del pesce un'alternativa è quella di    sfruttare la relazione che lega il peso del pesce al volume occupato dal    corpo. Ovviamente si ricorrerà ad approssimazioni geometriche    elementari, ad esempio un semplice cilindro di altezza h e raggio r ha    volume&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;V=Pi x r&lt;sup&gt;2 &lt;/sup&gt;x h,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;o più ragionevolmente un    ellissoide di semiassi a, b e c che avrà volume&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;V=(4/3) x Pi x a x b x c,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;dove Pi è pigreco, ossia l'area    della circonferenza di raggio 1. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E' interessante osservare come,    indipendentemente dalla scelta fatta sopra, ad entrambe le formule    corrisponde l'espressione generale per il peso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;W=C x L x P&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;dove L è la lunghezza e P il    perimetro massimo del solido in esame preso perpendicolarmente    all'altezza. In realtà per l'ellissoide questo non è esattamente vero,    ma per la precisione di calcolo che ci interessa possiamo assumere    valida la precedente approssimazione. La costante C dipende dalla scelta    del solido e possiamo immaginare sia caratteristica in qualche modo del    solido deformato al fine di meglio "approssimare" il volume del luccio.&lt;br /&gt;Anche in questo caso la determinazione di C può essere effettuata    tramite "fitting" con dati sperimentali e porta al valore medio C=    1/32500 utilizzando kg e cm. Il calcolo di P è generalmente effettuato    tramite misura del perimetro trasversale maggiore del pesce. La formula    da utilizzare quindi è&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;W=L x P&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;/32500 o in    unità anglosassoni W=L x P&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;/900&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Con tale scelta l'errore che si    commette in generale sarà inferiore al 5% di poco superiore quindi al    normale margine di errore di una bilancia. Si noti che prendendo    P uguale a L/2 si riottiene la formula iniziale dipendente solo dalla    lunghezza che quindi può anche essere interpretata come formula di    volume basata su un parallelepido. Il rovescio della medaglia è    l'estrema difficoltà pratica nel prendere la misura del perimetro con la    precisione necessaria. Infatti la formula sopra riportata è estremamente    sensibile a piccoli errori in tale misurazione mentre lo è meno rispetto    ad errori sulla lunghezza. Dunque per essere utilizzata correttamente    bisogna avere l'accortezza di prendere diverse misurazioni del perimetro    ed eventualmente fare una media tra le misurazioni ottenute. Per questa    ragione, nella pratica, è più spesso usata la formula meno precisa ma    più affidabile basata sulla sola lunghezza.   &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Allego a questo mio intervento    una semplice tabella&lt;b&gt;&lt;a href="http://digidownload.libero.it/esox2000/Esox_2000_tabella_pl.pdf"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; che è possibile stampare per avere sempre sottomano    un rapido riferimento che ci consenta di stimare il peso del pesce    utilizzando solo misure di lunghezza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Infine, è inutile precisare che    avendo dati sperimentali disponibili per un particolare ambiente le    formule di cui sopra possono essere rese molto più precise tarando    opportunamente le costanti di "fitting". In alcuni ambienti, in    particolare reservoir ricchi di pesce foraggio, il luccio tende infatti    ad avere conformazioni particolarmente tozze e le tabelle sopra    riportate quindi avranno la tendenza a sottostimare il peso effettivo    degli esemplari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Indico come riferimento    bibliografico a chi fosse interessato l'articolo &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;D.W.Willis&lt;/b&gt;,    &lt;a href="http://afsjournals.org/doi/abs/10.1577/1548-8675%281989%29009%3C0203:PSLWEF%3E2.3.CO%3B2"&gt;Proposed Standard Length-Weight Equation for Northern Pike&lt;/a&gt;, North    American Journal of Fisheries Management 9 :203-208, (1989).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Link:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;   &lt;a href="http://digidownload.libero.it/esox2000/Esox_2000_tabella_pl.pdf"&gt;    Tabella per il calcolo del peso&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-4573424209325212653?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/4573424209325212653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/4573424209325212653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/07/lucci-pesi-e-lunghezze.html' title='Lucci, pesi e lunghezze'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-3866600937644203609</id><published>2007-02-08T18:37:00.002+01:00</published><updated>2008-07-23T00:50:26.742+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>H2O bass &amp; pike shop</title><content type='html'>Ecco qua un breve resoconto fotografico per chi questa mattina non ha potuto partecipare all'inaugurazione del nuovo negozio H2O Fishing Outdoor Equipment a Modena (Spinangler) by Sir Francis. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto le mie impressioni personali, premettendo che essendo amico di Marco Fiorini sono assolutamente di parte . Il negozio è molto bello e fornitissimo sia sul fronte bass che sul fronte luccio, dall'esterno sembra quasi una boutique confermando la tendenza del mercato verso prodotti sempre più di qualità che richiedono anche un certo stile di presentazione. Questo non significa che all'interno non si trovino anche prodotti a buon mercato, ma sempre con un attenzione rivolta alla qualità. Due esempi su tutti Prologic e Bass pro Shop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque questo è parte dell'ingresso dal quale si intravedeva una bassboat dell'immancabile Nautica Shark di Sandro e Christian&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Inaugurazione_H2O/IMG_6872.JPG" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'ingresso a guidare e consigliare i clienti c'era nientedimeno che Ale Debbi &lt;!--emo&amp;:woot:--&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Inaugurazione_H2O/IMG_6875.JPG" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immancabile il rinfresco nel Fishermann's Pub con schermo al plasma che trasmette filmati di pesca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Inaugurazione_H2O/IMG_6874.JPG" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moltissima la gente presente del mondo del bassfishing, qui vediamo Silvano Macchi di spalle presidente del BWA e fresco di recente sponsorizzazione Awa-Shima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Inaugurazione_H2O/IMG_6877.JPG" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mentre al bancone non potevano mancare i padroni di casa, gli amici Peter Howard&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Inaugurazione_H2O/IMG_6873.JPG" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e Marco Fiorini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Inaugurazione_H2O/IMG_6879.JPG" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ho detto il negozio è fornitissimo dalla pesca a mosca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Inaugurazione_H2O/IMG_6876.JPG" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;al bass&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Inaugurazione_H2O/IMG_6880.JPG" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;al luccio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Inaugurazione_H2O/IMG_6881.JPG" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente c'e' molto di più e vi consiglio caldamente di farci un giro appena ne avete l'occasione! &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-3866600937644203609?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3866600937644203609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3866600937644203609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2007/02/h2o-bass-pike-shop.html' title='H2O bass &amp; pike shop'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-3549960346553451635</id><published>2007-02-06T00:30:00.002+01:00</published><updated>2008-07-23T00:52:42.089+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>Fiera di Vicenza</title><content type='html'>Ecco un breve resoconto fotografico della recente fiera di Vicenza. In generale una fiera con luci ed ombre. Se infatti da un lato, grazie anche alla concomitanza della fiera della caccia ed al fatto di essere una fiera mercato, vi è stata una notevole partecipazione di pubblico dall'altro si è assistito ad un calo degli espositori fattore questo presumibilmente dovuto alla vicinanza con la fiera di Firenze che si terrà a breve. &lt;span class="fullpost"&gt; In ogni caso non spetta a me dare giudizi e fare bilanci, noi allo stand "Tutela del luccio e del black bass" assieme agli amici dell'Old Black e del BAIT ci siamo divertiti grazie anche al salame ed al vino che non sono mai mancati!  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo subito dalla novità più interessante, ovvero lo stand della Awa-Shima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img166.imageshack.us/img166/4326/img6833vf7.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che presentava copie molto ben fatte a prezzi popolarissimi di buona parte delle produzione Japan di hard-bait (ed anche canne dal design jappo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img411.imageshack.us/img411/9086/img6847oa5.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--emo&amp;:woot:--&gt;&lt;!--endemo--&gt;zoom sull'imitazione del Xj-100 di casa Megabass (costo Euro 3,30)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img100.imageshack.us/img100/9310/img6848btf7.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente non potevano mancare le bassboat. Le Ranger della Nautica Milesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img166.imageshack.us/img166/8483/img6834wp4.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e le Triton della Nautica Shark&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img78.imageshack.us/img78/1985/img6842rz6.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stand degli amici di Spinning Magazine delle Edizioni La Traccia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img403.imageshack.us/img403/6821/img6838fx7.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--emo&amp;;)--&gt;&lt;!--endemo--&gt;e quello di BassMania (davvero bello il cappellino)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img296.imageshack.us/img296/693/img6841ba3.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amico Peter allo stand Evergreen&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img225.imageshack.us/img225/4778/img6839fz5.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;alcune swimbait jappe (non imitazioni questa volta)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img222.imageshack.us/img222/6829/img6845xr5.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e i bei cranck della Matthew Lures che potrebbero interessare anche Mr.Esox&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img108.imageshack.us/img108/8775/img6844ug5.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi avesse dubbi sulla concomitanza dell'Hunting Show ecco cosa si poteva incontrare in giro per la fiera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img209.imageshack.us/img209/1997/img6835is4.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;infine prezzi popolari sull'abbigliamento mimetico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img208.imageshack.us/img208/9025/img6850nt8.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;and last but not least anche la gola vuole la sua parte &lt;!--emo&amp;:D--&gt;&lt;!--endemo--&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img108.imageshack.us/img108/672/img6851uu1.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img228.imageshack.us/img228/464/img6852sx5.jpg" alt="image" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--Signature--&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-3549960346553451635?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3549960346553451635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3549960346553451635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2007/02/fiera-di-vicenza.html' title='Fiera di Vicenza'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-2696266902777547015</id><published>2006-12-14T13:08:00.003+01:00</published><updated>2008-07-29T12:30:03.356+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><title type='text'>Partecipazione fiera di Vicenza</title><content type='html'>Tradizionale    riunione di fine anno insieme ai soci del BWA. La riunione si è tenuta    alla trattoria "La Fernanda" di Coronella. &lt;span class="fullpost"&gt; Presente anche Eddy Peruzzo.    Si è discusso sulla presenza dell'ESOX 2000 alla prossima Fiera di    Vicenza (&lt;a href="http://www.vicenzafiera.it/it/calendario/index.php"&gt;PESCARE    Salone internazionale delle attrezzature per la pesca sportiva&lt;/a&gt;) del    3-4 febbraio 2007. In tale occasione il Club sarà presente ad uno stand    appositamente allestito sulle attività di ripopolamento e tutela del    black bass e del luccio.In anteprima il poster e l'opuscolo relativi al    Progetto Luccio dell'ESOX 2000 che saranno distribuiti allo stand  &lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;a target="_blank" style="text-decoration: underline;" href="http://digidownload.libero.it/esox2000/poster.pdf"&gt;POSTER (Progetto Luccio Fiera di Vicenza)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a target="_blank" style="text-decoration: underline;" href="http://digidownload.libero.it/esox2000/opuscolo.pdf"&gt;   &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;OPUSCOLO (Progetto Luccio Fiera di Vicenza)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-2696266902777547015?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/2696266902777547015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/2696266902777547015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2006/12/tradizionale-riunione-di-fine-anno.html' title='Partecipazione fiera di Vicenza'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-6981019366313495611</id><published>2006-11-05T17:29:00.008+01:00</published><updated>2010-01-29T18:47:36.189+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>Luccio day 2</title><content type='html'>La manifestazione del pike day 2006 al lago di fimon si è tenuta domenica 5 novembre con ritrovo alle ore 7.00 e pesca fino alle 12. Ecco un breve report della giornata.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdIkvZVM9I/AAAAAAAAAQE/AZrdMApD_b0/s1600-h/Luccio%2520Day%25201.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdIkvZVM9I/AAAAAAAAAQE/AZrdMApD_b0/s400/Luccio%2520Day%25201.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226225688621954002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza della prima edizione le catture sono state decisamente poche e di taglia molto contenuta. Ecco un breve fotoreport. Questo è Corrado alle prese con un lucciotto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdRoTL9gkI/AAAAAAAAAQ0/PiHY17xtUWM/s1600-h/post-418901-1164209196.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdRoTL9gkI/AAAAAAAAAQ0/PiHY17xtUWM/s400/post-418901-1164209196.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226235645373809218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amico Marco in pesca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdQXmfUEfI/AAAAAAAAAQU/GjQ_8dL4xS0/s1600-h/post-418901-1164209081.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdQXmfUEfI/AAAAAAAAAQU/GjQ_8dL4xS0/s400/post-418901-1164209081.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226234258985849330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricky in perlustrazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdQkin5ZCI/AAAAAAAAAQc/TWcLQIhvE7k/s1600-h/post-418901-1164209280.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdQkin5ZCI/AAAAAAAAAQc/TWcLQIhvE7k/s400/post-418901-1164209280.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226234481286407202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il big di giornata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdQ4O2xKII/AAAAAAAAAQs/_78tXncTnZo/s1600-h/post-418901-1162976038.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdQ4O2xKII/AAAAAAAAAQs/_78tXncTnZo/s400/post-418901-1162976038.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226234819577456770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e infine Enri con il suo "big"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdQwZPU8OI/AAAAAAAAAQk/ybN7pbLj2Kw/s1600-h/post-418901-1162931374.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdQwZPU8OI/AAAAAAAAAQk/ybN7pbLj2Kw/s400/post-418901-1162931374.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226234684925866210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-6981019366313495611?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/6981019366313495611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/6981019366313495611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2006/11/luccio-day-2.html' title='Luccio day 2'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIdIkvZVM9I/AAAAAAAAAQE/AZrdMApD_b0/s72-c/Luccio%2520Day%25201.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-7715341106763853876</id><published>2006-10-19T13:03:00.005+02:00</published><updated>2008-07-23T01:19:01.783+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><title type='text'>Gemellaggio BWA</title><content type='html'>Riunione allargata con gemellaggio con il Bass World Anglers (BWA) di    Ferrara. La riunione causa indisponibilità temporanea della sede sociale    si è tenuta presso il ristorante "Vecchio Mulino". &lt;span class="fullpost"&gt; Si è discusso con il    BWA sulla possibilità di integrare il Forum con uno spazio più ampio    dedicato al bass e all'agonismo gestito direttamente da soci del BWA.    Congiuntamente al BWA inoltre si sono pianificate iniziative rivolte    alla salvaguardia del luccio e del bass nel territorio della provincia    di Ferrara.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;   &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Logobwa1.jpg" border="0" width="258" height="150" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Inoltre nella riunione si è definita la partecipazione dell'ESOX 2000 al    Pike Day che si terrà a Fimon il 5/11/06. Dovrebbero essere ben 6 gli    equipaggi portati dal Club in tale occasione. Sono stati presentati i    nuovi cappelli di cui sotto vedete una foto. Sono disponibili fin d'ora    per chi sia interessato. Sono in arrivo anche patches con il logo dell'ESOX    2000 (quello con il luccio tanto per intenderci) e altro materiale    societario.   &lt;p style="text-align: center;" align="left"&gt;   &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/esoxhat2wi2.jpg" border="0" width="298" height="364" /&gt;&lt;/p&gt;   Inoltre nella    riunione l'elenco dei soci è stato integrato con ben 3 nuovi arrivi.   &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;Un caldo benvenuto ai nuovi arrivati    che portano a 20 il totale dei soci: Daniele Facchini, Pietro Pedroni, Elio Furio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-7715341106763853876?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/7715341106763853876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/7715341106763853876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2006/10/gemellaggio-bwa.html' title='Gemellaggio BWA'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-6699890314343936310</id><published>2006-10-06T12:59:00.001+02:00</published><updated>2008-11-13T03:47:32.459+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>Il fattore ittico</title><content type='html'>Lo SCI sta organizzando, ormai da mesi, una importante serata per sensibilizzare provincia e regione sul tema della salvaguardia dell'ambiente. L'obbiettivo non è di fare una serata "unatantum" a livello di pubblicizzare la cosa ma che sia l'inizio di un confronto tra gli enti pubblici ed i pescatori con l'obbiettivo di "salvare" le nostre acque. &lt;span class="fullpost"&gt; L'idea è quella di creare un "evento" (tendenzialmente a cadenza annuale) su Milano per la Lombardia da parte dei Club di pesca sensibili alla tutela ambientale (PAM e spinning in primo luogo ma anche ad esempio CFI e -perchè no?- gli ecologisti meno "ideologizzati") che focalizzi agli enti gestori delle acque (province e regione) di volta in volta un problema verso cui ipotizzare soluzioni (e magari provarle sul campo: il Progetto Marmorata sul fiume Adda è nato così).&lt;br /&gt;Un obiettivo secondario ma comunque di rilievo consiste nel coagulare il variegato mondo dei pescatori, con una valenza ltimamente "educativa" (abbiamo diffuso il catch and release ma non basta purtroppo: occorre che, almeno i più sensibili, si battano anche per l'ambiente).&lt;br /&gt;Indispensabile per questo obiettivo l' "alleanza" con gli ittiologi. In proposito abbiamo la disponibilità di Fabrizio Merati, allievo del Prof. Forneris di Torino, nonchè estensore del primo Progetto Marmorata in regione Lombardia nei primi anni '90 ed attuale responsabile della gestione ittica della regione Valle d'Aosta.&lt;br /&gt;Entrando nello specifico dell'attuale serata, Merati presenterà alcuni studi sul campo da lui stesso svolti dove si dimostra l'impatto delle regimazioni spondali sull'ittiofauna stanziale (in pratica più si distrugge l'ambiente e meno pesce può sopravvivere). Fatto in apparenza banale e scontato per un pescatore ma in precedenza mai dimostrato "scientificamente".&lt;br /&gt;La relazione dell'ittiologo verrebbe preceduta da alcune rapide presentazioni iconografiche (10 minuti ciascuna circa) di situazioni di cui mostrare immagini prima e dopo i lavori, come dire che la relazione "scientifica" risponde alla constatazione sul "campo" da parte del pescatore. Il loro numero potrebbe essere limitato a 3-4 puntando a un corso montano, a uno di fondovalle e infine uno di pianura.&lt;br /&gt;Il terzo momento della serata consiste in un pubblico dibattito fra il relatore, gli intervenuti e auspicabilmente i rappresentanti degli enti di gestione presenti. La discussione andrebbe in qualche modo indirizzata non verso sterili polemiche ma verso soluzioni propositive che potrebbero essere riassunte in un documento finale, frutto del lavoro della serata da diffondere (anche ai mass media che cercheremo di invitare).&lt;br /&gt;E' stato prenotato per l'occasione un cinema da 240 posti: mostrare un uditorio numeroso potrebbe far capire agli amministratori che la tutela ambientale degli ecosistemi acquatici è un argomento che miete consensi numerosi.&lt;br /&gt;Lo SCI ha chiesto ai rappresentanti dei diversi Club e Associazioni che promuovono la serata di partecipare attivamente, sia per l'mportanza che ormai rivestiamo in ambito nazionale e sia per la comunità di idee ed intenti che sicuramente ci lega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIB4EoJBoBI/AAAAAAAAADA/BlgkQE4SsjM/s1600-h/post-418901-1158847170.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIB4EoJBoBI/AAAAAAAAADA/BlgkQE4SsjM/s320/post-418901-1158847170.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224307588639858706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-6699890314343936310?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/6699890314343936310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/6699890314343936310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2006/10/il-fattore-ittico.html' title='Il fattore ittico'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIB4EoJBoBI/AAAAAAAAADA/BlgkQE4SsjM/s72-c/post-418901-1158847170.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-5981993066929579147</id><published>2006-09-01T12:43:00.003+02:00</published><updated>2008-11-13T03:47:32.481+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='News'/><title type='text'>Spinning Magazine</title><content type='html'>Bene,    dopo anni in cui i pescatori con gli artificiali erano, al massimo,    considerati i parenti poveri di quelli a mosca, finalmente è nata una    rivista mensile dedicata esclusivamente allo spinning, in acqua dolce e    in mare. Si chiama Spinning Magazine e si trova in edicola da pochi    giorni. &lt;span class="fullpost"&gt; È il frutto di una scelta editoriale forte da parte delle    Edizioni La Traccia di Milano, la casa editrice che nel 2005 ha lanciato    “Le vie della pesca”. La dirige Riccardo Zago, il coordinamento è affidato a Silvio Smania,    presidente dello Spinning Club Italia.&lt;br /&gt;Tra le firme, note e meno note, ci sono anche Massimo Campi, Corrado    Forlani e Lorenzo Pareschi soci fondatori del nostro Club. Nel primo    numero Corrado Forlani ha esordito con un bellissimo articolo sulla    pesca al luccio con i jerk, mentre Massimo Campi e Lorenzo Pareschi    hanno trattato in modo esaustivo tutto ciò che c'e' da sapere nella    pesca (al bass) dal belly boat.&lt;br /&gt;Spinning Magazine è composto da ben novantasei pagine a colori, tutte    dedicate allo spinning, in edicola ogni mese a 4,90 euro. Per chi si    abbona c’è anche un regalo e un bel concorso.&lt;br /&gt;Spinning Magazine, al primo numero, non sarà la migliore delle riviste    possibili, ma intanto c’è. E questo, crediamo, è già un gran bel    risultato. Sarà anche compito nostro cercare di migliorarla strada    facendo.&lt;br /&gt;Per saperne di più basta   &lt;a href="http://www.spinningmagazine.com"&gt;   cliccare qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="text-align: center; clear: both;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIYbmg-4kdI/AAAAAAAAAOc/4RMDOPwOMEA/s1600-h/post-371552-1155994656.jpg" imageanchor="1" style="border: 0pt none ; background-color: transparent; margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIYbmg-4kdI/AAAAAAAAAOc/zhGK_odKCFw/s320-R/post-371552-1155994656.jpg" style="border: 0pt none ;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-5981993066929579147?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5981993066929579147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/5981993066929579147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2006/09/spinning-magazine.html' title='Spinning Magazine'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIYbmg-4kdI/AAAAAAAAAOc/zhGK_odKCFw/s72-Rc/post-371552-1155994656.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-6464771802487114491</id><published>2006-05-01T11:01:00.005+02:00</published><updated>2010-04-28T17:04:30.234+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>I sensi del luccio</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;L'argomento    è davvero interessante parliamo dei sensi del nostro amico esocide.    Conoscere in che modo il luccio percepisce le nostre esche è    fondamentale al fine di sceglierle e presentarle nel modo corretto. La    conoscenza di alcune idee di base sui sensi del luccio e sul modo in cui    questi sono utilizzati può davvero fare la differenza in molte    circostanze e ci aiuterà a comprendere meglio il mondo di questo    fantastico predone.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Una delle cose fondamentali da tenere presente è che    anche se i pesci hanno una vista eccellente (secondo alcune ricerche in    grado di recepire anche bande di colore vicino all'ultravioletto, non    visibili all'occhio umano) essi non sono in grado di distinguere i    dettagli allo stesso modo del nostro occhio. Anche la chiarezza    dell'acqua e la penetrazione della luce risultante influenzano il modo    in cui i pesci vedono. In aggiunta tramite la linea laterale il luccio    individua le vibrazioni trasmesse attraverso l'acqua dalla nostra esca.    Quindi ciò che è fondamentale è la dimensione e la forma di un esca ed    il modo in cui si comporta nell'acqua piuttosto che il dettaglio con cui    è rifinita. In aggiunta anche l'udito (orecchio interno), il gusto e    l'olfatto hanno un ruolo rilevante nei meccanismi sensoriali del luccio.    Ma, al solito, procediamo con ordine ed approfondiamo l'argomento. Data    l'estensione del soggetto ho pensato di presentarvelo in tre parti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;b&gt;I) La vista&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;II) La linea laterale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;III) L'udito, l'olfatto e il gusto&lt;/b&gt;     &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Cominciamo quindi con il senso di gran lunga    più importante per il nostro esocide.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;b&gt;&lt;br /&gt;I) LA VISTA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Gli occhi dei pesci sono simili ai    nostri, hanno la cornea, l'iride, il cristallino e la retina. I coni e i    bastoncelli, i due tipi di cellule nervose nella retina, sono anche    simili ai nostri con i bastoncelli che visualizzano le immagini poco    nitide in bianco e nero (visione notturna) ed i coni che si occupano    della percezione del colore e della nitidezza dei contrasti (visione    diurna). Più alta è la densita di coni e bastoncini migliore è la vista.    Nei pesci coni e bastoncini hanno densità inferiore rispetto agli occhi    umani e di conseguenza è lecito assumere che i pesci vedano abbastanza    bene ma manchino dell'abilità di riconoscere gli stessi dettagli    dell'occhio umano.    Nonostante questo possono distinguere molto    bene la dimensione, la forma e il colore.  La prima cosa da sapere è che distinguere i colori sott'acqua non è per    nulla facile.&lt;br /&gt;La luce infatti viene 'filtrata' dall'acqua ed in qualche modo assorbita    dalla stessa man mano che si scende in profondità. Gli oggetti quindi    perdono i loro colori ad elevate profondità e risultano tutti,    inequivocabilmente, neri. La cosa interessante è che le lunghezze d'onda    che ci consentono di percepire i diversi colori vengono assorbite in    modo differente. Il rosso, per l'appunto, ha la lunghezza d'onda    maggiore, oltre 700 nm (un nanometro 'nm' equivale ad un milionesimo di    metro).   Aumentando la profondità il rosso quindi diventa arancio, che ha una    lunghezza d'onda di circa 600 nm, poi giallo e così via fino al blu ed    al viola che hanno lunghezze d'onda di circa 400 nm (si veda Figura I).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/image14.gif" style="" width="420" border="0" height="219" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Figura I: Lo spettro    della luce&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Quindi un esca rossa, in realtà copre tutti i possibili spettri di    colore a seconda della profondità. Non solo ma il rosso è il primo    colore che si perde sott'acqua, quindi se c'e' un colore difficile da    vedere sott'acqua questo è il rosso (attenzione non invisibile ma    difficile da vedere nel colore rosso).&lt;br /&gt;Quanto detto vale in acqua cristallina dove gli unici effetti sono    dovuti alla rifrazione. Diversi altri fattori influenzano la percezione    del colore nell'acqua. In particolare la condizione della superficie. Se    è mossa l'assorbimento dei colori è più rapido a causa del variare    continuo degli angoli di rifrazione e quindi un po' tutti i colori si    perdono più velocemente. Se però la superficie è sporca le cose cambiano    radicalmente in quanto lo sporco agisce da filtro e dipende in che modo    filtra le diverse lunghezze d'onda. In alcuni casi la tendenza è ad    assorbire il blu ed il violetto rendendo questi colori più mimetici del    rosso o del giallo che invece risultano più visibili.&lt;br /&gt;Chiarito questo, il vero enigma riguarda la capacità dei pesci di    distinguere i colori sott'acqua. Le ultime ricerche paiono testimoniare    non solo questa capacità ma una particolare sensibilità alle lunghezze    d'onda dell'ultravioletto, quindi tra i 300 e i 400 nm. Il che    significherebbe che ciò che è invisibile per noi non lo è    necessariamente per il pesce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;In sostanza dimensione/forma/colore sono i tre aspetti    fondamentali che dobbiamo tenere presenti nella scelta di un esca in    rapporto alla vista. In acque chiare e con cielo terso sarà fondamentale    l'usodi colori naturali che non producono flash di luce in acqua. A tale    riguardo bisogna distinguere il comportamento del luccio di medie    piccole dimensioni dal grosso esemplare. I grossi lucci sono    estremamente sospettosi in particolare quando li si pesca in acque    chiare. Tenete anche presente che in acque chiare il luccio sarà    abituato ad usare prevalentemente la vista come senso predatorio.    Condizioni di cielo coperto possono portare a presentazioni più    aggressive con esche meglio visibili. In acqua velata o scura dovremo    infine aiutare l'esocide a identificare la nostra esca quindi colori    brillanti e molti flash di luce anche se in tali condizioni (se    caratteristiche della zona di pesca non occasionali altrimenti cappotto    assicurato) il luccio non si affiderà solo alla vista ma alla linea    laterale per l'identificazione della preda. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/muskievision9rf.jpg" width="250" border="0" height="258" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Figura II: I diversi campi visivi    del luccio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Uno degli aspetti più affascinanti è il campo    visivo del luccio. Il luccio a differenza dell'uomo ha due campi visivi.    Gli occhi del luccio sono posizionati ai lati opposti della testa ed    offrono due campi visivi distinti monoculari di circa 160 gradi (si veda    Figura II). Gli occhi inoltre possono muoversi in modo indipendente l'uno    dall'altro e in modo molto rapido. I due campi monoculari si    sovrappongono appena per un angolo di 20 gradi circa originando una    limitata visione stereoscopica (tipica dell'occhio umano, se volete    comprendere meglio l'importanza della visione stereoscopica provate ad    infilare un filo nella cruna di un ago con un occhio bendato.). In    aggiunta nonostante siano forniti di questa doppia visione monoculare il    luccio non è in grado di mettere a fuoco se non nella zona di visione    stereoscopica. Il luccio quindi individua una potenziale preda nel campo    monoculare (e l'immagine è poco più di una sagoma non definita) e decide    se girarsi e metterla a fuoco o scappare. Se la sagoma ricorda quella di    una tipica preda si gira ed usa la zona di visione stereoscopica per    identificare meglio la preda. Esiste anche una piccolissima zona    frontale vicino al muso in cui il luccio non può vedere ma è talmente    limitata che non è di nessun svantaggio per il pesce o vantaggio per il    pescatore (a differenza di quanto a volte si sente dire in giro). In    ogni caso se si pesca a vista l'approccio consigliato è quello da dietro    sfruttando il limite dei campi monoculari. Conviene lanciare l'esca non    frontalmente ma con un certo angolo e non troppo vicino al pesce in modo    che il cono monoculare sia sufficientemente ampio. Attenzione anche se    il luccio non vi vede vi può sentire eccome, quindi non stupitevi se    scapperà comunque! Infine il luccio ha un ottima vista sopra la testa. I    due campi monoculari dipendono molto dalla profondità alla quale il    pesce si trova e si applicano argomenti simili a quelli descritti sopra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;b&gt;&lt;br /&gt;II) LA LINEA LATERALE&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Quando peschiamo il luccio spesso ci troviamo di fronte a condizioni    d'acqua molto diverse, da zone di risorgiva con acqua cristallina che    possiamo vedere il fondo fino a oltre 3 metri, a zone palustri nelle    quali l'acqua è così torbida che non vediamo l'esca fino all'ultimo    istante quando fuoriesce dall'acqua alla fine del recupero. Eppure anche    in quest'ultimo tipo di acque i lucci si prendono. Come fa dunque    l'amico esocide a identificare la nostra esca dato che non la può certo    vedere? In aggiunta alla vista i pesci utilizzano un altro senso, un    senso così perfetto che da tempo gli scienziati stanno cercando di    svilupparne una versione meccanica da utilizzare in veicoli subacquei    come alternativa al sonar. Questo senso misterioso è la linea laterale.  La linea laterale è un organo estremamente    sensibile che i pesci utilizzano per identificare le vibrazioni (onde di    pressione) nell'acqua. In acqua torbida, la linea laterale offre un modo    eccellente al luccio di avvertire le prede (o i predatori, ossia noi non    dimetichiamolo). La linea laterale non solo fornisce informazioni al    luccio sui movimenti nell'acqua ma avverte anche la pressione esercitata    in acqua da parte di oggetti inanimati quali rocce o rami. Tramite la    linea laterale il pesce è in grado di determinare con precisione la    collocazione degli oggetti.&lt;br /&gt;La linea laterale è un piccolo canale che passa sotto la pelle del pesce    lungo i fianchi da entrambi i lati. Una serie di pori collocati sulla    superficie della pelle consentono all'acqua di entrare causando un    movimento direzionale di acqua attraverso il canale. Degli organi    sensoriali nel canale indentificano l'intensità e la direzione del    flusso. Questi organi sono la cupola (una sostanza tipo gel) che    protegge i peli sensoriali che rappresentano le estremità all'interno    del canale delle cellule sensoriali (si veda Figura III).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/lateral1cq.jpg" style="" width="420" border="0" height="304" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Figura III: Linea laterale ben    visibile in un piccolo esemplare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;span&gt;E' interessante notare la posizione e il    profilo del disegno della linea laterale per evitare che il pesce sia    disturbato dalla turbolenza dell'acqua creata dalle sue stessa pinne    pettorali. Per equilibrare la pressione che sente su entrambi i fianchi    del corpo, un pesce può variare il suo allineamento secondo la corrente    d'acqua prevalente; analogamente, quando nuota, un'onda d'urto curva    viene proiettata in avanti contro i suoi fianchi, e il pesce avverte i    cambiamenti della pressione acquea causata da qualche ostacolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span&gt;La linea laterale inoltre consente al luccio di avvertire suoni a bassa    frequenza 1-200 hz (infatti le onde sonore non sono altro che onde di    pressione), ad esempio qualcosa che cade sul fondo di una barca. Inutile    dire che evitare di fare rumori in barca e ridurre il movimento    dell'acqua al minimo è una buona regola da seguire per prendere qualche    luccio in più. La conoscenza della linea laterale suggerisce di    utilizzare esche che emettono un certo numero di vibrazioni sopratutto    in acqua torbida. Anche in acqua limpida un esca che agisca anche sulla    linea laterale spesso risulta più efficace, sopratutto se i pesci non    sono molto attivi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span&gt;Uno studio recente ha analizzato le relazioni tra l'uso della vista e    della linea laterale nelle fasi di attacco degli esocidi alla preda.    Nonostante il pesce sia in grado di sopravivvere bene, senza l'uno o    l'altro dei due sensi (ovviamente non senza entrambi) esiste una    gerarchia prestabilita nel modo in cui il pesce utilizza tali sensi    durante la caccia. La vista è di primaria importanza nell'identificare    la preda inizialmente e nel posizionarsi verso questa. La scelta della    distanza e dell'angolazione ottimale alla quale sferrare l'attacco è    invece risultante dall'uso di entrambi i sensi. La linea laterale è    infine di primaria importanza nella cattura effettiva della preda e    nelle fasi finali dell'attacco. In breve la linea laterale agisce su    scale spaziali più corte rispetto alla vista. Da questo è ragionevole    dedurre che in acqua torbida è necessario che l'esca passi più vicino al    pesce per stimolarlo all'attacco (questo non per fargli vedere l'esca ma    per fargliela sentire)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;III) L'UDITO, L'OLFATTO E IL GUSTO&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Eccoci infine all'ultima parte. Parleremo di udito, olfatto e gusto.    I primi due possono sembrare poco intuitivi per noi, i pesci non hanno    orecchie ed anche l'identificazione del naso così come siamo abituati a    concepirlo ci crea problemi. Come possono quindi udire i rumori e    sentire gli odori? Vediamo di entrare subito nel vivo della trattazione.   &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;L'orecchio interno.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;I pesci devono affrontare un paradosso nel tentativo di ascoltare i    rumori attraverso l'acqua. Infatti la densità dell'acqua (a differenza    di quella dell'aria) è molto simile alla densità del corpo del pesce (la    cosa vale anche per noi). Questo significa che i suoni trasmessi    attraverso l'acqua passano attraverso il corpo del pesce senza subire    alcuna variazione e senza che il pesce apparentemente abbia alcuna    possibilità di identificarli. Oltre alla linea laterale, di cui abbiamo    già parlato, il luccio dispone di un orecchio interno in grado di    avvertire vibrazioni a bassa frequenza trasmesse attraverso l'acqua.    Tale orecchio interno inoltre, assieme alla vescica natatoria, consente    al pesce di mantenersi bilanciato e di avere orientamento nello spazio.    Inoltre le vibrazioni percepibili tramite l'orecchio interno coprono un    range di frequenze molto maggiore rispetto alla linea laterale, fino a    600Hz, e sono avvertite anche da lunghe distanze (la linea laterale    agisce su una scala di lunghezza dell'ordine di un paio di volte la    lunghezza del pesce).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Inner_ear.gif" style="" width="326" border="0" height="299" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Figura IV: L'orecchio interno    del pesce. SC= Semicircular Canals, U= Utriculus, UO=Utricular Otolith    or Lapillus, M=Macula, SU=Sulcus, S=Sacculus, SO=Saccular Otolith or    Sagitta, L=Lagena, LO=Lagenar Otolith or Asteriscus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  Ma cosa è questo misterioso orecchio interno?    Collocato nel teschio del luccio, l'orecchio interno è constituito da    una struttura ossea avente densità maggiore dell'acqua ed è quindi in    grado di percepire le onde sonore che passano attraverso il corpo del    pesce. L'orecchio interno svolge diverse funzioni, ma per quanto    riguarda la parte uditiva esso è composto principalmente da una camera    acustica (Sacculus) nella quale stanno piccole cellule pilifere    sensoriali e piccole strutture ossee chiamati "otoliti". Quando le    vibrazioni passano attraverso l'orecchio interno, causano un leggero    movimento degli otoliti che viene percepito dalle cellule pilifere.    Queste trasmettono attraverso il sistema nervoso il segnale al pesce che    avverte quindi il suono. Biologicamente è interessante osservare come    gli otoliti, se sezionati mostrano anelli di crescita analoghi a quelli    dei tronchi degli alberi, ed i biologi li utilizzano infatti per    determinare l'età di un pesce è la sua rapidità di crescita. L'orecchio    interno pur essendo in grado di percepire suoni non è in grado di    identificarne con precisione la provenienza e la distanza dalla    sorgente. Questi fattori sono forniti dalla linea laterale.    L'identificazione di una preda o di una minaccia è quindi ottenuta    integrando le informazioni ricebute dai diversi organi sensoriali. In    termini di pesca possiamo affermare che la presenza di "rattles" interni    alle esche agisce sull'orecchio interno fungendo da stimolo anche a    lunghe distanze per il luccio e quindi possono risultare efficaci quando    si pesca a coprire vaste zone d'acqua, oppure quando si vuole attirare    in superficie pesci che stazionano sul fondo. Sempre tenendo presente    che tali stimoli a priori non costituiscono un vantaggio in pesca almeno    fino a quando il luccio non ha un contatto visivo o sensoriale tramite    la linea laterale (che potremmo paragonare al nostro tatto) con la    preda. Tanto per fare un esempio, quando avvertiamo il rumore di un    aereo istintivamente volgiamo lo sguardo verso l'alto ma non sempre    siamo in grado di identificarne la posizione tramite la vista (le nubi    possono coprirne l'immagine).    &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;L'olfatto&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nonostante possa sembrare poco utile sott'acqua i pesci hanno anche    l'olfatto. Non è certo il senso che ci interessa principalmente nella    pesca con esche artificiali ma nonostante questo vale la pena dire    alcune cose. I pesci hanno due cavità nasali e gli odori nell'acqua sono    identificati dai nervi olfattivi. Tanto per avere un idea, l'olfatto dei    pesci è all'incirca 100 volte più sensibile del nostro olfatto. Ad    esempio i salmoni utilizzano l'olfatto per ritornare per la frega alle    stesse acque nelle quali erano nati. I lucci utilizzano l'olfatto per    identificare i "ferormoni" emessi in acqua dalle prede in difficoltà. In    particolare possono utilizzare l'olfatto anche per identificare    potenziali minacce (ad esempio noi). Lavarsi le mani nell'acqua, come    spesso facciamo, potrebbe non essere una buona idea dato che segnala la    nostra presenza ai pesci che stazionano in zona. Questo è di    fondamentale importanza qualora si sia stati in contatto con benzina,    insetticidi, lozioni solari e tabacco. Alcuni studi hanno evidenziato    come queste sostanze disturbino fortemente i pesci e trasmettono un    segnale negativo anche in zone abbastanza vaste. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Il gusto&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Le papille gustative nei pesci sono collocate nella lingua, nella parte    superiore della bocca e sulle labbra. In aggiunta i pesci hanno papille    gustative nell'interno delle branchie. Chiaramente il senso del gusto    del luccio non ha alcun impatto sulla pesca con esche artificiali. Il    luccio infatti non caccia basandosi sul gusto e a differenza del bass    una volta presa l'esca non ha la naturale tendenza a risputarla se noi    non ferriamo. Ancora una volta vale la pena ritonare alle sostanze che    disturbano l'olfatto di cui sopra, le stesse sostanze hanno effetto    fortemente negativo anche sulle papille gustative del pesce, quindi    attenzione quando maneggiate le esche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/distance.jpg" style="width: 519px; height: 196px;" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Figura V: Importanza dei sensi    del luccio in relazione all'ambiente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  Siamo così giunti alla fine di questo viaggio    nel mondo dei sensi del luccio. Sapere classificare in ordine di    importanza il modo in cui il luccio usa tali sensi può migliorare il    nostro approccio alla pesca. In Figura V sono riportate le distanze di    azione e le priorità con cui il luccio usa i diversi sensi. L'udito,    come già osservato, pur agendo a distanza maggiore degli altri sensi non    riveste la stessa importanza gerarchica in termini di pesca. Riassumendo    quindi, la vista e la linea laterale sono rispettivamente primi in acque    chiare ed in acque torbide con la restante delle due collocata molto    vicino in seconda posizione. L'udito è al terzo posto ben distanziato,    mentre l'olfatto e il gusto sono fattori secondari per noi pescatori a    spinning. Spero che la loro conoscenza non solo vi aiuti    a prendere qualche pesce in più ma a capire e rispettare la macchina    meravigliosa con cui abbiamo a che fare.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   Concludo segnalando alcuni riferimenti bibliografici dove potrete    approfondire alcuni degli argomenti presentati sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.com/gp/product/0929384520/ref=pd_sxp_elt_l1/002-8616839-5488806?n=283155" target="_blank"&gt;   Pike: An In-Fisherman Handbook of Strategies&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.com/gp/product/1585740446/ref=ase_quickbrochure-20/002-8616839-5488806?s=books&amp;amp;v=glance&amp;amp;n=283155&amp;amp;tagActionCode=quickbrochure-20" target="_blank"&gt;   Northern Pike: A Complete Guide to Pike and Pike Fishing &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.com/gp/product/1555662919/ref=ase_quickbrochure-20/002-8616839-5488806?s=books&amp;amp;v=glance&amp;amp;n=283155&amp;amp;tagActionCode=quickbrochure-20" target="_blank"&gt;   Mastering Pike on the Fly: STRATEGIES AND TECHNIQUES&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.pvisuals.com/fishing/bookstore/htmls/pike.html" target="_blank"&gt;   Northern Pike &amp;amp; Muskie&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;e    l'articolo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="color: rgb(255, 153, 0); text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://digidownload.libero.it/esox2000/1207.pdf"&gt;STRIKE FEEDING BEHAVIOR IN THE MUSKELLUNGE, ESOX    MASQUINONGY: CONTRIBUTIONS OF THE LATERAL LINE AND VISUAL SENSORY    SYSTEMS&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-6464771802487114491?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/6464771802487114491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/6464771802487114491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/07/i-sensi-del-luccio.html' title='I sensi del luccio'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-3646304867384037997</id><published>2006-04-12T11:28:00.000+02:00</published><updated>2010-01-27T15:21:10.360+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tecnica'/><title type='text'>Aprile-maggio, strategie di base per il luccio</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/muskyo.jpg" width="75" align="left" border="0" height="99" /&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;di Massimo Campi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;L’individuazione del luccio nella prima parte della    stagione, dopo l’apertura primaverile, può ssere considerata un gioco    da ragazzi se comprendiamo alcuni tratti fondamentali della natura dell’esocide.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo dobbiamo sapere che il luccio depone le uova quando la    temperatura dell’ acqua è tra i 4,5° e i 7,5° gradi, subito dopo che il    ghiaccio si è sciolto. Alle nostre la&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;titudini tipicamente questo avviene    nei valori più alti, quindi tra i 7°-8° gradi. In secondo luogo, dopo i rigori dell’ inverno, il    luccio è alla ricerca di acqua più calda. Terzo punto, il luccio depone    le uova attaccate alla vegetazione sommersa per maggiore difesa della    futura prole. Quindi la logica da seguire per trovare il luccio nel    post-frega è quello di individuare i punti dove vanno a deporre le uova    e questi non sono molto difficili da individuare.&lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIBkt5w-UYI/AAAAAAAAABM/Mxb3YbT57aw/s1600-h/image003.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIBkt5w-UYI/AAAAAAAAABM/Mxb3YbT57aw/s320/image003.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224286307512897922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" face="arial" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_s1026" type="#_x0000_t75" alt="fishing tip for where to catch northern pike in the spring" style="'position:absolute;margin-left:-.75pt;margin-top:161.25pt;width:248.25pt;" allowoverlap="f"&gt;  &lt;v:imagedata src="tecnica120206_file/image003.gif" title="pikelan2"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le    prime parti di un lago che inizieranno a scaldarsi saranno quelle    protette dal vento dominante; queste tenderanno ad essere baie ed    insenature poco profonde, ancor più interessanti se protette da alberi o    boschetti. Il sole che batte su questi angoli protetti avrà  sciolto i    ghiacci più velocemente che in qualsiasi altro punto del lago. L’acqua    più calda di alcuni gradi è come un magnete per il luccio! In un’ acqua    poco profonda troverete sempre un discreto sviluppo degli erbai che è un    altro fattore essenziale. E se poi c’è un piccolo ruscello che fluisce    nella baia, quello sarà un posto ancora migliore perché aiuterà ancor di    più l’acqua a scaldarsi in superficie.Non sarà quindi difficile individuare questi luoghi    specie se conoscete i punti cardinali o avete una mappa.  Ma cosa dovete    fare quando arrivate lì per catturare il luccio?&lt;br /&gt;Il pesciolino vivo o il morto manovrato sarebbero    senz’altro esche molto efficaci in queste condizioni, ma noi    spinningofili di razza ci rifiutiamo a priori di prendere in    considerazione tali tipi di esche; pertanto potremo usare delle    imitazioni siliconiche senza piombatura interna, innestate preferibilmente per il ventre su amo    singolo di dimensioni generose. In questo modo potremo effettuare un    recupero tipo “swim/struggle” ed imitare ancor meglio un pesce in    difficoltà. Anche la montatura frontale tradizionale andrà comunque    bene: in questo caso è utile piombare leggermente la lenza a ridosso    dell’ amo o 15 cm più sopra ed effettuare un recupero fatto di piccoli    scatti e immediati rilasci.&lt;br /&gt;In questo periodo sono numerose le esche che si possono    utilizzare, ma tra quelle più divertenti ci sono senz’altro i    cranckbaits! Specie in Aprile i più efficaci saranno quelli dall’ azione    “vibrante”. Come modelli  suggerisco taglie piccole che lavorino    vicino alla superficie (tipo il Cotton Cordell Ripplin Red Fin o il    Rapala Shad Rap) e taglie maggiori che si spingano leggermente più in    profondità (tipo il Cotton Cordell BIG-O o il Salmo Warrior).    Cominciando dalle basse profondità, potete usare il cranck di superficie    n circa 50 cm di acqua. La sua caratteristica azione “wiggling” stretta    e poco profonda attirerà lucci distanti un kilometro!  Dopo aver battuto    la superficie, potremo provare in acque più profonde (1 metro circa) con    il cranck che lavora a maggiore profondità.&lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;   &lt;p class="MsoNormal" face="arial" align="justify"&gt; &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  align="center" style="font-family:arial;"&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/bagley_big-o.jpg" width="212" border="0" height="95" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  align="center" style="font-family:arial;"&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/rapala_sr.jpg" width="262" border="0" height="126" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;   &lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dall'alto al basso: &lt;/span&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Cotton Cordell Ripplin    Red Fin e Rapala Shad Rap&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal" face="arial"&gt;   L’azione del secondo tipo di cranck consente una maggiore    versatilità.  Recuperando molto lentamente lavorerà vicino alla    superficie mentre  accelerando il recupero tenderà ad affondare    aumentando la frequenza dell’ondulazione. Nell’uno o nell’altro modo,    l’importante è trovare la velocità giusta da abbinare all’umore del    luccio.&lt;/p&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  align="center" style="font-family:arial;"&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/bagley_ripplin_red_fin.jpg" width="267" border="0" height="104" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  align="center" style="font-family:arial;"&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/salmo_warrior.jpg" width="256" border="0" height="148" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p  style="text-align: center;font-family:arial;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dall'alto al basso: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;   &lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Cotton Cordell BIG-O e    il Salmo Warrior.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: arial;" align="justify"&gt; &lt;/p&gt;   &lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-family: arial;" align="justify"&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;E nell’acqua calma del mattino o poco prima del tramonto,    cosa c’è di meglio che pescare in questi spot con un minnow    galleggiante (tipo il classicissimo Rapala Floating perche no?). Molta    gente pensa che sia il recupero costante a rendere efficace questa esca.    Ammetto che questo tipo di recupero sia valido in molte situazioni, ma    nel nostro caso l’azione che lo renderà efficace sarà quella di    adagiarlo dolcemente sull’ acqua, aspettare qualche secondo per poi    farlo affondare repentinamente con un colpo di punta della canna. Dopo    che l’esca sarà risalita in superficie potremo attendere anche 30 – 40    secondi prima di farla di nuovo affondare.     Lo “strappo” farà si che la nostra esca assomigli ad un vero pesciolino    in fuga. Se il luccio è appostato sotto l’esca, indeciso sul da farsi,    questo tipo di movimento improvviso gli farà rompere gli indugi ed    attaccare con decisione il minnow. L’abboccata, in questi casi, sarà    quasi sempre decisa e molto spettacolare con tanto di “esplosione” a    pelo d’acqua! Tenete i nervi saldi e recuperate con decisione cercando    di mantenere la cima della canna molto alta per evitare di attaccare    alla lenza tutti gli erbai della zona. In alternativa i classici popper    da bass nelle misure più generose possono dare grandi soddisfazioni (ad    esempio sempre restando sui classici l'Heddon Hula Popper). Gli amanti    dei jerk in cerca del "mostro della palude" potranno avventurarsi    nell'uso di esche di superficie disegnate per il musky quali il burt, il    suick o similari. &lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  align="center" style="font-family:arial;"&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/rapala_original.jpg" width="273" border="0" height="81" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  align="center" style="font-family:arial;"&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/hula_popper_G750.jpg" width="175" border="0" height="96" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p  style="text-align: center;font-family:arial;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   Dall'alto al basso: Rapala original    floating e Heddon hula popper&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="font-family: arial;" face="arial" class="MsoNormal" align="justify"&gt; &lt;/p&gt;   &lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal" face="arial"&gt;   Per concludere, quando l’acqua si riscalda veramente    (metà maggio – primi di giugno a seconda delle zone) tutti i “big pike” lasceranno questi    spot  poco profondi. Non temete, non sono comunque andati molto lontano:    dopo tutto devono pur mangiare  e le acque poco profonde e piene di    erbai sono l’habitat ideale per il pesce foraggio. Si saranno    semplicemente spostati in profondità. Bisognerà insidiarli allora nella    fascia più profonda a ridosso degli “shallows”, magari in prossimità di    un gradino o di uno sbalzo repentino del fondale. Come esca potete usare    un crank di profondità o, ancor meglio, un bucktail jig abbinato ad un    pesciolino in gomma o ad un grosso grub, o un bulldawg. Consiglio    di aumentare progressivamente la profondità di ricerca fino a che non    troviamo il livello giusto a cui stazionano gli amici pinnuti.    &lt;/p&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  align="center" style="font-family:arial;"&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/bulldawg.jpg" width="298" border="0" height="115" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  align="center" style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Muskie    Innovations Uptown Dawg&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt;   L’ ultimo consiglio è sui colori delle nostre esche:    neutri in acque chiare (shad, black-silver), più vivaci in acque in    acque torbide  (yellow-orange, firetiger).&lt;br /&gt;E gli spinnerbaits? Non preoccupatevi, non ce ne siamo    dimenticati, data la versatilità di tali esche abbiamo pensato che    meritano un articolo interamente dedicato a loro.         &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-3646304867384037997?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3646304867384037997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/3646304867384037997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/07/aprile-maggio-strategie-di-base-per-il.html' title='Aprile-maggio, strategie di base per il luccio'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SIBkt5w-UYI/AAAAAAAAABM/Mxb3YbT57aw/s72-c/image003.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-1601444253065247667</id><published>2006-04-05T12:42:00.005+02:00</published><updated>2008-07-23T01:15:39.948+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><title type='text'>Nuova sede</title><content type='html'>Si è    svolta ieri sera a Ferrara presso la nuova sede del Club "Pesca    Sportiva Nuova Riva" la seconda riunione informale dell' ESOX 2000 nel corso della    quale, si è definito lo &lt;a href="http://digidownload.libero.it/esox2000/Esox_2000_Fishing_Club.pdf"&gt;statuto&lt;/a&gt; e l'atto costitutivo. &lt;span class="fullpost"&gt; La prossima riunione è stata fissata in data 19/04/06 presso la nuova sede alle ore 20.00. Ecco infine alcune foto della serata con la fantastica grigliata davanti al camino.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img border="0" height="315" src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Immagini/post-418901-1144335014.jpg" style="" width="420" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img border="0" height="315" src="http://digidownload.libero.it/esox2000/Immagini/post-418901-1144335711.jpg" style="" width="420" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-1601444253065247667?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/1601444253065247667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/1601444253065247667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2006/04/riunione.html' title='Nuova sede'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-7745837587915101610</id><published>2006-03-02T12:41:00.003+01:00</published><updated>2008-07-23T01:16:12.650+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><title type='text'>Riunione soci fondatori</title><content type='html'>Si è    svolta ieri sera a Ferrara presso il circolo Arci "Serenella" (sede del    BWA) la prima riunione informale dell' ESOX CLUB 2000 nel corso della    quale si è tracciato un sommario programma di intenti e si è stilata la    lista dei soci fondatori con un organigramma provvisorio. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;Elenco Soci Fondatori: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;1) Lorenzo Pareschi (Presidente) *&lt;br /&gt; 2) Corrado Forlani (vice Pres.) *&lt;br /&gt; 3) Massimo Campi (Segret.-Tes.) *&lt;br /&gt; 4) Marco Fiorini (Cons.) *&lt;br /&gt; 5) Roberto Frignani (Cons.) *&lt;br /&gt; 6) Leonardo Forlani (Cons.) *&lt;br /&gt; 7) Enrico Campi (Cons.)&lt;br /&gt; 8) Stefano Cocchi (Cons.)&lt;br /&gt; 9) Lorenzo Migliari&lt;br /&gt; 10) Massimo Gallerani&lt;br /&gt; 11) Peter Howard&lt;br /&gt; 12) Marco Artanidi&lt;br /&gt; 13) Gianfranco Farinazzo&lt;br /&gt; 14) Daniele Allegretti (Socio Sosten. Esterno) * &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;* versamento quota associativa per soci    sostenitori: 15 euro &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;La quota associativa per soci ordinari e    stata fissata in euro 10; per soci sostenitori euro 15;&lt;br /&gt; l' iscrizione è aperta a tutti coloro che condividono con noi la    passione per la pesca con l' artificiale e rispettano la filosofia del    NO-KILL.&lt;br /&gt; Più siamo e meglio riusciremo a combattere le nostre battaglie, volte    principalmente alla riqualifica ambientale del bistrattato sistema    idrico ferrarese ed al ripopolamento e alla tutala del luccio, simbolo    del nostro club.&lt;br /&gt; Per l'iscrizione prego contattare Bookie o Muskymax tramite mp oppure    scrivere a &lt;a href="mailto:esoxclub@esox2000.com"&gt;esoxclub@esox2000.com&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;La prossima riunione è stata fissata    orientativamente al primo giovedì del mese venturo (aprile) presso la    nuova sede del Club in Via Comacchio (Laghetti Ex-Feo).&lt;br /&gt; La riunione è aperta a tutti i soci (ordinari e fondatori). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;il segretario &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;Massimo Campi  &lt;/span&gt;   &lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-7745837587915101610?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/7745837587915101610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/7745837587915101610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2006/03/riunione-soci-fondatori.html' title='Riunione soci fondatori'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-7160844990843391194</id><published>2006-02-12T11:00:00.008+01:00</published><updated>2010-04-28T17:07:49.659+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>Nostrani e verdoni</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;R&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;iporto in questa sede alcune considerazioni in    merito alla distinzione tra i due diversi ceppi di lucci che popolano le    nostre acque, più precisamente i lucci di ceppo autocotono (o nostrani)    e di ceppo alloctono (detti anche verdoni). I due ceppi (non sono razze    diverse dato che non sono riconosciute razze per la specie Esox Lucius)    convivono in molte delle acque italiane. Senza entrare nel merito della    necessita' di salvaguardare il ceppo autoctono molto spesso ci si    dilunga in interminabili discussioni per cercare di capire a quale ceppo    l'esocide che abbiamo pescato appartenga.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Non sempre la cosa è così    facile, c'è chi parla di ibridi tra i due ceppi, inoltre le livree    mutano a seconda dell'età e dell'ambiente frequentato dal pesce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   Innanzitutto un minimo di terminologia nell'ambito della classificazione    biologica. A grandi linee il percoso e' (volendo ci sarebbe anche il    SUPERORDINE tra SOTTOCLASSE e ORDINE)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;CLASSE-&amp;gt;SOTTOCLASSE-&amp;gt;ORDINE-&amp;gt;FAMIGLIA-&amp;gt;GENERE-&amp;gt;SPECIE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo di arrivare al nostro amico Esox Lucius.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/pikino.jpg" style="" width="200" border="0" height="110" /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/pike.jpg" style="" width="200" border="0" height="108" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;   Figura I: Esox Lucius. La livrea subisce forti variazioni tra    l'esemplare giovane (sx) e quello adulto (dx).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Senza l'ausilio di testi sofisticati, basta munirsi di un buon    dizionario per scoprire che i pesci sono suddivisi in due classi    volgarmente dette 'pesci cartilaginei' (AGNATI e CONDRITTI) e 'pesci    ossei' (OSTEITTI). Tutti i pesci che possono abboccare alla nostra lenza    in acqua dolce sono pesci ossei. Detto questo, nell'ambito dei pesci    ossei abbiamo le sottoclassi dei SARCOPTERIGI (ormai quasi estinti) e    degli ATTINOPTERIGI (dove stanno tutti i nostri amici di acqua dolce).    Arriviamo agli ordini e qui le cose si complicano perche' sono davvero    tanti. In ogni caso l'ordine che a noi interessa è quello degi    ESOCIFORMI. Finalmente un nome noto. Ci siamo quasi.&lt;br /&gt;L'ordine degli ESOCIFORMI comprende solo due famiglie: ESOCIDI e UMBRIDI.    I secondi sono sostanzialmente piccoli pesci che potremmo mettere in    acquario. Restano quindi gli ESOCIDI che hanno un solo genere ESOX.    Quindi sono le specie che differenziano gli amici esocidi. Le specie    riconosciute sono&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Esox americanus (grass pickerel)&lt;br /&gt;Esox lucius (northern pike)&lt;br /&gt;Esox masquinongy (muskellunge)&lt;br /&gt;Esox niger (chain pickerel)&lt;br /&gt;Esox reicherti (Amur pike) &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle nostre acque vive solo la specie Esox Lucius.In Italia in    particolare convivono in molte zone sia il ceppo autoctono,    originariamente presente sulla nostra penisola da tempo immemorabile, e    la variante alloctona di recente immissione con esemplari provenienti    dall'est europeo utilizzati in molti ripopolamenti a causa della loro    facile reperibilità e del basso costo. I due ceppi in molti luoghi si    sono fortemente ibridati tra loro rendendone quindi l'identificazione    dei caratteri originali estremamente difficile se non impossibile.     &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/northern.jpg" width="400" border="0" height="147" /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/musky_small.jpg" width="400" border="0" height="121" /&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/tiger.jpg" width="400" border="0" height="111" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Figura II:    Dall'alto al basso, Northern Pike, Muskellunge e Tiger Muskellunge    (ibrido sterile tra femmina di Northern Pike e maschio di Muskellunge)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Un recente studio del Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia    Applicata dell'Università di Perugia ha affrontato il problema tramite    tecniche di clustering (sostanzialmente una tecnica statistica rivolta    alla selezione e raggruppamento di elementi omogenei in un insieme di    dati) su campioni di lucci prelevati da diversi ambienti quali i Laghi    di Piediluco, Trasimeno e Chiusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sostanza i due ceppi risulterebbero ben caratterizzati in queste    acque, nonstante le diverse varietà di livree incontrate. Come    distinguerli ? Ecco le conclusioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;CEPPO AUTOCTONO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• esemplari caratterizzati da fianchi con macchie a sfondo chiaro di    forma irregolare e generalmente grandi&lt;br /&gt;• macchie a sfondo scuro anch ’esse irregolari o talvolta sferiche&lt;br /&gt;• macchie chiare sono tendenzialmente di colore bianco&lt;br /&gt;• le pinne risultano meno arrossate e più chiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;CEPPO ALLOCTONO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• esemplari caratterizzati da fianchi con macchie a sfondo chiaro di    forma sferica&lt;br /&gt;• macchie chiare di dimensioni più ridotte, di colorazione tendente al    giallo e presenti in numero più elevato&lt;br /&gt;• colorazione scura sui fianchi con distribuzione uniforme e non a    chiazze&lt;br /&gt;• le pinne risultano di colorazione rossa più intensa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/nostrano2.jpg" width="264" border="0" height="199" /&gt;       &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/verdone2.jpg" width="263" border="0" height="198" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Figura III:    Le due livree a confronto, nostrano (sx) e alloctono (dx)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Come utilizzare queste analisi in pratica? Tipicamente la distinzione tradizionale si basa sulle due livree    'tigrata' con macchie allungate tendenti al bianco che non tendono a    chiudersi (nostrano) e livrea a 'pallini' con macchie tondeggianti    chiuse tendenti al giallo (verdone). Infatti questo sono i due punti che    appaiono in cima alla lista nella identificazione dei due ceppi. Adesso    sappiamo anche che macchie scure sono caratteristiche dei nostrani, che    la distribuzione uniforme delle macchie e' tipica dei verdoni e che    questi ultimi hanno anche le pinne più rossastre. Perchè verdoni ? Penso    sia ritrovabile nell'indagine citata quando si parla di colorazione più    scura sui fianchi che interpreto come "verde scura".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Infine    segnalo alcuni link interessanti dove potrete soddisfare tutte (o quasi)    le vostre curiosità ittiche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   &lt;a href="http://www.fishbase.org/" style="text-decoration: underline; color: rgb(0, 0, 0);" target="_blank"&gt;   www.fishbase.org&lt;/a&gt; (Database mondiale di tutte le specie di pesci)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ittiofauna.org/" style="text-decoration: underline; color: rgb(0, 0, 0);" target="_blank"&gt;   www.ittiofauna.org&lt;/a&gt; (Associazione europea per la tutela della fauna    ittica delle acque interne)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="left"&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;mentre per chi vuole consultare la relazione scientifica citata in    precedenza la può trovare al link sotto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://digidownload.libero.it/esox2000/esoxlucius.pdf" style="text-decoration: underline; color: rgb(0, 0, 0);" target="_blank"&gt;Analisi morfometrica e meristica di Esox lucius in alcuni laghi naturali dell’Italia centrale.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-7160844990843391194?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/7160844990843391194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/7160844990843391194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/07/nostrani-e-verdoni.html' title='Nostrani e verdoni'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-356507328900986085</id><published>2005-12-12T12:37:00.014+01:00</published><updated>2011-01-06T11:56:31.442+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Club'/><title type='text'>Esox 2000 Pike Anglers Club</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SImKQciw8VI/AAAAAAAAATE/XsHDn0bWZaQ/s1600-h/banner2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226860857684717906" src="http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SImKQciw8VI/AAAAAAAAATE/XsHDn0bWZaQ/s400/banner2.jpg" style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;" /&gt;&lt;/a&gt;L’&lt;i&gt;Esox 2000 Pike Angling    and Conservation club&lt;/i&gt; nasce a Ferrara dall’iniziativa di un gruppo di amici appassionati    di pesca con esche artificiali al Luccio. Il club successivamente ha esteso il suo range di diffusione alle province di Bologna, Modena, Vicenza e Treviso. ESOX 2000 è un club fatto da    pescatori per i pescatori in un'ottica di forte collaborazione con le amministrazioni locali e le associazioni ambientaliste, allo scopo di supportare tutti coloro che    amano la sfida sportiva a questo fantastico predone, un tempo Re incontrastato    degli ecosistemi acquatici di pianura. &lt;span class="fullpost"&gt; L’associazione ispira la propria azione al    massimo rispetto dell’ambiente naturale, promuove e/o partecipa ad    iniziative per la tutela e la difesa dell’ambiente e della specie del    Luccio (Esox Lucius) intesa come specie ombrello, ossia specie dalle elevate esigenze ecologiche&lt;br /&gt;e che quindi sono le prime a diventare rare e/o scomparire del tutto quando gli habitat vengono distrutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dallo statuto, gli    obiettivi principali dell’ESOX 2000 sono:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Promuovere e     divulgare la pesca con esche artificiali &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Diffondere la pratica     del catch &amp;amp; release &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Incentivare il     ripopolamento del luccio e le zone no-kill &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tutelare e assumere     iniziative per la difesa degli ecosistemi acquatici del nostro     territorio &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Il Club è aperto a    chiunque condivida queste stesse passioni ed intenda partecipare    attivamente in tali direzioni. L'attività del Club non è comunque    limitata ai soli obiettivi indicati sopra. Infatti Il Club svolge anche    un intensa attività nell'ambito della pesca al black bass con esche    artificiali. L’associazione aderisce ad ogni effetto all’ARCI PESCA FISA    e all'associazione nazionale &lt;a href="http://www.esoxitalia.it/"&gt;Esox Italia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punti di forza del club sono il sito web   &lt;a href="http://www.esox2000.com/"&gt;www.esox2000.com&lt;/a&gt; ed il &lt;a href="http://www.esox2000.forumcommunity.net/"&gt;Forum&lt;/a&gt; di discussione, ormai punto di riferimento per numerosi pike anglers italiani, aperto a tutti e tramite il quale è possibile approfondire diversi argomenti inerenti la pesca del luccio sia per il neofita che per l’esperto. Eventuali attività del club verranno discusse con i soci e propagandate tramite il Forum e il sito web che sarà periodicamente aggiornato sulla base dei suggerimenti e dei contributi di soci e amici che condividono le nostre stesse passioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si è interessati a diventare soci dell’ESOX 2000 è possibile contattarci direttamente sul forum oppure tramite    e-mail ad &lt;a href="mailto:esoxclub@esox2000.com"&gt;esox2000@libero.it&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-356507328900986085?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/356507328900986085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/356507328900986085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2005/12/esox-2000-pike-anglers-club.html' title='Esox 2000 Pike Anglers Club'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_x1GFwR5SsFM/SImKQciw8VI/AAAAAAAAATE/XsHDn0bWZaQ/s72-c/banner2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6034208552159622852.post-2164992812221092635</id><published>2005-12-12T10:55:00.010+01:00</published><updated>2010-04-28T17:09:42.765+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriale'/><title type='text'>In mezzo scorre il fiume</title><content type='html'>Dimenticate per un attimo       l’ultimo modello di jerk, gli anelli in SIC, i cuscinetti a sfera,    l’azione fast, i trecciati, i cavetti in titanio, le       swimbaits ed il buon caro vecchio Martin 20. Oggi parliamo di libri, o       meglio di un libro “In mezzo scorre il fiume” scritto nel 1976 da Norman Maclean    (1902-1990), pescatore a mosca di trote nel Montana e       professore di letteratura inglese alla University of Chicago. Mi auguro davvero che       lo abbiate letto, se non lo avete fatto spero nelle righe che seguono di       spingervi a farlo. &lt;span class="fullpost"&gt; Fosse anche il primo libro che leggete. Molti di voi       avranno sicuramente visto il film, interpretato da Brad Pitt (nel ruolo       del fratello dell’autore) con la regia di Robert Redford, che ha reso celebre       il libro (da vedere per la fotografia straordinaria vincitrice di un       premio Oscar). Purtroppo, nonostante alla prima parte della sceneggiatura       abbia partecipato lo stesso Norman Maclean (morto, come nella migliore    delle tradizioni, durante le riprese),       esigenze cinematografiche hanno in parte snaturato il libro spostando il       baricentro della narrazione dalla pesca a mosca (nel libro) al fratello       (nel film). Anche la traduzione del libro in italiano, va detto, non è    all'altezza dello stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/tornaImmagine.jpg" width="95" border="0" height="149" /&gt;                          &lt;img src="http://digidownload.libero.it/esox2000/inmezzoscorre.jpg" width="93" border="0" height="150" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;La    copertina del libro e la locandina del film nell'edizione italiana&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Ma non è questo il luogo per una recensione cinematografica,       quindi torniamo a noi.Innanzitutto       non cominciate a storcere il naso dato che il libro parla di trote e di       pesca a mosca e non di esocidi. E’ vero il libro e’ un atto d’amore per       la pesca a mosca (secca per essere precisi) alla trota e per il fratello,       interprete sublime di tale tecnica, ma e’ soprattutto una vera e propria celebrazione dell’arte della       pesca, quale strumento per la ricerca della perfezione ed in quanto tale       in grado di avvicinarci al divino. Non       a caso la citazione di apertura dell’ESOX 2000 è tratta da questo libro.&lt;span style="font-style: italic;"&gt; "C'e'       qualcosa nei pescatori che cerca di fare della pesca un mondo separato e       perfetto, non so che cosa o dove sia, perchè a volte è nelle braccia,       altre nella gola e altre in nessun posto particolare tranne che in       profondità. Molti di noi probabilmente sarebbero pescatori migliori se non passassero tanto       tempo a contemplare il mondo in attesa che diventi perfetto"&lt;/span&gt;. Ma se state per darmi del   sacrilego aspettate...&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"...nostro padre...ci   raccontava degli apostoli di Cristo, che erano pescatori, e lasciava   intendere a mio fratello e a me, che i pescatori più bravi del mare di   Galilea, pescavano a mosca, e che Giovanni, il prediletto, pescava con la   mosca secca."&lt;/span&gt;  Forse gli AdS potrebbero   usarlo come motto. In ogni caso non voglio dilungarmi in inutili   chiacchiere, alcune cose quando si tenta di spiegarle perdono il loro   fascino. Il modo   migliore di commentare questo libro senza fare torto alle intenzioni   dell'autore è quello di procedere per citazioni   lasciando ad ognuno di noi le sensazioni che queste trasmettono. Avete   presente il senso di vuoto e sconforto che si prova quando si perde un pesce   di taglia? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Non c'é castigo divino più   improvviso per il corpo e l'anima che perdere un pesce grosso, dato che deve   pur esserci una lieve transizione tra la vita e la morte. Ma con un pesce   grosso un attimo prima il mondo è nucleare e e quello dopo è scomparso.   Cosi'. Andato. Il pesce è andato e tu sei estinto, tranne per un bastone di   poco più di cento grammi al quale è attaccata un pò di lenza...I poeti   parlano di istanti di eternità ma in realtà è il pescatore a sperimentare   l'eternità compressa in un attimo. Nessuno può dire cosa sia un istante di   eternità fino a quando il mondo intero non diventa pesce e il pesce   sparisce."&lt;/span&gt;  Ovviamente il libro è molto di più e dopo averlo letto, se non si è mai    provato, si è sicuramente tentati dal cimentarsi un pò con la pesca a    mosca magari non alla trota ma al bass o meglio ancora al luccio. La       chiusura del libro rende superflua ogni altra parola. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Alla       fine tutte le cose si fondono in una sola, e un fiume le attraversa. Il       fiume e' stato creato dalla grande alluvione del mondo e scorre sopra       rocce che sono le fondamenta del tempo. Su alcune di queste rocce sono       impresse gocce di pioggia senza tempo. Sotto le rocce ci sono le parole,       e alcune delle parole appartengono alle rocce. Sono ossessionato dalle       acque."&lt;/span&gt; Chi di noi non è ossessionato dalle acque e dall'ignoto che queste    rappresentano ?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6034208552159622852-2164992812221092635?l=esox2000.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/2164992812221092635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6034208552159622852/posts/default/2164992812221092635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esox2000.blogspot.com/2008/07/in-mezzo-scorre-il-fiume.html' title='In mezzo scorre il fiume'/><author><name>LP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03095955226387399636</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
